Dopo i trattori, si fermano i camion: in Calabria cinque giorni di stop dal 16 ottobre
Fedralog conferma il fermo fino al 20 ottobre: costi insostenibili e liquidità esaurita. Si fermeranno i mezzi delle imprese aderenti, salvaguardando i servizi essenziali. Possibili ricadute sulle merci
CORIGLIANO-ROSSANO – Prima i trattori nei presidi, ora i camion pronti a fermarsi. La protesta contro il caro carburante apre un altro fronte in Calabria: Fedralog ha confermato cinque giorni di fermo regionale dell’autotrasporto, dal 16 al 20 ottobre. L’appello è rivolto alle imprese del comparto, chiamate a una partecipazione compatta, pacifica e rispettosa delle disposizioni delle autorità.
La decisione arriva dopo settimane di interlocuzioni con le istituzioni. Secondo l’associazione, le risposte ricevute non bastano ad affrontare una crisi che sta compromettendo la capacità delle aziende di continuare a lavorare.
Il gasolio è solo una parte del conto. Pesano anche personale, assicurazioni, manutenzioni, rate dei veicoli e spese di gestione, mentre le tariffe praticate non consentirebbero, in molti casi, di recuperare i costi. Fedralog denuncia che numerose imprese hanno ormai esaurito la liquidità disponibile: il fermo viene quindi presentato come conseguenza di una difficoltà economica diventata insostenibile.
Mezzi fermi, servizi essenziali salvaguardati
L’indicazione riguarda i mezzi pesanti e i veicoli da lavoro delle imprese che aderiranno: l’obiettivo annunciato è lasciarli fermi durante la mobilitazione, fatte salve le eccezioni previste dalla normativa e i servizi essenziali. L’associazione chiede una protesta ordinata e responsabile, nel rispetto della sicurezza.
La portata effettiva dello stop dipenderà dalle adesioni. Il rischio riguarda la movimentazione delle merci e, di conseguenza, gli approvvigionamenti delle attività produttive e commerciali.
Già dopo il confronto del 7 ottobre con l’assessore regionale Antonio Montuoro, il rappresentante di Fedralog Girolamo Giovinazzo aveva segnalato possibili ripercussioni sulle consegne dei prodotti alimentari. Dal tavolo era emersa l’apertura a una consulta tecnica, giudicata però insufficiente a scongiurare il fermo nell’immediato.
Nella Sibaritide due proteste, una pressione comune
Per la Calabria del nord-est l’annuncio arriva mentre il presidio agricolo di Spezzano Albanese prosegue ad oltranza, nuovi gruppi si mobilitano a Cerchiara e a Corigliano-Rossano si prepara il sit-in del 14 ottobre, dalle 8, nei pressi della rotonda di Santa Lucia.
Sono iniziative distinte, con promotori e modalità differenti. Ma il carburante lega le preoccupazioni di chi lavora la terra a quelle di chi ne trasporta i prodotti. Nella Piana di Sibari questa vicinanza è particolarmente concreta: tra raccolta, carico e consegna corre una filiera che ha bisogno di entrambe le attività.
Fedralog mantiene aperto il dialogo con le istituzioni, ma conferma il calendario della mobilitazione. Il 14 ottobre manifesteranno gli agricoltori a Corigliano-Rossano; due giorni dopo inizierà il fermo annunciato dagli autotrasportatori.
Il malessere sta passando dai campi alla distribuzione. E il conto rischia di raggiungere anche chi, finora, ha guardato la protesta dal bordo della strada.