Aeroporto di Sibari, cresce il fronte: anche la Provincia pronta a sostenere il progetto Ram
Dopo il percorso avviato da Iacobini, le analisi di Gattuso e Buonsanti e l’apertura del sindaco di Cosenza Caruso, Luigi Garofalo annuncia il sostegno dell’ente: «Se il progetto è serio e sostenibile saremo al fianco del territorio»
CASSANO JONIO - Il progetto dell’aeroporto territoriale della Sibaritide continua a raccogliere contributi tecnici e sostegni istituzionali. E, soprattutto, comincia a uscire dal recinto delle suggestioni che per decenni hanno accompagnato il dibattito su uno scalo nella Piana di Sibari.
Dopo l’avvio del percorso amministrativo annunciato dal sindaco di Cassano all’Ionio Gianpaolo Iacobini, le analisi dei professori Domenico Gattuso e Michele Buonsanti e la presa di posizione del sindaco di Cosenza Franz Caruso, arriva ora l’apertura della Provincia.
A intervenire è Luigi Garofalo, consigliere provinciale con delega all’Ambiente e consigliere comunale di Cassano, che annuncia la disponibilità dell’ente guidato dal presidente Biagio Faragalli ad accompagnare ogni iniziativa seria, credibile e sostenibile finalizzata alla realizzazione di uno scalo inserito nella rete della Regional Air Mobility (RAM).
«Per troppo tempo si è discusso dell’opportunità di dotare la Sibaritide di uno scalo aeroportuale senza riuscire ad andare oltre il dibattito – osserva Garofalo –. Oggi registriamo un elemento nuovo e concreto: l’avvio di un percorso amministrativo che merita attenzione, approfondimento e il massimo sostegno istituzionale».
Dalla rivendicazione al dossier
Il cambio di passo era arrivato il 12 luglio, quando Iacobini aveva annunciato la presentazione di un progetto da parte di una società già titolare di un’aviosuperficie, con l’obiettivo di valutare la trasformazione della struttura in uno scalo Ram per collegamenti a corto e medio raggio.
Il progetto dovrà essere esaminato dagli uffici comunali e successivamente passare attraverso Giunta, commissioni e Consiglio comunale. Non esistono ancora dati tecnici pubblici definitivi su pista, terminal, piazzali, certificazioni e sostenibilità della gestione, ma per la prima volta il tema è entrato formalmente in un iter amministrativo.
A questo primo elemento concreto si sono aggiunti i contributi accademici ospitati da Eco dello Jonio.
Il professor Domenico Gattuso, docente di Logistica e Trasporti all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha spiegato quale dovrebbe essere la funzione dello scalo: non una struttura in concorrenza con Lamezia o Crotone, ma un nodo specializzato dentro una piattaforma integrata tra porto di Corigliano, ferrovia ionica, Statale 106, turismo e filiera agroalimentare.
Il professor Michele Buonsanti, docente di Sicurezza del volo e Procedure della navigazione aerea, ha aggiunto invece l’analisi aeronautica. La conformazione pianeggiante della Sibaritide, l’esistenza dell’aviosuperficie Sibari Fly e l’impiego di piccoli velivoli commuter renderebbero meritevole di approfondimento l’ipotesi di uno scalo territoriale per passeggeri e carichi limitati.
Gattuso ha indicato a cosa dovrebbe servire l’aeroporto. Buonsanti ha cominciato a spiegare come potrebbe funzionare.
Il sostegno politico si allarga
Il dossier ha poi superato i confini della Sibaritide con la posizione del sindaco di Cosenza Franz Caruso, che ha invitato la Regione a reinserire l’aeroporto nella propria programmazione dei trasporti.
Per Caruso, una provincia vasta come quella cosentina ha bisogno di una visione policentrica delle infrastrutture. Uno scalo nella Piana potrebbe sostenere il comparto agroalimentare, il turismo, il patrimonio archeologico e le imprese, producendo benefici non soltanto per l’area ionica.
Adesso arriva la disponibilità della Provincia.
Garofalo riconosce che l’ente non possiede competenze dirette in materia aeroportuale, ma rivendica un preciso dovere politico: sostenere le opere capaci di ridurre l’isolamento della Sibaritide e rafforzarne la competitività. «Le infrastrutture non appartengono ai singoli Comuni – sottolinea –. Rappresentano un patrimonio dell’intera comunità provinciale e regionale».
Il consigliere provinciale collega la possibile mobilità aerea agli altri grandi dossier aperti sul territorio: l’ammodernamento della Statale 106, il potenziamento della ferrovia ionica e il rilancio del porto di Corigliano.
L’aeroporto non dovrebbe quindi essere considerato una pista isolata, ma un ulteriore tassello di un sistema dei trasporti che la Calabria del nord-est non è mai riuscita a costruire compiutamente.
«La Sibaritide è un polmone produttivo»
Garofalo richiama anche il peso economico dell’area, definendo la Sibaritide, per agricoltura e turismo, uno dei principali polmoni produttivi della Calabria.
È lo stesso punto emerso nei nostri approfondimenti sul possibile asse tra Sibaritide e Metapontino: due pianure contermini, ricche di imprese e produzioni, ma ancora prive di una piattaforma comune capace di mettere insieme raccolta, trasformazione, catena del freddo, ferrovia, porto e trasporto aereo.
Per questo Garofalo pone alcune condizioni precise. Il progetto dovrà essere valutato con «rigore tecnico, sostenibilità economica e una prospettiva di reale utilità pubblica».
La Provincia, in sintonia con il presidente Faragalli, si dichiara pronta ad accompagnare il percorso e a sostenere il confronto con la Regione, che il consigliere richiama attraverso il presidente Roberto Occhiuto e l’assessore alla Mobilità Gianluca Gallo.
Ora serve la cabina di regia
La novità di queste settimane è evidente. Non c’è più soltanto una rivendicazione storica: esiste una proposta amministrativa, ci sono due contributi tecnici qualificati e comincia a formarsi un fronte istituzionale che attraversa Cassano, Cosenza e la Provincia.
Il passaggio successivo non può però consistere in una nuova collezione di dichiarazioni.
Servono gli atti del progetto, uno studio sul bacino d’utenza, la verifica dei costi, l’analisi della domanda turistica e imprenditoriale, la valutazione ambientale e aeronautica e, soprattutto, una cabina di regia territoriale.
Resta inoltre ancora attesa una posizione ufficiale di Corigliano-Rossano, la città più grande dell’area e il Comune nel cui territorio ricade il porto destinato a essere uno degli elementi centrali dell’eventuale piattaforma logistica.
L’aeroporto della Sibaritide non può essere l’opera di Cassano, né una bandiera da attribuire a una singola parte politica. Deve diventare, qualora gli studi ne confermino utilità e sostenibilità (presupposti che sicuramente non mancano), un progetto della Calabria del nord-est.
Il fronte cresce. Il conforto tecnico esiste. Ora la sfida è trasformare le aperture istituzionali in un tavolo comune e il tavolo in una programmazione concreta. Perché il vero decollo non coincide con l’annuncio di una pista. Comincia quando un territorio, finalmente, decide di muoversi nella stessa direzione.