6 ore fa:Cucina di stagione, conserve e borghi: la Famiglia Barbieri fa tappa a Castiglione Cosentino e Cleto
3 ore fa:Ricreazione a scuola, Renzo: «Bambini fermi in classe? La pausa deve essere vera»
5 ore fa:Ospedale della Sibaritide, Rapani: «L'impegno condiviso diventi realtà»
3 ore fa:Calabria Factory Fest: la rete SudHeritage celebra la cultura del lavoro. Tra i protagonisti Amarelli e il Museo "Eugenio Celestino" di Longobucco
2 ore fa:Cassano, Iacobini al Movimento Popolare: «Disponibili al dialogo, ma si condividano onori e oneri»
1 ora fa:Porti calabresi, lavoro ed energia: nuove strategie anche per Corigliano-Rossano
1 ora fa:Frecciarossa, Sibari viaggia bene verso Roma e Bologna. Poi arranca. Ecco i numeri che spiegano il cambio di rotta
6 ore fa:Morte Malaj, la Fillea Cgil ammessa parte civile. La rabbia dei figli di Edison: «Vittima di un sistema spietato»
4 ore fa:Thurio, la Provincia chiede lo stop ai lavori: si valuta la riapertura del passaggio a livello
2 ore fa:Caloveto, cinque cantieri per oltre 1,6 milioni: interventi su acqua, scuola e viabilità rurale

Colpita la Canonica di San Giuseppe a Sibari: qualcuno ha tentato di occuparla

2 minuti di lettura

SIBARI (CASSANO JONIO) – Sono tempi duri per la Sibaritide e il centro di Sibari è quello che, di recente, è diventato l’epicentro di atti di violenza inaudita: atti minatori, minacce e vandalismo. L’ultimo episodio in ordine di tempo è quello che si è verificato nella chiesa di San Giuseppe, lungo Viale Magna Grecia. Ignoti avrebbero tentato di occupare la Canonica della chiesa entrando, nella notte tra martedì 29 e mercoledì 30 scorsi, all’interno della struttura. A scoprire il misfatto e a raccontarlo attraverso un accorato messaggio, è stato il parroco delle comunità di Sibari e Lattughelle, don Pietro Groccia, proprio nella giornata dedicata a San Giuseppe Lavoratore.

«Al mio arrivo – ha raccontato Groccia ai colleghi della stampa locale – ho notato che la porta esterna dei locali a servizio della chiesa era aperta. Subito sono entrato e ho notato che un’altra porta era stata rotta mentre per entrare nel sacrario gli ignoti hanno tagliato la grata esterna di una finestra rompendo una finestra». Non solo. Il parroco, infatti, che l’intenzione di quelli che evidentemente non erano solo vandali era quello di occupare i locali: Tant’è che era stato già sostituito il bussolotto della serratura.

«Un atto indegno – sottolinea il prete nel messaggio scritto per la Comunità - che aderisce al regno del peccato e fa di chi lo ha perpetrato un altrettanto operaio della sinagoga di satana. La parrocchia di san Giuseppe – aggiunge don Pietro Groccia - i cui locali si prestano ai bisogni sociali (quelli del piano superiore verranno a breve utilizzati, per volontà del vescovo Savino e col supporto della Caritas diocesana, come dormitorio, mentre e le due stanzette del piano inferiore sono utilizzate dall’Accademia musicale Maria Callas) è patrimonio di tutti e a nessuno è consentito spregiarne il volto».

Infatti quanto si è verificato a Sibari, nei locali di San Giuseppe, non una semplice bravata o del vandalismo anonimo, ma «un sacrilegio – precisa ancora il sacerdote - ovvero un’offesa all’intera comunità perché questo luogo rappresenta – per storia, cultura e tradizione - indistintamente tutti noi. Questo grave episodio, allora, ci spinge ancor più a promuovere tutte quelle azioni necessarie che mirano a creare condizioni alternative per incarnare nel territorio la vita buona del Vangelo».

E da qui proprio il sacerdote ricorda gli ultimi atti intimidatori e di violenza che si sono verificati nella comunità sibarita: «Con la stagione estiva oramai alle porte – ha detto - azioni del genere non rappresentano certo un buon biglietto da visita per l’incremento del nostro turismo e per la nostra già anemica economia. Esprimo vicinanza alle famiglie vittime degli atti delittuosi, con la speranza nel cuore che al più presto le forze dell’ordine – che ringrazio per il già prezioso lavoro che svolgono - facciano luce su quanto sta accadendo, per ristabilire, a Sibari e nell’intero territorio, il senso della giustizia e della legalità. Troppi silenzi – questa la chiusa di don Pietro Groccia - accompagnano gli episodi di violenza a danno della nostra crescita civile. Allora il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.