Povertà alimentare, in Calabria oltre mezzo milione di persone in difficoltà
Il nuovo rapporto ActionAid porta al 35,7% l’incidenza della deprivazione alimentare materiale o sociale nel 2024, il valore regionale più alto d’Italia. Nel 2025 oltre 210mila beneficiari degli aiuti alimentari, quasi 50mila sono minorenni
CORIGLIANO-ROSSANO - Oggi, 17 ottobre, ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, istituita dalle Nazioni Unite. Una ricorrenza che richiama l’attenzione anche sulla povertà alimentare, diretta conseguenza della scarsità di risorse economiche che non consente di garantire pasti adeguati, vari e regolari. Una condizione che riguarda anche la possibilità di scegliere cosa mangiare e di condividere il cibo senza rinunce imposte dal bilancio familiare.
In Calabria il quadro si aggrava. Secondo il nuovo documento di sintesi di ActionAid, I numeri della povertà alimentare in Italia a partire dalle statistiche ufficiali. Serie storica 2019-2024 e dati preliminari 2025, nel 2024 la deprivazione alimentare materiale o sociale interessa 565.494 persone, pari al 35,7% della popolazione di riferimento. Più di una persona su tre, con l’incidenza regionale più alta del Paese.
Rispetto al 2023, quando erano coinvolte 503.208 persone, l’aumento è di 62.286 unità e quattro punti percentuali. Il nuovo rapporto aggiorna così la fotografia contenuta nel precedente studio Fragili equilibri, confermando il forte peggioramento osservato dopo il 2021.
Dal 16,9% al 35,7% in cinque anni
L’indicatore DAMS, riferito alla popolazione di almeno 16 anni, combina due condizioni: l’impossibilità economica di permettersi un pasto con carne, pollo, pesce o equivalente vegetariano almeno ogni due giorni e quella di incontrarsi con amici o familiari per mangiare o bere qualcosa almeno una volta al mese.
Misura dunque sia la dimensione materiale dell’accesso al cibo sia le rinunce alla socialità determinate dalla mancanza di risorse.
La serie calabrese mostra una prima diminuzione, seguita da un aumento particolarmente marcato:
| Anno | Deprivazione materiale o sociale | Persone coinvolte |
|---|---|---|
| 2019 | 16,9% | 281.911 |
| 2020 | 15,1% | 230.583 |
| 2021 | 14,0% | 223.381 |
| 2022 | 25,1% | 403.296 |
| 2023 | 31,7% | 503.208 |
| 2024 | 35,7% | 565.494 |
Tra il 2019 e il 2024 l’incidenza aumenta di 18,8 punti percentuali, mentre il numero delle persone coinvolte cresce di 283.583 unità, arrivando a circa il doppio del valore iniziale.
La Calabria peggiora anche rispetto all’andamento complessivo del Mezzogiorno. Nel Sud e nelle Isole, infatti, tra il 2023 e il 2024 l’incidenza scende dal 18,2% al 17,4%, mentre nella regione continua a salire.
Il confronto nazionale restituisce la misura della distanza: nel 2024 il DAMS si attesta al 12,7% in Italia, all’11,2% nel Nord e all’8,2% nel Centro. La Calabria supera la media italiana di 23 punti percentuali, con un’incidenza circa 2,8 volte superiore.
Gli aiuti alimentari: oltre 210mila beneficiari, quasi 50mila minori
Il nuovo documento aggiunge i dati sugli aiuti alimentari del 2025, riportati nell’allegato dedicato al FSE Plus e attribuiti al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. In Calabria i beneficiari sono 210.281, di cui 49.942 con meno di 18 anni: quasi un minorenne ogni quattro persone raggiunte dagli aiuti. È presente anche un dettaglio comunale. A Reggio Calabria risultano 28.009 beneficiari, tra i quali 6.941 minorenni. Il dato riguarda il comune e non l’intera città metropolitana.
Questi numeri descrivono le persone raggiunte dagli interventi alimentari e non coincidono con una stima complessiva della povertà nella regione. Non possono quindi essere sommati ai valori del DAMS o degli altri indicatori. Il rapporto offre così un primo riferimento locale, senza però presentare una ripartizione completa tra province, comuni, aree interne e zone costiere della Calabria.
