Nuovo Ospedale, partono i lavori del collettamento a Boscarello: 2,3 milioni per il sottoservizio più delicato
Consegnati i lavori alla Pit Building di Castrovillari. Il subcommissario Daffinà: «Opera indispensabile per l’entrata in funzione del nosocomio». Il primo lotto garantirà lo scarico dei reflui nell’impianto esistente
CORIGLIANO-ROSSANO – Questa volta dovremmo esserci. Il verbale di consegna è firmato e i lavori per collegare il nuovo Ospedale della Sibaritide al depuratore di Boscarello possono partire.
Vale 2,3 milioni di euro il primo lotto funzionale che dovrà garantire il collettamento dei reflui del presidio di Insiti (che saranno pretrattati con il depuratore interno) all’impianto esistente. A ufficializzare l’avvio è il subcommissario alla depurazione per la Calabria Tonino Daffinà, mettendo un punto fermo su uno dei nodi infrastrutturali più delicati per la futura apertura dell’ospedale.
È una notizia importante per almeno due ragioni. La prima è concreta: il collettamento entra finalmente nella fase di cantiere. La seconda riguarda un principio che su queste pagine sosteniamo da anni: un ospedale può essere finito nelle mura, negli impianti e nelle sale, ma senza acqua, fognature, viabilità e depurazione resta una struttura impossibilitata a funzionare. E tra tutti i sottoservizi, quello dei reflui è certamente uno dei più delicati.
Lo stesso comunicato della struttura commissariale lo dice senza giri di parole: senza un sistema depurativo adeguato, il nuovo ospedale rischierebbe di trasformarsi in «una cattedrale nel deserto», impossibilitata ad allacciarsi alla rete fognaria.
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Il contratto riguarda il primo lotto funzionale Boscarello, parte del più ampio progetto di completamento e adeguamento dell’impianto di depurazione e della rete fognaria collegata.
L’impresa esecutrice è la Pit Building di Castrovillari, aggiudicataria dell’appalto. Accanto alla struttura commissariale c’è una figura che ha seguito da vicino l’iter tecnico: l’ingegnere Antonio Capristo, nominato Responsabile unico del procedimento dell’intervento di completamento e ottimizzazione dello schema depurativo Rossano-Corigliano e, successivamente, anche responsabile del procedimento espropriativo per il lotto Boscarello.
Il progetto consegnato servirà, spiega Daffinà, a «garantire il collettamento dei reflui civili prodotti dal costruendo ospedale della Sibaritide» e consentirà al presidio di entrare in funzione attraverso il collegamento all’impianto attualmente esistente.
Insomma, quello appena avviato è soltanto il primo passaggio, possiamo definirlo "d'emergenza" per garantire la piena operatività della struttura ospedaliera. Parallelamente, però, è in fase di completamento la progettazione di fattibilità tecnico-economica dell’intervento generale che dovrà adeguare e potenziare sia Boscarello sia il sistema fognario collegato, prima della realizzazione del nuovo impianto destinato a sostituire integralmente quello esistente.
Daffinà conferma inoltre un dato essenziale: per l’intera operazione sono disponibili circa 22 milioni di euro. «Abbiamo ad oggi la disponibilità di circa 22 milioni di euro che consentono una copertura finanziaria completa sia per il collettamento dell’ospedale della Sibaritide […] che per la realizzazione del nuovo impianto, destinato a sorgere nella medesima località».
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L'opsedale non finisce dentro l'ospedale
È forse questo il passaggio più significativo della notizia. Per anni, infatti, il dibattito sul nuovo presidio si è concentrato sullo stato di avanzamento dell’edificio. Ma un ospedale non finisce ai cancelli del cantiere. Deve essere collegato alle reti, deve avere acqua, strade, energia e deve poter smaltire correttamente i propri reflui.
L’Eco lo ha segnalato ripetutamente seguendo il nodo dei sottoservizi. Oggi è lo stesso avanzamento delle opere a confermare quanto quella partita fosse decisiva.
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Ora il collettore di Boscarello diventa un cantiere vero. E la sfida si sposta sui tempi di esecuzione, che dovranno procedere in parallelo con il completamento del nuovo ospedale. È un passaggio tecnico, certamente. Ma è soprattutto un altro pezzo concreto che serve a trasformare il grande edificio di Insiti in un ospedale realmente funzionante. Certo, arrivato in estremo ritardo, perché per completare i lavori di collettamento da Insiti a Boscarello ci vorrà del tempo (presumibilmente non meno di sei mesi se si lavorasse a ritmi serrati). E questo significa che per la piena operatività del nuovo ospedale della Sibaritide, al netto dell'imminente trasferimento e apertura degli ambulatori, ci vorrà ancora del tempo.