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Corigliano, ipotesi di chiese in rete fra loro

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di SAMANTHA TARANTINO La città di Corigliano è conosciuta soprattutto per il Castello ducale, il suo più importante marcatore identitario. Ma al di là di questo, il centro storico racchiude una rete di chiese che si sviluppano su due epoche storiche differenti. Un interessante viaggio attraverso le fasi costruttive dei luoghi di culto. L’epoca più antica, il X secolo della dominazione bizantina, ha restituito tutta la spiritualità greca resa ancora più accentuata dall’inserimento della città di Corigliano nella diocesi bizantina di Rossano. Da quel momento, infatti, iniziano a sorgere alcune chiese, oggi non più visibili, che facevano parte di una fitta rete di oratori basiliani dedicati a santi italo greci (S. Venera, S. Basilio, S. Nicolò). Una radice greca ancora tutta da far emergere. Attorno a queste preesistenze si sentì l’esigenza di dedicare all’Assunta, a cui la popolazione era fortemente devota, la chiesa più importante, oggi conosciuta come Santa Maria Maggiore, detta anche della Platea. Il nome esaltava la centralità della struttura, ed infatti il primo nucleo della popolazione si focalizzò intorno alla chiesa madre, a tutti gli effetti la più antica. Con i Normanni, tra l’XI e XII secolo e con la costruzione del castello ducale, l’aspetto cittadino cambierà e troverà sviluppo estendendosi oltre la roccaforte greca. Con la soppressione del rito greco (XIV) e del susseguente abbandono delle chiese più antiche, il XV secolo ed il rito latino come unico culto rappresenteranno un altro filo conduttore costruttivo. Questa è l’epoca delle continue tensioni tra Aragonesi ed Angioini con un arresto dello sviluppo economico della città. Tuttavia seguendo un immaginario corridoio storico la maggior parte delle chiese della storia di Corigliano nascono in questo periodo. Accanto al Castello la chiesa di San Pietro e Paolo, di probabile fondazione più antica fu arricchita poi nelle epoche successive, poi la chiesa di sant’Antonio da Padova dalla caratteristica decorazione in maioliche. Altra importante struttura la chiesa di San Francesco di Paola  (foto) dedicata al santo patrono dopo il suo soggiorno a Corigliano (1457 e 1477). Proseguendo si entra nella zona detta del Pendino con la Chiesa del Carmine, che sorge accanto al convento carmelitano (oggi ruderi) dedicata alla Santissima Annunziata. Insomma, Corigliano Alta non è solo castello, ma una rete di chiese tutte da visitare e capaci di emozionare il visitatore.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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