Galleria Santomarco, il Pd chiama in causa l’ART: «Verificare le alternative alla chiusura natalizia»
Il Circolo di Co-Ro chiede chiarimenti sull’interruzione della linea Paola-Castiglione Cosentino, prevista dal 13 dicembre al 27 gennaio. L’Autorità ha assegnato l’istanza alla Direzione Diritti dei passeggeri per le verifiche preliminari
CORIGLIANO-ROSSANO – Il Circolo del Partito Democratico di Corigliano-Rossano ha presentato un’istanza urgente all’Autorità di Regolazione dei Trasporti per chiedere un intervento a tutela dei viaggiatori interessati dall’interruzione della linea ferroviaria Paola-Castiglione Cosentino, programmata dal 13 dicembre 2026 al 27 gennaio 2027. L’ART ha comunicato di aver assegnato l’istanza alla Direzione Diritti dei passeggeri per le verifiche preliminari di competenza.
Nel comunicato, il Circolo spiega che l’iniziativa nasce dalla constatazione che, «nonostante i reclami formali e le proteste pubbliche, resta confermata una programmazione che prevede l’interruzione della linea proprio nel periodo delle festività natalizie, senza che risultino fornite spiegazioni sufficientemente dettagliate sulla natura dei lavori, sulla necessità di eseguirli in quelle specifiche date e sulle possibili alternative».
La chiusura, si legge nella nota, «rischia di penalizzare numerosi cittadini calabresi residenti nel Nord Italia e all’estero che, durante le festività, rientrano nei territori del Cosentino, dell’Alto Ionio, di Corigliano-Rossano e di Castrovillari».
La richiesta all’Autorità è quella di «verificare, nell’ambito delle proprie competenze, le ricadute della decisione sui diritti dei viaggiatori e sollecitare RFI a fornire chiarimenti sulle ragioni della scelta, sulle alternative valutate e sulle misure previste a tutela dell’utenza».
Il Circolo pone quindi una serie di domande sulla programmazione dei lavori nella Galleria Santomarco: «Quali ragioni tecniche e di sicurezza rendono indispensabile eseguire i lavori proprio nel periodo delle festività natalizie? Quali alternative sono state valutate e per quali ragioni non sarebbe tecnicamente possibile posticipare l’esecuzione dei lavori almeno alla seconda metà di gennaio, evitando così il periodo di maggiore afflusso dei viaggiatori?».
La nota precisa che «non si mette in discussione la necessità degli interventi né, tantomeno, la priorità assoluta della sicurezza ferroviaria». La contestazione riguarda invece «una programmazione della quale non risultano adeguatamente illustrate le ragioni e le alternative concretamente considerate».
Il Circolo annuncia inoltre che inoltrerà direttamente a RFI «una formale richiesta di chiarimenti sulle motivazioni tecniche della scelta, sulle alternative di calendario esaminate e sulle soluzioni concretamente praticabili per evitare o ridurre i disagi». L’obiettivo, scrive, è ottenere «risposte circostanziate e documentate», perché «una decisione di tale portata deve essere accompagnata da un confronto trasparente con i territori interessati».
Sulla risposta istituzionale, il comunicato riferisce che «l’interlocuzione avviata dalla Regione Calabria non abbia, allo stato, determinato una modifica della programmazione annunciata». Per questo il Pd sollecita «una nuova e più incisiva iniziativa della Regione Calabria, affinché siano rappresentate con la necessaria determinazione le esigenze di mobilità dei territori interessati».
La richiesta conclusiva è di verificare ogni alternativa prima dell’avvio dell’interruzione: «Il diritto alla mobilità dei calabresi merita la massima tutela e non può essere sacrificato senza aver verificato fino in fondo tutte le alternative tecnicamente percorribili».