5 ore fa:Themesen vince il derby e rilancia la corsa play-off: 2-1 al Città di Corigliano Rossano
7 ore fa:Morano Calabro: prosegue il progetto de “L’Orto Incolto”. Ambiente e inclusione al centro del PNRR
9 ore fa:Frascineto Adventures, iscrizioni chiuse e una comunità di 128 soci pronti all'avventura
7 ore fa:Elezioni Castrovillari, la partita è aperta: quattro candidati (forse) e il civismo che può sparigliare le carte
5 ore fa:Colpo esterno dell'Asd Corigliano: Avallo decide, cuore e gioco per espugnare Trebisacce
6 ore fa:Riorganizzazione spoke Co-Ro, lo sfruculiamento di Stasi : «Spostamenti inutili per nascondere clamoroso ritardo nuovo ospedale»
11 ore fa:La Vignetta dell'Eco
8 ore fa:A Co-Ro torna il Premio Harmonika: giovani talenti in scena dal 15 al 17 maggio
8 ore fa:A Laino Borgo nasce il Bee Hotel: scuola e natura insieme per salvare gli insetti impollinatori
10 ore fa:«Sette anni senza risposte»: l'affondo di Forza Italia e Movimento del Territorio su Stasi

Con il femore rotto, nessun posto in Calabria... da Caloveto è finita a Policoro

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Il Decreto Calabria ha fallito nel suo intento. Non lo diciamo noi ma lo dicono i fatti. Ospedali chiusi, assistenza territoriale inesistente e quel buco finanziario (per il quale siamo sotto amministrazione controllata da oltre 10 anni) che si è dilatato all'inverosimile arrivando a quasi 2 miliardi di passivo.

Le misure del Governo non funzionano perché i management scelti, finanche per dirigere le aziende sanitarie, non sono in grado di dare risposte all'utenza.

Non è politica né politichese. Sono i fatti, dicevamo, che parlano da se. E questa volta la denuncia parte da un sindaco. Quello del piccolo comune di Caloveto che racconta la storia paradossale di una sua concittadina novantenne che dopo essere caduta e fratturata un femore, si trova a dove fare i conti con la nullità del sistema sanitario calabrese.

Prima viene accompagnata al pronto soccorso di Corigliano (Rossano ormai è un Pronto soccorso Covid-19), da qui viene rimbalzata, per indisponibilità di posti, al nosocomio di Cosenza, dove non c'è posto e viene rispedita a casa. Con un osso rotto nella gamba viene tenuta a casa per tre giorni e poi rispedita a Trebisacce. «Solo grazie all’interessamento di una dottoressa del presidio di Trebisacce viene trasferita con ambulanza privata e ricoverata a Policoro, quindi, fuori regione». Una vergogna per la Calabria che diventa tormento per un territorio come quello della Sila Greca dove il servizio sanitario pubblico sta cadendo a pezzi. Basti pensare che si stanno chiudendo anche le guardie mediche!

Una storia come tante, purtroppo, se ne verificano nell'area nord-est della Calabria. Ma questa volta ha fatto andare su tutte le furie il sindaco di Caloveto Umberto Mazza. «Ci chiediamo se di queste brutte pagine di malasanità – dice il Primo Cittadino che oggi sarà all’Asp di Cosenza – che non sono nuove e che purtroppo, sono destinate a ripetersi, hanno contezza le istituzioni sovracomunali competenti e l’Azienda Sanitaria Provinciale. Non è possibile che il diritto alla salute debba essere elemosinato». 

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.