Pompe a secco e fresco finito: la Sibaritide affronta un altro giorno senza consegne
Fino a ieri sera nove distributori su dieci erano senza carburante. Prime forniture possibili da oggi, mentre per gli alimentari non sono previsti scarichi. Fermo dei Tir fino a domani
CORIGLIANO-ROSSANO – Il carburante potrebbe ricominciare ad arrivare da questa mattina. Per riempire i banchi del fresco, invece, bisognerà ancora aspettare. La Sibaritide apre la settimana con due emergenze che procedono insieme, ma con prospettive diverse: distributori rimasti senza benzina e gasolio e negozi alimentari nei quali le scorte stanno lasciando spazio ai vuoti.
Fino a ieri sera, domenica 18 ottobre, secondo la ricognizione sul territorio, circa il 90% delle stazioni di rifornimento era privo di entrambi i carburanti. Un dato che fotografa la situazione della serata, mentre per oggi resta aperta la possibilità delle prime forniture. Non c’è ancora, però, una conferma che consenta di indicare tempi certi per il ripristino dei singoli impianti.
Il fermo regionale degli autotrasportatori proclamato da Fedralog, iniziato il 16 ottobre, è previsto fino alla mezzanotte di domani, martedì 20 ottobre. La mobilitazione riguarda le imprese aderenti e si inserisce nella protesta contro il caro gasolio che continua a interessare diverse aree del Mezzogiorno.
La crisi dei rifornimenti si è aggravata attraverso una successione di interruzioni: prima i blocchi dei lavoratori dell’ex Ilva davanti alla raffineria Eni di Taranto, poi il fermo dell’autotrasporto. La rimozione dei presìdi agli accessi dell’impianto pugliese ha riaperto la strada delle forniture, ma non ha cancellato immediatamente gli arretrati e le difficoltà della distribuzione.
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Per gli automobilisti, dunque, quello di oggi potrebbe essere il giorno dei primi recuperi. Il condizionale resta necessario: la possibilità di una consegna non equivale alla riapertura generalizzata delle pompe, soprattutto dopo un fine settimana che ha consumato le disponibilità residue di gran parte della rete locale.
Più difficile, nell’immediato, la situazione dell’agroalimentare. In molti supermercati, market e negozi del territorio, soprattutto nei centri maggiori e a Corigliano-Rossano, sabato sera sono terminate le ultime disponibilità di fresco. I relativi banchi e scaffali sono rimasti in diversi casi praticamente vuoti. Anche tra gli altri prodotti cominciano a comparire spazi lasciati dalle merci acquistate e non reintegrate.
Non si tratta di un esaurimento indistinto di tutti gli alimenti. Le difficoltà si manifestano prima e con maggiore evidenza nei prodotti che richiedono consegne frequenti e hanno una durata più breve. Ma il progressivo consumo delle scorte sta rendendo visibile il problema anche nel resto dei punti vendita.
Per la giornata di oggi, secondo le informazioni raccolte presso gli operatori, non sono previsti scarichi di merce. È questo il passaggio che pesa sull’apertura della settimana: le attività devono continuare a lavorare con ciò che rimane nei magazzini e sugli scaffali.
Le scorte accumulate in previsione del fermo hanno consentito di assorbire una parte dei disagi iniziali. Ora, però, quel margine si sta riducendo. Chi era riuscito a rifornirsi prima della protesta ha guadagnato qualche giorno; i negozi più piccoli, con disponibilità di magazzino più limitate, hanno avvertito prima le conseguenze delle mancate consegne.
Intanto si avvicina il confronto nazionale. Secondo gli aggiornamenti sul negoziato, domani a Milano è atteso l’incontro con il ministro dei Trasporti e una delegazione di autotrasportatori, anticipando il passaggio inizialmente previsto per il 27 ottobre. Sul tavolo restano i costi del gasolio e la sostenibilità delle attività. Per la Sibaritide comincia così un’altra giornata di attesa. Da una parte le autocisterne che potrebbero riportare carburante, dall’altra i carichi alimentari ancora mancanti. La ripresa si misurerà nelle consegne effettive: nei serbatoi dei distributori e nei banchi dei negozi.