Emodinamica, Madeo attacca la Regione: «Perché cancellare il servizio a Corigliano-Rossano?»
La vicepresidente della Commissione Sanità annuncia un’interrogazione a Presidente e Giunta regionale: «Per le patologie tempo-dipendenti la distanza può diventare decisiva»
CORIGLIANO-ROSSANO – La mancata previsione dell’Emodinamica a Corigliano-Rossano apre un nuovo fronte politico sulla riorganizzazione della sanità calabrese. A sollevare il caso è Rosellina Madeo, vicepresidente della Commissione Sanità, che annuncia un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere chiarimenti sulle ragioni della scelta.
Madeo contesta in particolare la cancellazione del servizio sia per Corigliano-Rossano sia per Vibo Valentia, sostenendo che il nuovo assetto rischi di allontanare ancora di più i cittadini dai presìdi necessari per affrontare le patologie tempo-dipendenti.
«Già a febbraio avevo raccolto l’esigenza del reparto di Cardiologia di Corigliano-Rossano – afferma –. Se in caso di infarto il fattore tempo è determinante, non si può pensare che un paziente debba percorrere decine di chilometri prima di arrivare in una struttura adeguata».
La consigliera ricorda che il servizio era previsto nel precedente Dca e chiede ora di conoscere le motivazioni che avrebbero portato al suo depennamento. Il riferimento è alla distanza da Crotone e Cosenza e alle difficoltà operative che, secondo Madeo, interesserebbero anche l’Emodinamica di Castrovillari.
«Depennare un servizio che avrebbe potuto rappresentare una speranza concreta per un bacino così vasto significa comprimere il diritto alla salute», sottolinea.
Nel mirino finisce anche il modello complessivo della medicina territoriale: «Si spendono milioni per strutture che spesso restano prive di personale e attrezzature, mentre si rinuncia a un servizio che, per la geografia di questo territorio, avrebbe potuto fare davvero la differenza».
Madeo chiude con un passaggio politico, sottolineando come l’Emodinamica sia stata cancellata proprio in due città amministrate dal centrosinistra. «Mi auguro sia soltanto una coincidenza», afferma.
Ora la parola passerà alla Regione, chiamata a spiegare se la scelta sia definitiva e quali criteri abbiano portato alla nuova distribuzione dei servizi.