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Marco avrà la sua protesi: l’ASP sblocca l’iter in 24 ore. Ma ora si apre il caso dell’Ufficio ausili

3 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Marco avrà finalmente la sua protesi definitiva. Sono bastate ventiquattro ore, un appello pubblico e il racconto della sofferenza di una madre perché una pratica ferma da settimane riprendesse improvvisamente a correre.

La vicenda raccontata ieri sulle pagine dell’Eco dello Jonio è sulla via della risoluzione (leggi qui). Questa mattina è stato completato l’iter per la fornitura della protesi destinata al ragazzo, che sarà realizzata presso il Centro INAIL di Budrio. Il costo previsto è di circa 7.200 euro.

A confermarlo è Sergio Salvati, funzionario amministrativo della Direzione del Distretto sanitario Jonio di Corigliano-Rossano, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione.

Dopo l’appello scatta la task force

La svolta è arrivata subito dopo la pubblicazione dell’appello di Grazia Lepera, la madre di Marco, che aveva denunciato un’attesa diventata insostenibile per ottenere un presidio indispensabile alla vita quotidiana e all’autonomia del figlio.

Secondo quanto riferito da Salvati, la direttrice sanitaria dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, Angela Riccetti, dopo aver letto della vicenda sulle pagine del nostro webjournal,  ha attivato una vera e propria task force per arrivare rapidamente alla soluzione del problema.

La Direzione del Distretto Jonio, guidata da Pierfrancesco Gigli Tucci, si è quindi mobilitata per definire la procedura avviata circa un mese fa. Questa mattina è stato formalizzato l’acquisto di tutto quanto previsto dal preventivo predisposto dal Centro INAIL.

Una risposta che restituisce finalmente serenità a Marco e alla sua famiglia. E che rende orgogliosa anche questa testata: perché il giornalismo, quando riesce a trasformare una voce rimasta inascoltata in una risposta concreta, svolge fino in fondo la propria funzione pubblica.

L’intervento della politica

Subito dopo la pubblicazione dell’articolo si sono attivati anche l’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface e il consigliere regionale di opposizione dei Democratici progressisti meridionali, Francesco De Cicco.

Straface ha contattato direttamente la famiglia, rassicurandola sulla tempestività degli interventi. Anche De Cicco si è interessato alla vicenda per sollecitare una rapida soluzione.

Due esponenti collocati su fronti politici differenti, accomunati dalla necessità di assicurare a Marco una risposta immediata. Un interessamento importante, che dimostra come davanti a un diritto essenziale la politica possa e debba superare le appartenenze.

Ma anche la politica, adesso, è chiamata a guardare oltre questo singolo caso.

Resta l’ultimo passaggio per il ricovero

La fornitura della protesi non conclude completamente il percorso. Dopo l’impianto sarà necessario un ricovero presso la struttura INAIL di Budrio, per il quale dovrà essere rilasciato il nullaosta del direttore generale dell’ASP di Cosenza.

Si tratta di un ulteriore passaggio autorizzativo, ritenuto ormai sostanzialmente formale, confermato questa mattina anche dallo stesso Marco.

La parte più complessa, quella relativa all’acquisto e alla copertura economica della protesi, è stata dunque superata. La risposta dell’Azienda è arrivata e, questa volta, è arrivata con una rapidità che sembrava impossibile soltanto il giorno precedente.

Ma in quella sala d'attesa non c’era soltanto Marco

La storia, però, non può chiudersi con il lieto fine di una sola famiglia.

Quando ieri Marco e mamma Grazia si trovavano nella sala d’attesa dell’Ufficio Protesi e Ausili del Distretto Jonio, non erano soli. Accanto a loro c’erano altre persone in attesa di una risposta: chi per una piccola protesi, chi per i pannoloni, chi per dispositivi e presìdi sanitari necessari ad affrontare disabilità, malattie e fragilità.

Cittadini costretti quasi a pregare per ottenere ciò che non rappresenta una concessione, un favore o un atto di generosità dell’amministrazione pubblica. Sono prestazioni sanitarie e diritti riconosciuti a persone che, spesso, non hanno neppure la forza di affrontare mesi di richieste, telefonate e rinvii.

È questo il vero interrogativo che rimane aperto: l’intervento per Marco resterà una risposta straordinaria, arrivata dopo l’esposizione mediatica del caso, oppure diventerà l’inizio di una revisione reale del servizio?

«Sono emerse delle defaillance»

La risposta fornita da Salvati apre uno scenario che merita di essere approfondito. «Ci siamo accorti che in quell’ufficio ci sono delle defaillance per questo servizio e sono al vaglio delle azioni per risolvere il problema», ha spiegato il funzionario.

La storia di Marco avrebbe quindi scoperchiato una situazione più ampia, facendo emergere difficoltà organizzative e rallentamenti che non riguarderebbero soltanto la sua pratica.

È difficile comprendere come disfunzioni tanto evidenti possano essere rimaste fuori dai radar dell’Azienda fino alla denuncia pubblica di una famiglia. Ma è ancora più importante capire cosa accadrà da oggi: quante pratiche sono ferme, da quanto tempo attendono, quali sono le responsabilità organizzative e quali interventi verranno adottati per evitare che ogni cittadino debba rivolgersi a un giornale per ottenere una risposta.

Dalle informazioni raccolte non emergerebbe, almeno nel caso di Marco, un problema legato alla mancanza di fondi. Il nodo sembrerebbe essere piuttosto la capacità del sistema di istruire le pratiche, assumere le decisioni necessarie e portare a compimento gli iter amministrativi.

Ma se un diritto viene riconosciuto soltanto dopo che qualcuno alza la voce, è chiaro che emerge un problema di equità sociale e di riconoscimento costituzionale. E su questo non si può tacere. Né ora né mai!

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.