La Repubblica del no alle proteste: Salvini risponde ai tir, tra vicinanza dichiarata e stop ai blocchi
Il ministro distingue le difficoltà degli autotrasportatori dalle modalità della mobilitazione. Preoccupazione per le conseguenze su produttori, agricoltori, pescatori e pendolari
ROMA - Mentre la mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro carburante continua a produrre presidi e blocchi lungo le principali arterie del Paese, a prendere posizione è il ministro dei trasporti Mattero Salvini che, intervenendo ai microfoni di Radio anch'io e rispondendo a una domanda sulla protesta dei tir, ha scelto di tenere distinte le ragioni della categoria dalle mobilità con cui queste vengono portante avanti.
«Siamo vicini a tutti quelli che lavorano, capiamo la loro sofferenza, ma altra cosa sono i blocchi illegali, altra cosa è danneggiare milioni di altri lavoratori, produttori, agricoltori, pescatori, pendolari ecc», ha dichiarato il ministro, riconoscendo le difficoltà di chi si trova a fare i conti con l'aumento dei costi di gestione, ma mettendo al tempo stesso in guardia dalle conseguenze di iniziative che finiscono per ostacolare la circolazione.
Secondo il ministro infatti la protesta, pur legittima nelle motivazioni, non dovrebbe tradursi in danno per altre categorie produttive, altrettanto esposte alle ripercussioni della crisi e al rincaro dei costi, e costrette a loro volta, a subire i disagi derivanti da strade e collegamenti paralizzanti.