Pietrapaola, nuove assunzioni e progressioni. L'opposizione: «Il Comune è in dissesto, la Giunta si fermi»
Leone, Papparella e Parrotta contestano la delibera con cui l’esecutivo Labonia dà indirizzo per modificare il PIAO. Nel mirino un possibile incarico ex articolo 110 e una progressione interna: «Operazioni con profili di criticità»
PIETRAPAOLA - Un Comune in dissesto finanziario, una nuova programmazione del personale e due operazioni che l’opposizione considera difficilmente compatibili con la situazione dell’Ente. A Pietrapaola torna ad accendersi lo scontro politico, questa volta sull’organizzazione degli uffici comunali.
A sollevare il caso sono i consiglieri comunali Teresa Leone, Simona Papparella e Giuseppe Parrotta, che intervengono sulla deliberazione di Giunta numero 37 del 10 settembre 2026.
Secondo quanto ricostruito dai tre consiglieri, con l’atto approvato dalla sindaca Manuela Labonia, dal vicesindaco Giuseppe Forciniti e dall’assessore Eugenio D’Andrea sarebbe stata impartita agli uffici una direttiva per intervenire sul PIAO, il Piano integrato di attività e organizzazione che comprende anche la programmazione del personale.
I consiglieri individuano nell’atto due possibili operazioni: l’assunzione a tempo determinato di un funzionario ad alta qualificazione attraverso l’articolo 110, comma 1, del Testo unico degli enti locali e una progressione interna per un dipendente della Polizia locale, dall’area degli istruttori a quella dei funzionari.
Ed è proprio sulla praticabilità delle due ipotesi che si concentra la contestazione politica. Leone, Papparella e Parrotta sostengono innanzitutto che per la progressione interna potrebbero non esserci risorse sufficienti, poiché una parte delle somme disponibili sarebbe stata già utilizzata per un avanzamento effettuato nel 2025.
Si tratta, allo stato, della valutazione formulata dai tre consiglieri e non di un’illegittimità accertata. Ancora più netta è la contestazione sull’eventuale ricorso all’articolo 110. Secondo i firmatari della nota, la procedura non sarebbe praticabile in considerazione del dissesto finanziario del Comune.
Anche in questo caso la questione ha natura tecnico-amministrativa e la compatibilità dell’eventuale assunzione con la disciplina prevista per un ente in dissesto dovrà essere verificata nelle sedi competenti e alla luce della procedura che l’Amministrazione deciderà effettivamente di attivare. «Come si può pensare di continuare a programmare nuove assunzioni e promozioni quando le risorse sono esaurite e il Comune è in dissesto finanziario?», domandano i consiglieri.
Secondo i loro calcoli, qualora entrambe le operazioni ipotizzate arrivassero a compimento, un Comune di poco più di mille abitanti potrebbe ritrovarsi con cinque funzionari ad alta qualificazione.
La critica supera però gli aspetti tecnici e investe direttamente la gestione della sindaca Labonia. Leone, Papparella e Parrotta richiamano infatti le precedenti dichiarazioni con cui la prima cittadina aveva presentato come una svolta la decisione di assumere direttamente anche responsabilità nella guida degli uffici comunali.
Per i tre consiglieri, la nuova programmazione rappresenterebbe invece una contraddizione rispetto a quella impostazione e sarebbe il segnale di una gestione del personale che definiscono improvvisata. Sono valutazioni politiche particolarmente dure, alle quali sarà importante affiancare la posizione dell’Amministrazione comunale, soprattutto su tre punti concreti: perché ritenga necessarie le nuove figure, quali risorse intenda utilizzare e su quale base consideri le operazioni compatibili con la situazione finanziaria dell’Ente.
Perché al di là dello scontro tra maggioranza e opposizione, in un Comune di poco più di mille abitanti e alle prese con il dissesto ogni scelta sul personale pesa due volte: sull’organizzazione dei servizi e sui conti che la comunità è chiamata a rimettere in equilibrio.