L’insicurezza alimentare diminuisce: il dato FIES scende al 4,63%
Un segnale diverso emerge dalla FIES, la scala che misura l’insicurezza alimentare attraverso otto domande sulle esperienze vissute dalle persone, dalla preoccupazione di non avere abbastanza cibo fino alla riduzione dei pasti e alle privazioni più gravi. In Calabria l’incidenza dell’insicurezza alimentare moderata o grave passa dall’8,35% del 2022 al 6,8% del 2023, fino al 4,63% del 2024. Nell’ultimo anno la diminuzione è di 2,17 punti percentuali, con 34.522 persone coinvolte in meno, secondo il nuovo rapporto.
Il dato calabrese resta superiore alla media nazionale del 3,60%, ma nel 2024 non rappresenta più il massimo regionale. Le incidenze più elevate si registrano in Puglia, al 7,39%, in Campania, al 5,22%, e in Sicilia, al 4,82%.
La diminuzione della FIES non annulla il peggioramento segnalato dal DAMS. I due strumenti osservano dimensioni differenti: il rapporto sottolinea che la FIES può non cogliere pienamente alcune forme di deprivazione meno gravi, comprese le rinunce alla qualità dell’alimentazione o alla socialità legata ai pasti.
Povertà alimentare relativa: per la Calabria resta il riferimento del 2023
Il terzo indicatore utilizzato da ActionAid è la povertà alimentare relativa, costruita sulla spesa per consumi alimentari delle famiglie e adeguata alla composizione del nucleo. Nel precedente rapporto, il dato calabrese riferito al 2023 era del 21,9% delle famiglie, più di una su cinque. La Calabria occupava il terzo posto nazionale, dopo Sardegna e Molise, e superava di 6,3 punti percentuali la media italiana del 15,6%. Il valore segnava una diminuzione rispetto al 27,4% del 2022, pari a 5,5 punti percentuali. La nuova sintesi aggiorna l’analisi nazionale e descrive diversi andamenti regionali per il 2024, ma non riporta un valore specifico aggiornato per la Calabria su questo indicatore. Il 21,9% va quindi mantenuto come dato del 2023, senza attribuirlo all’anno successivo.
Il peso di casa, bollette e prezzi sul bilancio familiare
Il nuovo rapporto colloca la povertà alimentare nel contesto dell’aumento dei costi essenziali. A livello nazionale, tra le famiglie in povertà alimentare relativa, nel 2024 l’abitazione assorbe il 54,1% della spesa complessiva, contro il 38,8% delle altre famiglie. All’alimentazione va invece l’11,3%, rispetto al 22,8% degli altri nuclei. Sono dati italiani, non specifici della Calabria, ma aiutano a comprendere la pressione sui bilanci: quando casa ed energia assorbono risorse difficili da comprimere, la spesa alimentare può diventare una delle voci su cui intervenire, acquistando prodotti meno costosi o rinunciando alla varietà e alla qualità.
ActionAid evidenzia inoltre che la deprivazione alimentare raggiunge anche persone che non risultano a rischio di povertà secondo le soglie di reddito. La scarsità di risorse economiche resta centrale, ma non esaurisce le dimensioni del fenomeno.
Per la Calabria, i due rapporti restituiscono quindi un quadro articolato: aumenta la deprivazione materiale o sociale, diminuisce l’insicurezza moderata o grave rilevata dalla FIES e resta ampia la platea raggiunta dagli aiuti alimentari. Nella giornata dedicata all’eliminazione della povertà, i numeri richiamano la necessità di affiancare agli aiuti interventi continuativi su reddito, stabilità del lavoro, costi abitativi e servizi per le famiglie.
Nota: i dati regionali più recenti sulla deprivazione e sull’insicurezza alimentare si riferiscono al 2024; quelli sui beneficiari degli aiuti al 2025. Il dato calabrese sulla povertà alimentare relativa resta riferito al 2023. Gli indicatori misurano condizioni differenti e non sono sommabili.