Emodinamica, svolta per Corigliano-Rossano: équipe itineranti allo Spoke «entro poche settimane»
Dopo le polemiche sulla Rete SCA, la Giunta regionale interviene sul modello organizzativo. Il presidio cittadino ha già le apparecchiature necessarie e attende l’accreditamento. Ma non si tratta, almeno per ora, di un centro autonomo e permanente
CORIGLIANO-ROSSANO – La prima risposta politica al caso Emodinamica arriva dalla Giunta regionale e riguarda direttamente lo Spoke di Corigliano-Rossano. Su indicazione del presidente Roberto Occhiuto, il Governo calabrese ha dato mandato al Dipartimento Salute e ad Azienda Zero di riconvocare il gruppo dei cardiologi che ha predisposto la Rete regionale per le Sindromi coronariche acute affinché il documento venga aggiornato e integrato con il nuovo modello delle équipe itineranti di emodinamica.
Per Corigliano-Rossano la conseguenza annunciata è concreta: secondo la nota della Giunta, entro qualche settimana il servizio dovrebbe essere attivato nello Spoke cittadino, insieme agli ospedali di Lamezia Terme e Paola. I tre presidi, precisa la Regione, dispongono già della strumentazione necessaria e sono in attesa dell’accreditamento.
È un passaggio importante, soprattutto alla luce della polemica esplosa nei giorni scorsi sulla nuova Rete SCA, nella quale Corigliano-Rossano risultava dotata di Cardiologia e Unità coronarica ma non di un laboratorio di Emodinamica strutturato. Il nuovo indirizzo regionale prova ora a colmare quella distanza attraverso un modello diverso: non un’équipe stabilmente incardinata nel presidio, ma professionisti di Emodinamica che si sposteranno dagli Hub verso gli Spoke attrezzati.
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La Giunta aveva già approvato l’atto di indirizzo per l’implementazione di questo sistema. Ora chiede ai cardiologi di tradurlo dentro la Rete SCA attraverso protocolli condivisi con i Centri Hub e un monitoraggio degli esiti affidato ad Azienda Zero. La Regione definisce il progetto «sperimentale, unico in Italia» e lo presenta come una soluzione capace di garantire i servizi rispettando contemporaneamente i vincoli del Dm 70.
Il punto, per la Sibaritide, è decisivo. Corigliano-Rossano non dovrebbe più rimanere completamente fuori dalla possibilità di effettuare procedure emodinamiche, ma entrare in una rete nella quale le équipe si muoveranno verso il paziente. La stessa soluzione dovrebbe essere estesa successivamente anche a Vibo Valentia, Polistena e Locri, una volta predisposte le sale dedicate.
Resta però una distinzione fondamentale. L’annuncio non equivale alla previsione di un laboratorio autonomo e permanente di Emodinamica nello Spoke di Corigliano-Rossano. È un modello organizzativo itinerante, la cui efficacia dovrà essere misurata sul campo soprattutto sui tempi di attivazione, sulla disponibilità delle équipe e sulla capacità di garantire una risposta realmente tempestiva nelle emergenze coronariche.
Ed è qui che si giocherà la partita vera. Perché nella sindrome coronarica acuta il tempo non è una variabile secondaria. La Regione assicura che l’obiettivo è «garantire ai cittadini percorsi di cura sempre più efficaci e sicuri», uniformare l’accesso alle cure sul territorio e migliorare la tempestività della risposta.
Dopo giorni di scontro politico, dunque, Corigliano-Rossano rientra nella partita dell’Emodinamica. Non con il modello di un centro stabile finora rivendicato da più parti, ma con una soluzione itinerante che la Giunta intende rendere operativa rapidamente.
Ora serviranno soprattutto due cose: accreditamento e tempi certi. Perché tra un atto di indirizzo e un servizio salvavita realmente disponibile, la differenza la fanno soltanto i minuti.