2 minuti fa:Crescere senza luoghi: a Corigliano-Rossano c'è un'assenza grave che pesa sui giovani
2 ore fa:Musei Experience, quando la cultura diventa comunità: musei vivi, tradizioni e territorio al centro
14 ore fa:Porto di Cariati insabbiato, Le Lampare: «Servono responsabilità e un piano strutturale»
32 minuti fa:Premio America a Menagi, FI Giovani rivendica il modello Sibari: «Giovani, impresa e territorio possono fare sistema»
16 ore fa:Truffe agli anziani, a Caloveto un momento informativo dedicato a questo fenomeno
15 ore fa:Oltre 110mila euro al Comune di Cassano per la transizione digitale e la riorganizzazione dei processi dell'Ente
14 ore fa:Il volto dell'anno 2025 della Calabria del nord-est è Francesco Pata
3 ore fa:IIS Majorana, un 2025 da protagonista: competenze, territorio e lavoro. Ora la sfida dell’orientamento 2026-2027
16 ore fa:Sila-Mare, Scutellà (M5s) partecipa all'incontro in Prefettura: «Vigileremo affinché i lavori vengano conclusi»
15 ore fa:Cassano, Articolo21 propone di istituire una borsa di studio in ricordo del piccolo Manuel Giacinto

Calcio, Ramunno: "L'Olympic Rossanese punta ai play-off"

1 minuti di lettura
INTERVISTA DI EMILIO LUPIS - FONTE PAGINA FACEBOOK OLYMPIC ROSSANESE
Il tuo soprannome è “Blindo” come nasce e soprattutto come lo si diventa?
«Il soprannome è nato durante l’imbattibilità acquisita a Rossano in D, perché in quelle 8 partite a porta inviolata, parai 4 rigori consecutivi e da lì nacque questo soprannome. Ovviamente per essere “Blindo” ci vuole ambizione, allenamenti e vita sana a prescindere dalla categorie».
Hai girato diverse piazze e vinto molto. Quali sono gli aneddoti ai quali sei più legato?
«Ce ne sono molti. Certamente a Rossano sono legatissimo per aver vinto tre campionati. Ad esempio con i magazzinieri prima della partita bisognava abbracciarli tutti per darmi ancora più forza. In questa stagione appena finita, prima di ogni gara invece erano i compagni ad essere destinatari degli abbracci, anche per trasmettere la sicurezza di affrontare al meglio le partite».
In un calcio più tattico, il portiere come si colloca nello scacchiere strategico della squadra?
«Partiamo al presupposto. Noi giochiamo con l’ “1-4-3-3” e questo indica quanto il mister ci tenga a me e di come io sia integrato nella difesa. Questo significa stare alti e proteggere meglio con i difensori centrali e per fare ciò ci alleniamo molto e questa cosa mi stuzzica oltre che essere funzionale alla squadra».
Si rientra allo “Stefano Rizzo”. Per una squadra come la vostra in un centro come Rossano, quanto conta ritrovare lo stadio di casa?
«Ritrovare il “Rizzo” significa tanto. Anche in sede di allenamento il calore dei tifosi aiuta. Riuscire a portare tanta gente allo stadio e farli felici sarà la cosa più bella. Ce lo meritavamo come squadra di tornare a Rossano e faremo il massimo per coinvolgere quanta più gente possibile».
Che campionato di Eccellenza dobbiamo aspettarci?
«Un campionato abbastanza competitivo. Noi cercheremo di raggiungere i play off nonostante la concorrenza e faremo di tutto per riuscirci».
Ramunno dopo il calcio insegnerà come si diventa “Blindo”, oppure si cambia mondo?
«Io sono già allenatore UEFA B e presto andrò a fare il corso a Coverciano. Voglio studiare calcio e voglio continuare a crescere perché il calcio è la mia vita e quindi l’obiettivo è l’UEFA A».
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.