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Liquirizia, dagli scarti agli imballaggi: stretta l'alleanza tra Calabria e Sardegna

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CASTROVILLARI - La seconda vita della liquirizia potrebbe cominciare proprio da ciò che resta dopo l’estrazione. Radici esauste, oggi da stoccare e smaltire, da trasformare in materia prima per additivi destinati agli imballaggi alimentari. È il progetto su cui lavorano Nature Med, azienda di Castrovillari specializzata nella trasformazione della liquirizia calabrese, e Alkelux, startup deeptech di Sassari.

La collaborazione mette in relazione una produzione industriale già consolidata e una tecnologia che deve affrontare il passaggio dal laboratorio alla fabbrica. I numeri dello stabilimento cosentino spiegano la dimensione della sfida: ogni anno Nature Med lavora tra 300 e 350 tonnellate di liquirizia, ottenendo circa 60 tonnellate di estratto puro e tra 180 e 200 tonnellate di sansa, il residuo della radice dopo l’estrazione del succo.

È su questo materiale, insieme agli altri scarti del ciclo produttivo, che si concentra la sperimentazione. Alkelux ne ricava nanoparticelle a base carboniosa, chiamate nano-polymer dots, da incorporare nelle plastiche e nella polpa di cellulosa degli imballaggi. L’obiettivo è conferire ai materiali proprietà antimicrobiche, con possibili applicazioni nella conservazione degli alimenti.

Il residuo, dunque, diventa la base di un additivo per il packaging. Prima di arrivare alla produzione su larga scala, però, occorre individuare quali scarti offrano le prestazioni migliori e una resa riproducibile.

Nature Med, fondata nel 1998 e attiva esclusivamente nella lavorazione di Liquirizia di Calabria DOP e biologica, mette a disposizione diverse tipologie di residuo e contribuisce a sostenere i costi di approvvigionamento della materia prima destinata ai test.

«Ogni scarto ha una composizione diversa, e per noi questo significa capire quale residuo dà le prestazioni migliori e quale si presta meglio a una produzione su larga scala», spiega Matteo Poddighe, amministratore delegato e fondatore di Alkelux. «Lavorare con un’azienda che gestisce questi volumi ci permette di fare questa selezione su materiale reale, con tutte le variabili di un ciclo industriale».

È qui che si misura la portata dell’accordo, e cioè verificare se un risultato ottenuto in laboratorio possa diventare un processo capace di funzionare con continuità, utilizzando residui provenienti dalla lavorazione quotidiana.

Le quantità attualmente conferite alla startup restano limitate. Si parla di decine di chilogrammi l’anno, impiegati nella ricerca. Con il completamento dell’impianto pilota di Sassari, Alkelux prevede di poter accogliere oltre 20 tonnellate annue di scarto. Un salto di scala significativo, ma ancora distante dai volumi generati nello stabilimento di Castrovillari.

Da questo divario nasce l’obiettivo di lungo periodo che mira a realizzare un impianto industriale accanto agli stabilimenti di trasformazione della liquirizia. Una prospettiva che si inserisce nell’interesse della startup per la Piana di Sibari.

Recuperare il residuo dove viene prodotto consentirebbe di ridurre i passaggi logistici e, nelle intenzioni delle aziende, eliminare i costi di stoccaggio e smaltimento del materiale avviato al nuovo processo. Alkelux potrebbe invece contare su un approvvigionamento diretto e continuo.

Per Nature Med, che realizza circa il 70% del fatturato all’estero, il recupero dei residui riguarda anche il rapporto con i mercati internazionali. «La sansa è il residuo più voluminoso del nostro processo e oggi rappresenta un costo di gestione», osserva il direttore tecnico Marco Massarotto. «Da ingegnere chimico, il punto fondamentale di questa collaborazione è la possibilità di trattarla come una materia prima, con specifiche e controlli, dentro un processo integrato con il nostro».

L’azienda guarda in particolare al Nord Europa, dove, sottolinea Massarotto, tracciabilità e gestione dei residui sono già criteri di selezione dei fornitori.

Per ora, l’accordo resta sul terreno della sperimentazione. La sfida sarà trasformare una disponibilità abbondante di scarti in una fornitura con caratteristiche adatte alla produzione industriale. È da questo passaggio che dipende la possibilità di affiancare alla lavorazione della liquirizia una nuova attività produttiva, capace di recuperare valore da ciò che oggi rappresenta un costo.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.