Caporalato nella Sibaritide, ArticoloVentuno a fianco istituzioni: «Verità e giustizia su sfruttamento»
L'associazione si schiera con il Sindaco e la Magistratura dopo la maxi-operazione della DDA. La denuncia sul degrado e sul vuoto dell'accoglienza: «Chi controlla i controllori? Ricostruire ogni responsabilità».
CASSANO JONIO - L'imponente inchiesta giudiziaria coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia che ha svelato una complessa e capillare rete di caporalato, estorsioni e sfruttamento della manodopera straniera nella Piana di Sibari continua a sollevare accesi dibattiti nel tessuto sociale e politico cittadino. Sulla delicata vicenda interviene con una nota ufficiale l'associazione ArticoloVentuno, confermando il proprio pieno sostegno al Sindaco e all'Amministrazione Comunale di Corigliano-Rossano per affrontare le criticità emerse.
L'operazione delle forze dell'ordine ha squarciato il velo su un meccanismo pervasivo in cui centinaia di braccianti immigrati venivano sottoposti a ritmi di lavoro estenuanti, sottopagati e costretti a vivere in alloggi degradanti ed erogati a caro prezzo. Un quadro che, secondo ArticoloVentuno, riflette problematiche strutturali e segnali di disagio già denunciati in passato, in particolare per quanto riguarda le condizioni abitative e di sovraffollamento nel centro storico cittadino.
Secondo l'associazione, la mancata e rigorosa gestione della filiera dell'integrazione da parte dei soggetti preposti ha generato un vuoto sociale drammatico. Anziché accompagnare le persone in un percorso di regolare inserimento, si è consentito che i migranti finissero nella morsa di aguzzini e intermediari senza scrupoli: un circuito in cui le vittime arrivavano a pagare per viaggiare, lavorare e persino dormire in tuguri fatiscenti, per poi essere ciclicamente sostituite e rese invisibili.
Nel ringraziare la Magistratura e le Forze dell'Ordine per il decisivo intervento, ArticoloVentuno chiede di proseguire l'azione d'indagine fino in fondo, andando oltre la superficie per individuare le responsabilità effettive e chiedendosi chiaramente "chi controlla i controllori". L'appello rivolto a tutte le Istituzioni è quello di innalzare i livelli di guardia, potenziare i controlli e chiudere le falle normative ed organizzative per impedire il ripetersi di simili speculazioni sulla pelle dei più deboli.
L'associazione ribadisce infine la volontà di continuare a svolgere un ruolo attivo e propositivo nella vita pubblica locale, offrendo collaborazione costruttiva alla cittadinanza e all'amministrazione, senza timore di esprimere visioni critiche e nell'esclusivo interesse della verità e della dignità del territorio.