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Caregiver, scontro sul rinvio in Consiglio. Romano: «Nessun imbarazzo, la mozione va aggiornata»

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CORIGLIANO-ROSSANO – La mozione sui caregiver non viene discussa e il confronto si accende fuori dall’aula. I capigruppo in consiglio comunale del Movimento 5 stelle Lidia Sciarrotta, e del Partito democratico Giuseppe Candreva, hanno subito espresso rammarico per il mancato dibattito in Assemblea previsto ieri (16 ottobre), ipotizzando resistenze politiche legate alle scelte del Governo nazionale. Una ricostruzione che viene respinta dalla consigliera comunale di Fratelli d'Italia Daniela Romano, che aveva presentato la proposta a giugno, e che oggi argina le critiche: «Nessuna rinuncia, solo rinvio». Il testo, spiega, deve essere aggiornato dopo l’approvazione del disegno di legge alla Camera.

Al centro ci sono il riconoscimento e le tutele delle persone che assistono un familiare e un provvedimento nazionale sul quale le valutazioni dei consiglieri divergono nettamente. Il ddl ha ottenuto il primo via libera di Montecitorio il 14 ottobre: per diventare legge deve completare l’iter parlamentare, passando dal Senato.

«Sulle battaglie che riguardano i diritti delle persone fragili e dei loro familiari non ci si dovrebbe mai dividere né cedere a calcoli politici», dichiarano Sciarrotta e Candreva. «Anche se l’iniziativa consiliare non è partita direttamente da noi, come forze di maggioranza abbiamo scelto fin da subito di sostenerla con convinzione per dare forza a una mobilitazione di civiltà».

I due consiglieri sostengono la mobilitazione nazionale promossa dal Coordinamento Nazionale CFU – Caregiver Familiari Uniti e dalle associazioni di settore, che contestano l’impianto del ddl. Sulla mancata discussione avanzano una lettura politica: «Spiace prendere atto che la mozione sia stata rinviata o non discussa in aula, probabilmente per l’imbarazzo o la resistenza di chi teme di esporsi in aperto contrasto con le scelte del Governo nazionale».

È proprio questa interpretazione che Romano contesta. La consigliera ricostruisce l’origine dell’iniziativa: «La mozione era stata da me protocollata a giugno 2026, a seguito di tante sollecitazioni e richieste da parte dei numerosi cittadini e famiglie di caregiver della nostra città, sulla scia di varie mobilitazioni messe in atto da diverse associazioni e movimenti sul territorio nazionale».

Secondo quanto precisa, «per varie ragioni non imputabili a me, la mozione non è stata messa tra i punti all’ordine del giorno dei Consigli comunali tenutisi a partire da giugno». L’inserimento è arrivato nella seduta del 16 ottobre, tenutasi in seconda convocazione, al nono punto.

Nel frattempo, però, era intervenuto il voto della Camera. Per Romano, una novità che rendeva necessario rivedere la proposta: «Si capisce bene che, alla luce di questa importante novità, a sole 24 ore dalla data della prima convocazione del Consiglio comunale di Co.Ro., vi era la necessità di rimodulare la mozione sui caregiver».

La consigliera richiama quindi le procedure: «Il regolamento comunale prevede dei tempi tecnici per la rivisitazione dei punti all’ordine del giorno, ma questo tempo è mancato».

Il dissenso, tuttavia, riguarda anche il merito del provvedimento nazionale. Sciarrotta e Candreva ritengono il testo insufficiente: «Il testo licenziato a Montecitorio, anziché garantire tutele universalistiche, rischia di introdurre nuove barriere e di penalizzare chi assiste i propri cari 24 ore su 24».

Tra le criticità denunciate indicano «criteri di accesso estremamente rigidi ed escludenti», legati agli scaglioni orari e alla convivenza, e «risorse economiche del tutto insufficienti e prive di garanzie strutturali». Contestano inoltre quella che definiscono «la mancanza di tutele previdenziali e assicurative certe per chi è costretto a lasciare o ridurre l’attività lavorativa» e servizi di sollievo, assistenza domiciliare e sostegno psicologico «ancora frammentari, che continuano a scaricare interamente sulle famiglie il peso dell’assistenza».


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Per i due esponenti della maggioranza, il lavoro locale deve accompagnarsi a un’iniziativa politica nazionale: «Stiamo già operando concretamente sul territorio, come dimostra l’attivazione del tavolo tecnico comunale. Tuttavia, il nostro ruolo politico deve essere anche quello di far sentire la voce della nostra comunità presso il Senato della Repubblica», affinché il testo venga «profondamente emendato e migliorato», garantendo anche il pieno recepimento dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali da parte della Regione Calabria.


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Romano esprime invece un giudizio favorevole sul ddl, del quale sottolinea le novità in materia di riconoscimento, tutele lavorative, partecipazione ai percorsi di cura e assistenza e contributo economico previsto dal 2027. Ricorda, al contempo, che si attende il completamento dell’iter legislativo perché il provvedimento diventi legge. «Quindi nessun imbarazzo per le scelte del Governo, al contrario, soddisfazione ed orgoglio», afferma, rivendicando il valore dell’intervento normativo sui diritti e sulle tutele dei caregiver.

Resta la critica di Sciarrotta e Candreva: «Evitare il dibattito in Consiglio comunale per non scontentare i livelli di governo nazionali è una scelta che non condividiamo». Una motivazione respinta dalla proponente, che riconduce il rinvio alla necessità di aggiornare il testo. La mozione resta dunque da discutere, mentre sul suo rinvio e sulla risposta nazionale ai caregiver il confronto politico è già aperto.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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