Caro carburanti, Rapani: «Ascoltare le proteste e riconoscere gli interventi del Governo»
Il senatore interviene sulle mobilitazioni di agricoltori, pescatori e autotrasportatori: «Le difficoltà meritano risposte concrete, ma vanno garantiti circolazione, approvvigionamenti e rispetto delle regole»
ROMA - «Non rientro tra quelli che misurano il valore di una protesta contando i presenti. Anche una manifestazione con poche persone pone questioni che le istituzioni hanno il dovere di analizzare e considerare. Le difficoltà di agricoltori, pescatori e autotrasportatori meritano ascolto e risposte concrete». È la posizione del senatore Ernesto Rapani sulla mobilitazione contro il caro carburanti e il caro vita.
Il senatore distingue la presenza delle categorie direttamente coinvolte dalla partecipazione della cittadinanza. «Alla protesta hanno preso parte soprattutto operatori interessati dalle difficoltà denunciate, mentre il coinvolgimento degli altri cittadini è stato limitato. Questo non autorizza a sminuire le loro ragioni, né a interpretare le assenze come un consenso automatico all’azione del Governo».
Rapani critica invece il ruolo assunto da una parte del centrosinistra. «Ritengo che alcuni suoi esponenti abbiano alimentato la contrapposizione politica intorno alla mobilitazione. Le preoccupazioni di chi lavora devono trovare spazio e risposte, senza diventare un mezzo per raccogliere consenso. Chi sostiene le categorie ha la responsabilità di avanzare proposte e favorire soluzioni praticabili».
Per il senatore, il riconoscimento delle ragioni della protesta deve accompagnarsi alla tutela della collettività. «Manifestare è un diritto. Impedire con blocchi illegali la circolazione dei mezzi e la consegna delle merci significa violare le regole e colpire anche persone estranee alla vertenza. Nessuna rivendicazione può giustificare queste condotte».
«Fermare i rifornimenti – prosegue – può lasciare le attività senza prodotti, compromettere le merci deperibili e provocare perdite alle imprese e ai lavoratori. Le conseguenze ricadono anche sulle famiglie, già alle prese con l’aumento del costo della vita. Occorre garantire il passaggio dei mezzi, gli approvvigionamenti e la continuità dei servizi».
«La mia solidarietà va a tutti coloro che stanno affrontando difficoltà economiche, compresi i manifestanti. L’aumento delle spese incide sulla redditività delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie. Sul sostegno immediato alle aziende, il senatore richiama lo stanziamento complessivo di 90 milioni di euro per il credito d’imposta sui carburanti agricoli, relativo agli acquisti effettuati nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.
«È un intervento che serve a compensare una parte delle spese sostenute dalle imprese e che va considerato nel quadro delle misure adottate per affrontare l’emergenza».
A questo si aggiungono le iniziative delle compagnie energetiche. «Il confronto promosso dal Governo ha contribuito ad attivare ulteriori strumenti di sostegno. Eni ha annunciato una riduzione del 20 per cento, al netto dell’Iva, sui carburanti destinati all’agricoltura e alla motopesca.
Il senatore evidenzia inoltre il ruolo della collaborazione con le Regioni, richiamando il pacchetto da 45 milioni di euro annunciato nel Lazio e di 15 milioni di euro in Calabria, che comprende interventi sul gasolio agricolo e sulle filiere in difficoltà. «Il coordinamento tra strumenti nazionali e regionali può rendere più efficace il sostegno alle aziende, adattandolo alle necessità dei territori».
Accanto alle misure per contenere i rincari, Rapani richiama gli investimenti strutturali. «Ridurre la dipendenza energetica delle imprese agricole significa renderle meno esposte alle crisi internazionali. Il programma Agrisolare sostiene l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici produttivi, senza sottrarre suolo alle coltivazioni». La dotazione ha superato i tre miliardi di euro; le stime illustrate dal Ministero indicano risparmi complessivi superiori a 11 miliardi nell’arco di vent’anni.
Sul piano europeo, il senatore rivendica l’azione italiana a difesa della Politica agricola comune, richiamando quanto comunicato dal Ministero sul superamento dell’ipotesi di taglio del 22 per cento e sul rafforzamento delle risorse destinate all’agricoltura italiana nella futura programmazione.
«La prossima legge di bilancio rafforzerà gli interventi per alleggerire i costi e tutelare il reddito delle imprese agricole. Ai cittadini dobbiamo garantire ascolto, informazioni corrette e risposte verificabili».