Delitto Aquino a Schiavonea, la Corte d'Assise emette il verdetto: condanna per i tre imputati
Si chiude il processo di primo grado per l'omicidio di 'ndrangheta consumato nel maggio del 2022 a Schiavona. Pene inflitte a Francesco Le Pera (30 anni), Giorgio Arturi (28 anni) e Manuel Intrieri (23 anni)
COSENZA – Il verdetto per l’omicidio Aquino è stato emesso nel tardo pomeriggio dalla Corte d'Assise di Cosenza (presidente Paola Lucente, a latere Francesca De Vuono) dopo una camera di consiglio durata diverse ore al termine del processo di primo grado per l'omicidio di 'ndrangheta di Pasquale Aquino, il 57enne noto come ‘U spusatu, assassinato a colpi di pistola e mitraglietta la sera del 3 maggio 2022 nel cuore della frazione marinara di Schiavonea a Corigliano-Rossano.
I giudici hanno accolto in parte le richieste formulate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, guidata dal pm Alessandro Riello. La condanna più severa – 30 anni di carcere – è stata inflitta al 24enne Francesco Le Pera, ritenuto uno degli esecutori materiali dell'agguato, a fronte della richiesta di ergastolo avanzata dall'accusa che aveva invocato anche l’isolamento diurno per un anno.
Pene severe anche per le posizioni ritenute di natura organizzativa nelle fasi preliminari del delitto: 28 anni di reclusione sono stati comminati al 42enne Giorgio Arturi (gravato da precedenti specifici per estorsione mafiosa e stupefacenti), mentre 23 anni sono stati inflitti al 24enne Manuel Intrieri, detto Zuzù, in questo caso con la pena che ricalca esattamente la richiesta della pubblica accusa in virtù del suo stato d'incensuratezza. Gli imputati sono stati assistiti dal collegio difensivo composto dagli avvocati Giovanni Zagarese, Pasquale Di Iacovo e Gianni Scatozza, che ora attenderanno il deposito delle motivazioni per ricorrere in appello.