Agguato a Lattughelle, Iacobini: «Giù le mani dalla città». Chiesto un vertice sulla sicurezza
Il sindaco annuncia la richiesta al Prefetto e un’assemblea pubblica lunedì pomeriggio con il vescovo Savino. Sollecitati più controlli e una mobilitazione civile dopo l’attentato della notte
CASSANO JONIO - «Giù le mani dalla città». È il grido con cui il sindaco di Cassano, Gianpaolo Iacobini, interviene dopo l’agguato avvenuto nella notte in contrada Lattughelle, chiedendo una risposta delle istituzioni e una partecipazione visibile della comunità.
Nella dichiarazione diffusa dopo l’accaduto, il primo cittadino annuncia che chiederà formalmente al Prefetto la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, per valutare le misure da adottare. Lunedì 26 ottobre, nel pomeriggio, promuoverà inoltre un’assemblea pubblica insieme al vescovo Francesco Savino, dedicata ai fatti e alle iniziative da assumere. Non sono ancora indicati luogo e orario dell’incontro.
Iacobini definisce l’attentato un episodio che, «per modalità e ferocia», a suo giudizio rende riconoscibile «la firma della ’ndrangheta». Il primo cittadino preme sulla necessità di lavorare sulla prevenzione, sulla formazione e sullo sviluppo socioeconomico, ma sollecita anche interventi immediati. Chiede un controllo del territorio più intenso da parte delle forze dell’ordine, un’azione giudiziaria rapida e incisiva e un impegno civile più visibile.
«È un grido di dolore e di libertà», afferma, invitando la città a ritrovarsi attorno a una risposta condivisa.
L’assemblea annunciata con il vescovo vuole aprire questo confronto, affiancando alla richiesta di sicurezza la responsabilità della partecipazione. «Insieme, tutti insieme», conclude Iacobini.