Sanità, Cassano avrà Ospedale e Casa di Comunità: avvio previsto entro fine settembre
Le due strutture entreranno nella nuova rete territoriale dell’Asp di Cosenza e l’avvio è previsto entro fine settembre. Ida Spezzano mette però al centro la vera sfida: «Quando un cittadino attraversa quella porta, deve trovare davvero una risposta»
CASSANO JONIO - Due nuove porte della sanità territoriale stanno per aprirsi a Cassano. Un Ospedale di Comunità e una Casa di Comunità dovrebbero entrare in attività entro la fine di settembre, inserendosi nella nuova rete dell’assistenza territoriale dell’Asp di Cosenza.
L’annuncio arriva nell’ambito del piano illustrato oggi a Rende dal commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale Vitaliano De Salazar. Complessivamente la nuova organizzazione comprende 9 Ospedali di Comunità e 26 Case di Comunità finanziati attraverso il Pnrr.
Secondo i dati presentati dall’Asp e riportati dal Comune, il piano dovrebbe portare nella rete territoriale 180 posti letto aggiuntivi, coinvolgendo circa 400 medici di medicina generale e prevedendo 500 nuovi operatori sanitari tra infermieri, Oss, fisioterapisti e specialisti.
De Salazar ha riferito che nove strutture della nuova rete risultano già operative, mentre l’85% dovrebbe esserlo entro quindici giorni. Entro il 30 settembre è inoltre prevista l’attivazione di quattro o cinque Ospedali di Comunità. Ed è all’interno di questo percorso che si colloca Cassano.
All’incontro di Rende ha partecipato per il Comune la consigliera e vicepresidente del Consiglio comunale Ida Spezzano, che ha collegato il risultato anche alle interlocuzioni portate avanti dall’Amministrazione guidata dal sindaco Gianpaolo Iacobini. Ma il passaggio più significativo del suo intervento riguarda ciò che dovrà accadere dopo l’apertura. «Non dobbiamo limitarci a dire “abbiamo realizzato un Ospedale e una Casa di Comunità”», ha sottolineato Spezzano. L’obiettivo, secondo la vicepresidente del Consiglio, dovrà essere poter affermare che a Cassano «il cittadino ha finalmente un punto di riferimento sanitario più vicino, più accessibile e più integrato».
Una distinzione decisiva. Inaugurare un edificio,infatti, non equivale automaticamente a rafforzare la sanità. Servono personale, prestazioni, continuità assistenziale e una reale integrazione con medici di famiglia, specialisti e servizi già presenti sul territorio.
La Casa di Comunità è pensata come punto territoriale di accesso e coordinamento dei servizi sanitari e sociosanitari. L’Ospedale di Comunità, invece, rappresenta una struttura intermedia tra assistenza domiciliare e ricovero ospedaliero, destinata a pazienti che necessitano di cure che non richiedono l’ospedale per acuti ma non possono ancora essere gestite esclusivamente a casa.
È proprio questa rete intermedia ad avere un peso particolare in un territorio vasto come la Sibaritide, dove distanze, popolazione anziana e pressione sulle strutture ospedaliere rendono fondamentale avvicinare una parte dell’assistenza ai cittadini.
Per Cassano, dunque, l’apertura delle due strutture può rappresentare un passaggio importante. Ma il risultato vero si misurerà dopo l’attivazione, dalle risposte che i cittadini riusciranno a trovare.