Dopo il carburante, l’allarme passa ai supermercati: saltano le consegne, tengono le scorte
Stamani nessuno scarico nei punti vendita cittadini delle reti Conad, Eurospin, Carrefour e Despar contattati. Prime difficoltà sul fresco nei piccoli negozi. Nella Sibaritide carburante ancora a singhiozzo
CORIGLIANO-ROSSANO – Il pieno diventa un’impresa. E adesso la preoccupazione arriva anche al carrello della spesa. Questa mattina nei principali supermercati cittadini contattati dalla redazione, appartenenti alle reti Conad, Eurospin, Carrefour e Despar, non è arrivato alcuno scarico di merce. I magazzini riforniti in anticipo stanno consentendo di assorbire il primo impatto del fermo dell’autotrasporto. Ma la tenuta delle scorte ha un limite: se le mancate consegne dovessero proseguire anche oltre lunedì prossimo, il rischio di trovare vuoti sugli scaffali diventerebbe concreto.
È quanto emerge dalla ricognizione effettuata stamani tra i gestori, mentre nella Sibaritide continua la difficoltà di reperire benzina e gasolio. Molte stazioni di servizio sono a secco da circa ventiquattr’ore, per entrambi i carburanti. Qualche consegna riesce sporadicamente a raggiungere gli impianti, ma manca ancora una regolarità capace di riportare la situazione alla normalità.
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Nei supermercati, per il momento, la differenza la sta facendo la prudenza. Memori delle giornate di fermo annunciate, i gestori avevano organizzato approvvigionamenti aggiuntivi, rafforzando le disponibilità nei depositi. Una precauzione che oggi permette di continuare a lavorare, pur in assenza dei nuovi arrivi.
Gli scaffali non sono vuoti: sono le consegne a essersi fermate. La distinzione è essenziale per descrivere ciò che sta accadendo senza anticipare scenari che, al momento, restano un rischio. La merce accumulata può sostenere le vendite per alcuni giorni; se però il ricambio si interrompe a lungo, le disponibilità cominciano inevitabilmente a ridursi.
Lunedì 19 ottobre è l’orizzonte sul quale si concentra la preoccupazione raccolta tra i gestori. Non una scadenza uguale per tutti i prodotti e per tutti i punti vendita, ma il momento oltre il quale il protrarsi delle difficoltà potrebbe rendere più evidenti le mancanze.
Nei market più piccoli e nei negozi al dettaglio, intanto, i primi disagi si registrano già oggi, soprattutto sul fresco. Qui la possibilità di fare scorte è più limitata e la continuità delle forniture pesa immediatamente sull’assortimento. Il problema raggiunge così le attività che hanno meno margine per compensare una consegna saltata.
La crisi dei rifornimenti entra in una fase ulteriore. Prima la ricerca del distributore ancora operativo, adesso l’incertezza sugli arrivi nei negozi: due effetti della difficoltà di far circolare merci e carburanti, che finiscono per sommarsi nella vita quotidiana.
Da oggi è iniziato il fermo delle imprese aderenti a Fedralog Calabria, proclamato fino al 20 ottobre, che si aggiunge alle mobilitazioni già in corso. Le prime notizie della mattinata descrivevano camion ai margini delle carreggiate e rallentamenti, senza veri e propri blocchi generalizzati del traffico. Il fermo dell’attività di trasporto può però incidere sulle consegne anche dove le strade restano percorribili.
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Resta, sullo sfondo, la domanda che questa mattina comincia a pesare quanto le mancate forniture: su chi sta ricadendo la pressione della protesta? La mobilitazione nasce per chiedere soprattutto al Governo nazionale risposte al caro carburanti e a costi che stanno mettendo in difficoltà interi settori produttivi. Le conseguenze più immediate, però, raggiungono chi deve andare al lavoro, chi tiene aperto un piccolo negozio, chi cerca carburante per spostarsi o prodotti freschi per la propria famiglia.
Le ragioni di chi protesta restano sul tavolo. Ma cresce anche il costo dell’attesa per cittadini e attività che dispongono di meno riserve, economiche e materiali, per affrontarla. Per ora i magazzini dei supermercati tengono. Le pompe, in molti casi, hanno già finito le scorte. Il tempo per trovare una soluzione si misura anche così: nelle consegne che non arrivano.