Rossano, sospetta trombosi al Pronto Soccorso: 12 ore d'attesa e risposta choc. «Salva solo grazie al privato»
Odissea al Pronto Soccorso di Rossano: paziente con dolorosa trombosi resta 12 ore sulla sedia. Sanitari ammettono: «Di notte niente ecografie». La famiglia abbandona l'ospedale e paga il privato per salvarsi la vita
CORIGLIANO-ROSSANO - L'ennesima testimonianza di una rete di emergenza-urgenza al collasso. Questa volta la denuncia arriva dal Pronto Soccorso del presidio ospedaliero "Nicola Giannettasio" di Rossano, dove un cittadino ha deciso di rendere nota l'odissea vissuta insieme a un proprio familiare.
I fatti risalgono al pomeriggio di ieri, quando l'utente accompagna il congiunto presso la struttura sanitaria per una sospetta e dolorosa trombosi alla gamba. Dopo le procedure di accettazione e il triage, inizia un calvario fatto di ore di attesa estenuanti, trascorse su una sedia d'aspetto senza ricevere alcuna informazione da parte del personale. Solo a tarda sera, a seguito delle rimostranze dell'accompagnatore per il prolungarsi dello stallo, arriva la risposta dei sanitari: «Stasera e stanotte non la guarda nessuno perché non c'è nessun addetto per l'ecografia, se ne parla domani in mattinata».
A quel punto, l'utente chiede se non sia opportuno attivare un protocollo di rete per trasferire il paziente o far eseguire l'esame urgente presso una struttura limitrofa. La risposta, denuncia il cittadino, è stata un secco diniego per motivi logistici, legati alle difficoltà nel reperire ambulanze e coordinare i trasferimenti tra presidi.
Di fronte al rischio e con l'arto del familiare oramai visibilmente compromesso, la famiglia sceglie di firmare per dimettersi dall'attesa e ricorrere privatamente a un'ecografia a pagamento all'alba del giorno successivo. L'esito conferma il sospetto iniziale: trombosi venosa in corso. «È un miracolo - questo lo sfogo amaro del familiare - che questa persona sia ancora viva dopo tutte queste ore d'attesa . È normale attendere oltre 12 ore per un accertamento salva-vita e sentirsi dire che di notte il servizio non c'è? Mi chiedo se i vertici della sanità locale siano a conoscenza di questo scempio e della mancata operatività dei protocolli di cooperazione tra presidi. Non è sfortuna, è un meccanismo ormai consolidato. In Calabria la speranza è solo una: quella di non stare mai male».
La denuncia riapre il drammatico dibattito sulla carenza di organico e sulla continuità dei servizi specialistici nei Pronto Soccorso del territorio della Sibaritide, dove la carenza di medici e tecnici rischia quotidianamente di trasformare le emergenze in tragedia.