La sofferenza di chi lavora diventi la battaglia di una comunità intera
Al valico del Pollino continua il presidio ad oltranza di autotrasportatori, agricoltori e famiglie stremati dai rincari. Il sindaco di Mormanno, Paolo Pappaterra, scende in campo con i manifestanti:«Basta misure tampone, il Governo intervenga».
MORMANNO – C'è il sudore di chi si sveglia prima dell'alba per mettere in moto un camion, c'è il sacrificio d'un contadino che vede svanire il frutto di mesi di fatica tra i solchi della terra, e c'è la preoccupazione quotidiana di un padre o di una madre di famiglia che guarda con angoscia le cifre che corrono sul display del distributore di benzina. La protesta contro il caro carburante e l'insostenibile impennata del costo della vita non è una semplice vertenza di settore: è il grido d'allarme, composto ma fermo, di una terra che chiede soltanto di poter continuare a lavorare con dignità.
Nel cuore del Pollino, lungo lo snodo strategico del valico di Campotenese, il presidio ad oltranza promosso da un comitato autonomo si è trasformato in un punto di incontro e di resistenza per l'intero territorio calabrese. Un luogo in cui si incrociano le storie di piccoli imprenditori, artigiani e lavoratori stremati da margini di guadagno ormai azzerati, dove il prezzo di benzina e gasolio è diventato un vero e proprio macigno capace di soffocare la stabilità economica delle famiglie e la sopravvivenza stessa delle aziende del Mezzogiorno.
A dare voce, corpo e forza istituzionale a questa mobilitazione è sceso in campo direttamente il sindaco di Mormanno, Paolo Pappaterra, che ha portato la propria presenza e la vicinanza dell'intera amministrazione tra i manifestanti. Con parole cariche di empatia e determinazione, il primo cittadino ha voluto rimarcare come questa vertenza non appartenga soltanto agli operatori del trasporto o del comparto agricolo, ma riguardi da vicino la quotidianità di ogni singolo cittadino.
«Non è soltanto un problema degli agricoltori e degli autotrasportatori, ma di tutti i cittadini italiani, e in particolare di quelli della Calabria e del Mezzogiorno», ha scandito Pappaterra dal presidio, rivolgendo un accorato appello a giovani, pensionati e famiglie affinché si uniscano alla protesta per trasformarla in una battaglia di popolo. Il sindaco ha espresso profonda gratitudine verso chi sta presidiando il valico giorno e notte, restituendo dignità a una regione che non intende più subire passivamente il peso dei rincari.
Pur riconoscendo l'attenzione e i primi passi mossi dalla Regione Calabria e dagli assessorati competenti, il primo cittadino di Mormanno ha sottolineato con chiarezza come le risposte emergenziali e i palliativi non siano più sufficienti di fronte a una crisi così profonda. Servono soluzioni strutturali, coraggiose e durature. Il messaggio rivolto al Governo nazionale e ai ministeri interessati – a partire da quello dell'Agricoltura – è chiarissimo: occorrono interventi straordinari che consentano di riportare e calmierare il prezzo dei carburanti al di sotto della soglia simbolica e fondamentale dei 1,90 euro al litro, allineando le condizioni dell'Italia a quelle del resto d'Europa.
Finché dal Governo non giungeranno garanzie concrete, la mobilitazione a Campotenese non si fermerà. Le istituzioni locali e la cittadinanza rimarranno al fianco dei lavoratori in presidio, nella certezza che difendere chi produce, trasporta e lavora significa proteggere il futuro, la coesione sociale e l'anima stessa della nostra comunità.