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Emodinamica, Sinistra Italiana-AVS scrive a Occhiuto: «Serve l’H24 a Co-Ro. Pronti alla mobilitazione»

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CORIGLIANO-ROSSANO - La battaglia sull’Emodinamica nella Sibaritide si prepara a uscire dalle stanze della politica per arrivare nelle piazze. Sinistra Italiana-AVS di Corigliano-Rossano e la Federazione provinciale di Cosenza annunciano una mobilitazione con raccolta firme e indirizzano una lettera aperta al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, chiedendo una revisione delle scelte compiute sulla rete cardiologica e, soprattutto, l’attivazione di una Cardiologia con UTIC ed Emodinamica H24 a Corigliano-Rossano, in grado di intervenire anche sugli STEMI.

È l’ultimo capitolo di una discussione che da settimane attraversa non soltanto Corigliano-Rossano ma una parte consistente della Calabria. Al centro c’è la DGR 400 del 21 luglio 2026, con cui la Regione ha approvato un nuovo indirizzo organizzativo per i servizi di Emodinamica. Il provvedimento prevede per Corigliao-Rossano, così come per altri Spoke, attività H6-H12 destinate essenzialmente alle procedure programmate, alla diagnostica invasiva e al follow-up, mentre la gestione H24 dello STEMI resta affidata alla rete dell’emergenza.

«Consideriamo irricevibili e lesive del diritto alla cura di centinaia di migliaia di persone residenti sul territorio le “giustificazioni” riferibili ad astruse e irricevibili norme, su tutte il Decreto Ministeriale 70/2015, che non solo confligge con il buon senso, ma appare assolutamente svincolato dalle condizioni orografiche, sociali, stradali e demografiche della nostra terra, consegnando alla politica l’elemento decisionale e il compito di intraprendere qualsiasi percorso necessario per garantire il diritto alla cura, per come stabilito dall’art. 32 della Costituzione e dalla riforma del SSN del 23/12/1978. Peraltro, nella delibera citata si legge con chiarezza: Risulta necessario trasferire quotidianamente i pazienti coronaropatici nei centri Hub per completare l’iter diagnostico-terapeutico, con conseguenti ripercussioni sulla tempestività di assistenza e cura del paziente e sulla disponibilità dei posti nei centri Hub per trattare l’emergenza, nonché sull’intero assetto organizzativo del sistema, ecc.».

«L’infarto non aspetta». Sinistra Italiana-AVS parte proprio da qui. Nella lettera indirizzata a Occhiuto il partito contesta l'idea che la risposta alle esigenze della Sibaritide possa esaurirsi nell'attività H6-H12 o nel ricorso a specialisti itineranti.

«L’infarto è un’emergenza tempo-dipendente – si legge nella nota - il che significa che ogni minuto perso aumenta la morte del tessuto cardiaco e il rischio di vita. È proprio il tempo la prima terapia».

Per SI-AVS il problema, dunque, non riguarda l’utilità delle équipe mobili nelle prestazioni programmabili, ma ciò che accade quando un cittadino della Sibaritide viene colpito da un infarto e necessita di un trattamento interventistico urgente.

Ed è su questo terreno che Sinistra Italiana prova ora a spostare il confronto politico. «Le sindromi coronariche acute (SCA) – spiegano - sono un insieme di condizioni causate da ischemia miocardica acuta e da un’improvvisa e grave riduzione del flusso sanguigno al cuore. In che forma si ritiene, dunque, possa rappresentarsi l’articolo 32 della Costituzione, che riconosce la tutela della salute come diritto fondamentale, nel caso delle patologie tempo-dipendenti, nelle quali la tempestività dell’intervento costituisce un elemento essenziale per garantire la sopravvivenza del paziente e l’efficacia delle cure?»

