Alto Jonio, Binario Morto lancia mozione e raccolta firme per cambiare gli orari dei treni
Sinistre Unite per l’Alto Jonio chiedono alla Regione Calabria di ripensare il servizio ferroviario tra Rocca Imperiale, Trebisacce, Sibari e Taranto. Banchetti il 9 e 10 ottobre alla stazione di Trebisacce
TREBISACCE - Un servizio ferroviario che fatica a rispondere alle esigenze quotidiane di studenti, lavoratori e pendolari, con collegamenti che, secondo i promotori della protesta, risultano spesso incompatibili con gli orari scolastici e lavorativi. È da questa denuncia che nasce “Binario Morto”, la mozione promossa da Sinistre Unite per l'Alto Jonio per chiedere alla Regione Calabria un intervento concreto sulla mobilità ferroviaria del territorio.
L'iniziativa, accompagnata da una raccolta firme con banchetti programmati per il 9 e 10 ottobre, a partire dalle ore 12, presso la stazione ferroviaria di Trebisacce, vede insieme il collettivo Nuova Onda Ionica, il Laboratorio Sinistra al Quadrato, il Circolo “N. Converti” di Rifondazione Comunista, il circolo Alto Jonio di Sinistra Italiana e Unità Popolare.
Al centro della mobilitazione c'è la richiesta di ripensare gli orari e i collegamenti ferroviari lungo la fascia ionica, con particolare attenzione alle tratte Rocca Imperiale-Sibari e Sibari-Taranto. La mozione è indirizzata alla Regione Calabria e all'assessore regionale ai Trasporti Gianluca Gallo.
A finire sotto accusa sono soprattutto i nuovi orari ferroviari entrati in vigore il 13 settembre, considerati dai promotori poco funzionali rispetto alle reali necessità dell'utenza.
Il caso più evidente riguarda Trebisacce, punto di riferimento per centinaia di studenti e lavoratori provenienti dai centri dell'Alto Jonio. Chi deve raggiungere la cittadina entro le 8 o le 8.15, secondo quanto evidenziato nel comunicato, può contare soltanto sul treno in partenza da Sibari alle 6.22 e su quello da Rocca Imperiale delle 7.15. Non meno complicata sarebbe la situazione al termine delle lezioni: gli studenti che escono da scuola intorno alle 13 devono attendere fino alle 15.47 per partire verso Rocca Imperiale e fino alle 15.49 per raggiungere Sibari.
Attese prolungate che, secondo Sinistre Unite, spingono inevitabilmente le famiglie e i pendolari a privilegiare autobus, automobili e altri mezzi privati.
Una criticità che non riguarda soltanto il periodo scolastico. Anche durante la stagione estiva, sostengono i promotori, la programmazione ferroviaria sulla Rocca Imperiale-Sibari avrebbe mostrato limiti significativi, con corse insufficienti e orari poco adatti alle esigenze dei turisti diretti verso le località costiere.
Il problema si estende inoltre al collegamento con Taranto, importante polo occupazionale e di servizi per l'intera fascia ionica. Gli attuali orari, secondo la denuncia, non consentirebbero a molti lavoratori di utilizzare il treno per raggiungere il capoluogo pugliese in tempo utile per l'inizio della giornata lavorativa.
Da qui una considerazione che rappresenta il cuore della protesta: i convogli poco frequentati non sarebbero necessariamente il segnale di una domanda insufficiente, ma potrebbero essere la conseguenza di un'offerta ferroviaria non adeguata alle necessità dei cittadini.
La mozione “Binario Morto” contiene una serie di richieste precise. Tra queste, la revisione complessiva degli orari, l'istituzione di almeno tre nuove coppie di treni nelle fasce considerate strategiche — prima mattina, metà giornata e primo pomeriggio — e un rafforzamento dei collegamenti tra Rocca Imperiale e Sibari.
Particolare attenzione viene riservata alla tratta Sibari-Taranto, per la quale si propone una corsa mattutina che consenta l'arrivo nella città pugliese entro le 7.20 e un collegamento di ritorno con partenza alle 14.15.
Tra le altre richieste figurano una maggiore integrazione tra ferrovia e trasporto su gomma, anche attraverso tariffe calmierate nelle aree meno servite, e un sistema di monitoraggio pubblico e trasparente sull'effettivo utilizzo dei treni.
Ma la mobilitazione punta ad andare oltre la semplice revisione degli orari. Per le realtà politiche promotrici, infatti, la questione ferroviaria rappresenta anche un problema sociale, strettamente legato alle difficoltà economiche e demografiche dell'Alto Jonio.
In un territorio che da anni deve confrontarsi con lo spopolamento e con la progressiva riduzione dei servizi, la possibilità di raggiungere scuole, luoghi di lavoro e strutture pubbliche senza dipendere necessariamente dall'automobile viene considerata un elemento fondamentale per garantire pari opportunità ai cittadini.
«L'Alto Jonio ha diritto a un treno vero, non a un annuncio», è il messaggio con cui si conclude il comunicato, sintetizzando il significato politico dell'iniziativa.
Le firme raccolte saranno consegnate direttamente all'assessore Gianluca Gallo, al quale i promotori chiedono risposte puntuali sulle criticità evidenziate e sugli interventi che la Regione intende eventualmente mettere in campo.
Sinistre Unite annuncia, inoltre, che la mobilitazione non terminerà con la consegna della petizione. L'obiettivo dichiarato è mantenere alta l'attenzione sul trasporto ferroviario dell'Alto Jonio, verificando le risposte istituzionali e gli eventuali provvedimenti adottati.
La questione, dunque, resta aperta. Sullo sfondo c'è una domanda che riguarda il futuro stesso della fascia ionica: come garantire il diritto allo studio, al lavoro e alla mobilità in un territorio nel quale la disponibilità di collegamenti pubblici efficienti può fare la differenza tra restare e partire?