Lavori sulla ferrovia Jonica, tornano i bus e la Sibaritide resta al palo: dopo le 17:45 il territorio è isolato
Dal 13 settembre ripartono i cantieri sulla tratta tra Corigliano e Crotone con un’offerta tagliata. Un buco di oltre cinque ore nel pomeriggio penalizza pendolari, studenti e la promessa della destagionalizzazione turistica
CORIGLIANO-ROSSANO - La modernizzazione viaggia a passo d'uomo e, per ammodernare la rete, la costa jonica continua a pagare il dazio più alto: l'isolamento. Dal 13 settembre scatta la nuova tranche di lavori di potenziamento infrastrutturale sulla ferrovia Jonica, un intervento atteso per il futuro della mobilità locale che però, nell'immediato, si traduce in un ritorno al passato. Binari sbarrati e servizio sostitutivo con autobus, con il raddoppio informale dei tempi di percorrenza e una drastica riduzione delle corse disponibili.
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A fare male, più che il prolungamento dei tragitti su gomma lungo la statale 106, è la forbice dell'offerta. Se prima la frequenza media garantiva un passaggio all'incirca ogni ora e mezza, la nuova griglia oraria crea una vera e propria voragine nei collegamenti. Nella fascia del primo pomeriggio, dalle 12:45 alle 17:45, i bus riescono bene o male a coprire il flusso ed anche la frequenza di collegamenti disponibili. Poi, il vuoto. Tra le 17:45 e le 23:23 non è previsto alcun mezzo in partenza per la tratta che collega Corigliano-Rossano a Crotone e ai centri intermedi. Un blackout di oltre cinque ore che spezza in due la giornata di chi deve spostarsi.
I disagi colpiscono direttamente la spina dorsale della comunità locale. Si tratta dei lavoratori pendolari, di chi finisce il turno nel tardo pomeriggio e si ritrova senza soluzioni pubblicamente accessibili per rientrare a casa, ma anche di chi viaggia per rientrare a casa nei fine settimana. Il contraccolpo più duro lo subiscono però i giovani e le famiglie dell'entroterra: per gli studenti dei paesi montani e dei piccoli centri del basso jonio, partecipare a un'attività pomeridiana, a un corso di formazione, a una pratica sportiva o a un rientro di studio significa non avere più un mezzo per tornare nel proprio comune dopo le cinque del pomeriggio.
C'è poi la grande contraddizione della programmazione territoriale: il turismo. Nel dibattito pubblico regionale si fa un gran parlare di destagionalizzazione, di attrarre visitatori a settembre e ottobre per allungare l'estate e valorizzare l'identità dei borghi e delle coste del nord-est calabrese. La realtà dei fatti racconta però un'altra storia: il turista che sceglie queste zone a fine stagione si scontra immediatamente con un muro invisibile, fatto di coincidenze saltate e linee tagliate.