«Da recenti notizie riportate dalla stampa è emersa, inoltre, l’ipotesi di un’organizzazione di tipo itinerante dell’attività di Emodinamica a servizio dello spoke di Rossano, circostanza che rende necessario chiarire che questa non ha alcun nesso di relazione con le moderne risposte alla SCA. L’infarto è un’emergenza tempo-dipendente, il che significa che ogni minuto perso aumenta la morte del tessuto cardiaco e il rischio di vita. È proprio il tempo la prima terapia. L’intervento specialistico, come l’angioplastica, deve avvenire idealmente entro 120 minuti dall’inizio dei sintomi: ben altra cosa, dunque, da qualsiasi ipotesi di “Emodinamica itinerante”, che, in altro contesto, potrebbe avere un carattere programmato di tipo ambulatoriale, ma che, allo stato attuale, evade completamente il diritto alla cura di decine di migliaia di cittadini. La popolazione della Sibaritide, in caso di infarto acuto del miocardio, continua tuttavia a dipendere dalla possibilità di trasferimento verso strutture in grado di assicurare il trattamento interventistico dell’emergenza, con tempi di percorrenza che possono diventare particolarmente rilevanti in relazione alla distanza dai Centri Hub e alle caratteristiche della viabilità della fascia ionica».

Sinistra Italiana accompagna la propria presa di posizione con una serie di dati che, secondo il partito, descriverebbero una condizione particolarmente critica della Calabria sul fronte cardiovascolare e della mobilità sanitaria.

Nella nota vengono citati, tra gli altri, il numero dei ricoveri per infarto, la mortalità cardiovascolare e la percentuale di pazienti costretti a curarsi fuori regione. SI-AVS richiama inoltre dati sulle dimissioni ospedaliere di Castrovillari, Paola-Cetraro e Corigliano-Rossano, sostenendo che il confronto renda evidente la necessità di approfondire la capacità di risposta sanitaria offerta alla popolazione della Sibaritide.

«La Calabria è al secondo posto in Italia per il tasso di ricovero per infarto acuto del miocardio, sia tra gli uomini che tra le donne. Dai dati riferibili ai ricoveri, la regione registra tra i tassi più alti d’Italia per infarto e detiene il primato nazionale per la mobilità sanitaria (29,5% nel 2023), cioè per i pazienti che si curano fuori regione. Per quanto riguarda la mortalità, si contano oltre 500 decessi all’anno a causa diretta dell’infarto, inseriti nel quadro più ampio di circa 8.000 morti annue per malattie cardiovascolari in Calabria. Per le recidive, circa un paziente su cinque (il 20%) rischia un secondo episodio di infarto entro dodici mesi dal primo. I dati in nostro possesso rilevano una criticità significativa in termini di risposta alle esigenze delle nostre popolazioni. Castrovillari: circa 20.000 abitanti, 1.030 dimissioni; Paola-Cetraro: 24.000 abitanti, 917 dimissioni; Corigliano Rossano: circa 200.000 abitanti, 320 dimissioni. In questo senso avvertiamo la necessità di intraprendere un percorso di mobilizzazione delle popolazioni interessate, con la raccolta firme da sottoporre all’attenzione del Consiglio regionale e dell’opinione pubblica più vasta».

Sono numeri che il partito porta a sostegno di una richiesta politica precisa: la programmazione non venga costruita soltanto sulla classificazione formale degli ospedali, ma sulla popolazione realmente servita, sull'orografia, sulla viabilità, sui flussi dei pazienti e soprattutto sui tempi effettivi necessari per accedere alle cure salvavita.

Un'esigenza di dati verificabili che, del resto, attraversa buona parte del dibattito di queste settimane. Anche le posizioni meno critiche nei confronti della riorganizzazione regionale hanno posto al centro la necessità di definire protocolli, personale, continuità assistenziale, tempi e gestione delle eventuali complicanze.

Adesso Sinistra Italiana-AVS annuncia un passo ulteriore. «Avvertiamo la necessità di intraprendere un percorso di mobilizzazione delle popolazioni interessate, con la raccolta firme da sottoporre all’attenzione del Consiglio regionale e dell’opinione pubblica più vasta», scrivono il circolo di Corigliano-Rossano e la Federazione provinciale di Cosenza.

L'intenzione è quella di portare la vertenza fuori dalla sola città capoluogo della Sibaritide: «Andremo nelle piazze dei paesi interni e della costa», annunciano, con l'obiettivo di coinvolgere direttamente le comunità che gravitano sul sistema sanitario dell'area.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.