Anche Caruso sostiene il progetto dell'Aeroporto della Sibaritide: «Serve visione»
Il sindaco di Cosenza invita ad andare oltre le contrapposizioni territoriali e rilancia il progetto: «Reinserirlo nel Piano regionale dei Trasporti». Aspettando, ora, Corigliano-Rossano
COSENZA - Si arrichisce il coro di voci a sostegno del progetto dell'aeroporto della Sibaritide. Questa volta a intervenire nel dibattito è il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, che chiede alla Regione Calabria di riportare l'infrastruttura all'interno della programmazione dei trasporti regionale.
«La prospettiva di dotare la Sibaritide di un'infrastruttura aeroportuale rappresenta un tema che merita di essere affrontato con serietà, visione e senza contrapposizioni territoriali», ha dichiarato Caruso, sottolineando come la questione vada oltre gli interessi di una singola area.
«Non si tratta di sostenere un'opera nell'interesse di una sola area, ma di ragionare su una scelta strategica capace di produrre benefici per l'intera provincia di Cosenza e, più in generale, per la Calabria».
«Ogni investimento va valutato con attenzione»
Il primo cittadino del capoluogo bruzio ha rivendicato un ruolo di responsabilità istituzionale nella vicenda. «Da sindaco della città capoluogo ritengo che ogni investimento capace di migliorare l'accessibilità del nostro territorio debba essere valutato con attenzione", ha spiegato. "Una provincia vasta come la nostra ha bisogno di rafforzare la propria rete infrastrutturale, mettendo a sistema le diverse realtà e creando condizioni favorevoli allo sviluppo economico, turistico e produttivo».
Secondo Caruso, un nuovo scalo nell'area della Sibaritide non riguarderebbe solo la mobilità, ma diversi comparti dell'economia calabrese, dall'agroalimentare all'industria hi-tech che si sta sviluppando dentro e attorno all'Università della Calabria: «Un aeroporto nell'area della Sibaritide potrebbe rappresentare un'importante leva per sostenere il comparto agroalimentare, valorizzare il patrimonio archeologico e culturale, incentivare i flussi turistici e offrire nuove opportunità alle imprese».
Un territorio, ha aggiunto, che «nonostante le sue straordinarie potenzialità, continua a scontare un significativo deficit di collegamenti».
La richiesta alla Regione
Il sindaco ha poi espresso sostegno esplicito alle iniziative istituzionali già in corso per riportare il progetto sul tavolo regionale: «Considero condivisibile ogni iniziativa istituzionale finalizzata a chiedere alla Regione il reinserimento dell'aeroporto della Sibaritide nel Piano regionale dei Trasporti».
Caruso ha però posto un accento sul metodo: «È importante che il confronto si sviluppi sulla base di valutazioni tecniche, economiche e ambientali, ma è altrettanto importante che questa prospettiva non venga esclusa a priori».
«Una visione policentrica delle infrastrutture»
Nelle conclusioni del suo intervento, il sindaco ha inquadrato la vicenda in una prospettiva più ampia di sviluppo del territorio. «Lo sviluppo della provincia di Cosenza passa anche attraverso una visione policentrica delle infrastrutture, nella quale ogni investimento strategico rafforza l'intero sistema territoriale», ha concluso Caruso.
«In quest'ottica, il progetto dell'aeroporto della Sibaritide può rappresentare un'opportunità da approfondire con responsabilità e spirito di collaborazione istituzionale, nell'interesse delle comunità locali e delle future generazioni».
Aspettando Corigliano-Rossano
Certo, con la presa di posizione del sindaco della città capoluogo all'appello, ora, manca Flavio Stasi, il sindaco della terza città della Calabria, la città più grande della Provincia nonché direttamente interessata all'eventuale sviluppo di uno scalo aeroportuale intermodale nella Piana di Sibari. La presa di posizione del primo cittadino coriglianorossanese è essenziale in un dibattito sulla mobilità che non parla solo di aerei ma di un più complesso sistema di infrastrutture che andrebbero messe in rete, dalla ferrovia alle strade ai porti, finendo - appunto - ad un nuovo scalo aeroportuale. Il momento di riaprire il dibattitto e farlo con conretezza è adesso e la posizione di Stasi è sicuramente attesa per iniziare una nuova e importante campagna di rivenficazione territoriale. Che ha bisogno di una cabina di regia ampia.