Sanità nel baratro a Terranova da Sibari, l'opposizione all'attacco: «Settore in completo abbandono»
Il gruppo consiliare "Nuova Terranova" punta il dito contro l'amministrazione Rumanò a due anni dall'insediamento: «Tradite le promesse elettorali. Servono subito un nuovo ambulatorio, il punto prelievi e specialisti in pediatria».
TERRANOVA DA SIBARI – «La perdita ormai irreversibile dei servizi essenziali a Terranova da Sibari delinea un quadro della sanità in completo stato di abbandono, senza alcuna iniziativa amministrativa all'orizzonte». È una denuncia durissima quella sollevata dal gruppo consiliare di opposizione "Nuova Terranova", che riaccende i riflettori sulle carenze della rete assistenziale e sulle difficoltà nell'accesso alle cure per i cittadini del centro della Sibaritide.
A oltre due anni dall'insediamento della giunta guidata dal sindaco Rumanò, la minoranza traccia un bilancio fortemente critico sulla gestione delle politiche sanitarie sul territorio: «Non solo sono spariti alcuni servizi che con fatica si era riusciti ad introdurre – attaccano i consiglieri di opposizione – ma sono state tradite tutte le promesse fatte in campagna elettorale. Persiste l'incapacità di comprendere che in una piccola comunità del Sud, colpita inesorabilmente dal fenomeno dello spopolamento e dal progressivo invecchiamento della popolazione, i presìdi sanitari rappresentano un'assoluta priorità per la sopravvivenza stessa del tessuto sociale».
Di fronte a un quadro clinico dell'assistenza territoriale definito ormai di emergenza, il gruppo "Nuova Terranova" chiede all'Amministrazione comunale di attivarsi con la massima urgenza e senza ulteriori perdite di tempo su tre fronti ben precisi: la creazione di un nuovo ambulatorio sanitario a supporto della Guardia Medica, il ripristino del punto prelievi per i cittadini e la presenza programmata di specialisti in ambito pediatrico.
«Il diritto alla salute – concludono i consiglieri di opposizione – non può essere trattato come un tema da campagna elettorale, ma rappresenta la colonna portante di protezione della società. Senza un'adeguata tutela sanitaria la nostra comunità, già provata sul piano economico e della riduzione di altri servizi essenziali, rischia di scomparire definitivamente».