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Sila-Mare, riapre il ponte crollato: martedì il collaudo e poi l'apertura al traffico

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LONGOBUCCO – Il Viadotto Ortiano 2 pronto alla prova del carico. È l’Amministrazione comunale di Longobucco a comunicare che da martedì 27 ottobre ANAS avvierà il collaudo statico della nuova struttura sulla Sila-Mare. Le verifiche sull’impalcato, previste alla presenza del progettista e del collaudatore, rappresentano il passaggio tecnico definitivo e ultimo prima della riapertura.

Secondo quanto riferito dal Comune, sono stati completati i lavori strutturali sui cordoli laterali e sulla soletta. Dopo le prove restano da installare le barriere di sicurezza, posare i giunti di dilatazione e realizzare la segnaletica orizzontale. Insomma l’apertura del ponte è praticamente imminente e con il suo utilizzo, di fatto, saranno completamente percorribile - a quasi 40 anni dall'inizio dei lavori della grande opera stradale - l'intero tratto a monte, circa 16 km, dal bivio Caloveto fino a Longobucco.

Certo, i tempi di apertura dipenderanno tutti dall’esito del collaudo e dalla conclusione delle opere residue ma dovrebbe trattarsi di settimane.

Il nuovo ponte sostituisce quello crollato il 3 maggio 2023, quando cedette una campata lungo la statale 177 dir, al chilometro 6,532, interrompendo un collegamento essenziale per Longobucco e per la Sila Greca. La strada era stata chiusa da ANAS prima del cedimento e non ci furono vittime. La ricostruzione, invece, è partita nel 2024, dopo la demolizione controllata dei resti del viadotto e la predisposizione di opere accessorie per mitigare il rischio idraulico.

La nuova infrastruttura è arrivata alla fase conclusiva dopo il varo dell’impalcato metallico e il completamento della soletta. L’annuncio del Comune, oggi, rappresenta dunque un nuovo avanzamento, ma la riapertura resta subordinata alle verifiche e alle rifiniture finali.

Il collaudo riguarda il ponte. La vicenda, però, non si esaurisce nel cantiere. Nel procedimento contabile avviato dopo il crollo, la Procura regionale della Corte dei conti ha contestato a quattro persone un danno erariale di quasi 4,8 milioni di euro. Secondo la ricostruzione degli investigatori  il progetto definitivo - parliamo del progetto originario che avrebbe determinato il crollo del viadotto - prevedeva fondazioni su micropali, mentre nelle successive fasi sarebbero state realizzate fondazioni dirette, anche nell’alveo del fiume. 


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La riapertura restituirà un collegamento atteso e contribuirà a ricucire una frattura viaria che ha pesato sulla vita quotidiana di residenti, lavoratori e imprese. 

Ma il ponte è una parte della storia della Sila-Mare: il completamento dell’itinerario verso la costa Jonica e la statale 106 resta una questione distinta. La strada è stata pensata per avvicinare l’altopiano silano allo Jonio; e il crollo dell’Ortiano 2 ha ricordato quanto quella promessa dipenda anche dalla solidità delle opere e dalla capacità delle istituzioni di garantirne controllo e manutenzione.

Ora la parola passa alle verifiche tecniche. Solo dopo il collaudo e le ultime lavorazioni il ponte potrà tornare al traffico. 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.