Supermercati, rischiano di saltare le consegne di oggi: ora scarseggia anche l’acqua
La possibile prosecuzione del fermo dei Tir mette in dubbio gli scarichi attesi. A Corigliano-Rossano fresco esaurito e scorte d’acqua in calo. Resiste il chilometro zero, ma non è accessibile a tutte le tasche
CORIGLIANO-ROSSANO – Adesso comincia a scarseggiare anche l’acqua. Dopo giorni di banchi del fresco svuotati, la crisi delle consegne raggiunge un altro prodotto di prima necessità. Questa mattina, nei supermercati di Corigliano-Rossano e del territorio, le disponibilità iniziavano a ridursi, aggiungendo preoccupazione a una situazione già difficile per famiglie e commercianti.
Per oggi sono attesi i primi scarichi, soprattutto di prodotti freschi. Ma le aspettative di una ripartenza si intrecciano con l’incertezza sulla protesta degli autotrasportatori calabresi: ieri sera dai presìdi è emerso l’orientamento a proseguire molto probabilmente fino al 27 ottobre, dopo un confronto con il Governo giudicato insoddisfacente.
Una prospettiva che complica il quadro senza consentire, al momento, di stabilire quali consegne arriveranno regolarmente e quali potrebbero subire ulteriori ritardi. L’attesa dei camion non coincide ancora con il ritorno alla normalità.
Frutta, latte, formaggi e carne risultano ormai esauriti in diversi punti vendita, o disponibili con assortimenti fortemente ridotti. Gli scarichi attesi dovrebbero cominciare a ricostituire le scorte, ma le indicazioni raccolte riguardano forniture parziali: servirà verificarne l’arrivo e la consistenza.
Il segnale nuovo è quello dell’acqua. Non un esaurimento generalizzato, ma una disponibilità che questa mattina cominciava a contrarsi. È il passaggio che rende ancora più evidente quanto il fermo della distribuzione stia entrando nella vita quotidiana: la difficoltà non riguarda più soltanto la scelta dei prodotti, ma la possibilità di trovare con continuità beni essenziali.
Il ritorno al chilometro zero, con il limite dei prezzi
In questi giorni una parte della domanda è tornata a rivolgersi ai produttori locali e ai rivenditori a chilometro zero. La filiera corta, meno dipendente dai grandi collegamenti logistici, sta dimostrando la propria capacità di mantenere disponibili alcune produzioni del territorio.
È uno degli effetti positivi emersi durante la crisi: il rapporto diretto tra chi produce e chi acquista torna centrale proprio mentre il circuito delle piattaforme e delle lunghe percorrenze mostra tutta la propria vulnerabilità.
Ma il chilometro zero non è sempre accessibile a tutte le tasche. Non ogni famiglia può sostenere gli stessi prezzi o trovare nella vendita diretta un’alternativa completa alla spesa abituale. La disponibilità del prodotto, da sola, non risolve il problema della sua accessibilità economica.
E così una protesta nata contro costi diventati insostenibili sta mettendo alla prova soprattutto chi dispone di meno risorse: famiglie che devono far quadrare il bilancio, pensionati, persone per le quali anche una piccola differenza sullo scontrino conta.
Oggi l’attenzione resta sugli scarichi annunciati. Il primo segnale concreto sarà vedere che cosa tornerà sui banchi e in quali quantità. Fino ad allora, tra scorte in calo e prospettive incerte sul fermo, fare la spesa continuerà a essere più complicato soprattutto per chi ha meno possibilità di scegliere.