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Corigliano: pesca in ginocchio, servono interventi urgenti per il comparto

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Quelle barche, un tempo tirate a riva con gli argani o in uscita fumanti dal porto, i berretti di lana, gli enormi impermeabili gialli e gli scarponi che prendono il mare, rischiamo di non vederli più. Semplicemente perché il comparto ittico è in profonda crisi come tutti gli ambiti della società d’oggi, ma con l’aggravante di “regolamenti” penalizzanti. Dal 2006, sin da quando è entrato in vigore il Regolamento “Mediterraneo” che inibisce le pesche speciali, come quella alla sardellina, per esempio, il settore ittico locale ha subito ancora di più il colpo. A Schiavonea, una delle più grandi marinerie del meridione, ma anche a Rossano, Cariati o Trebisacce, molte famiglie poggiavano la loro economia anche annuale su questo tipo di pesca tradizionale, magari da generazioni. Di problemi, insomma, il settore, ne vive tanti altri. Negli ultimi 5 anni la flotta peschereccia si è ridotta di un terzo con il conseguente calo occupazionale. Nel resto della Calabria, marinerie tradizionali come Bagnara o Scilla sono state fortemente penalizzate delle quote di pesce spada e tonno imposte dai regolamenti. Quote che comprendono, ovviamente, anche lo Jonio. Con le restrizioni o divieti applicati alle pesche tradizionali, una promozione del prodotto ittico calabrese deficitario, col caro gasolio, il fermo biologico per la ripopolazione della fauna ittica, come sta accadendo in queste settimane, il conto salatissimo della crisi è fatto. Da anni, poi, i nostri marinai si chiedono se debba essere Bruxelles a decidere cosa, come e quando pescare e non più la natura. Certo, delle regole andavano istituite, ma perché non concordate con chi vive di mare? Questa domanda, più che legittima, i pescatori di questo territorio, se la pongono da otto anni. Il fermo biologico, comunemente denominato “fermo pesca”, rappresenta solo l’ultimo dei guai anche perché giungeranno in soccorso gli ammortizzatori sociali. Crollo dei livelli occupazionali e del fatturato stanno conducendo in un vortice dal quale sembra impossibile uscire se non si adotteranno misure a tutela del settore. Il 23 settembre scorso, durante la prima conferenza regionale sulla pesca tenutasi ad Amantea, il presidente di Lega Pesca Calabria, il coriglianese Salvatore Martilotti ha suggerito alla Regione alcuni interventi per alleviare i problemi, come la dichiarazione dello stato di crisi del settore che attiva misure di sostegno socio-economico, un osservatorio regionale, agenzie di credito alla pesca e agenzie locali per lo sviluppo della pesca costiera. «In questa direzione – ha detto Martilotti ad Amantea – la filiera ittica può e deve riacquistare centralità puntando a diversificare sempre più l’attività di cattura ed integrandosi con ambiente e turismo». Basterà?
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.