Premio Pio La Torre 2026, menzione speciale a Federica Pietramala (FLAI CGIL) per la lotta contro lo sfruttamento nei campi
La sindacalista calabrese premiata a Bologna per l'impegno profuso all'indomani del drammatico incidente di Amendolara. Dedica speciale ai braccianti sopravvissuti, alle vittime del caporalato e alle loro famiglie.
Un riconoscimento di straordinario valore simbolico ed etico che accende i riflettori sulla lotta allo sfruttamento lavorativo in agricoltura: la dirigente della FLAI CGIL Calabria, Federica Pietramala, ha ricevuto una menzione speciale per la categoria "Sindacalisti" nell'ambito della decima edizione del Premio Pio La Torre. La cerimonia di consegna del prestigioso premio — promosso da CGIL, Avviso Pubblico e FNSI — si è svolta a Bologna e ha celebrato il lavoro di chi quotidianamente si spende sui territori per la difesa dei diritti, della legalità e del lavoro dignitoso.
Il conferimento è arrivato per la dedizione e la prontezza d'azione dimostrate da Pietramala a seguito della tragica vicenda di Amendolara, in provincia di Cosenza, che ha visto coinvolti diversi lavoratori agricoli e braccianti. In quell'occasione drammatica, l'azione sindacale si è tradotta in un supporto umano, logistico e legale immediato, volto a garantire assistenza ai sopravvissuti, coordinamento istituzionale e vicinanza alle famiglie delle vittime colpite da condizioni lavorative spesso contrassegnate dall'invisibilità e dall'illegalità.
Accogliendo il premio, la sindacalista ha rimarcato l'indissolubilità del legame tra il riscatto sociale, la legalità democratica e la dignità del lavoro, sottolineando come la battaglia contro la piaga del caporalato e dello sfruttamento nei campi debba rimanere prioritaria nell'agenda politica e sindacale del Paese. La menzione speciale è stata dedicata a tutti i lavoratori agricoli vittime dell'intermediazione illecita e a quanti si battono ogni giorno per affrancarsi da ricatti e marginalità.
Il riconoscimento attribuito a Federica Pietramala conferma l'importanza fondamentale del "sindacato di strada" e del presidio costante dei territori, strumenti imprescindibili per contrastare le infiltrazioni criminali nell'economia reale e restituire diritti e protezione ai lavoratori più vulnerabili.