Sanità territoriale, l'Asp di Cosenza ridisegna la rete: 26 Case e 9 Ospedali di comunità
Tra i centri coinvolti anche Lungro, Cariati, Cassano Jonio, Trebisacce, Mormanno, Villapiana, Rocca Imperiale, Crosia, Longobucco, San Giorgio Albanese, Corigliano e Castrovillari
COSENZA - Una rete sanitaria più vicina ai cittadini, capace di collegare medicina generale, assistenza domiciliare, servizi territoriali e ospedali. È l’obiettivo del nuovo piano dell’Asp di Cosenza, che mette in campo 26 Case della comunità e 9 Ospedali di comunità, con 180 posti letto e complessivamente 1.093 professionisti coinvolti.
Il programma interessa l’intera provincia e assume particolare rilievo per i centri delle aree interne e dello Ionio cosentino, dove distanze e difficoltà nei collegamenti rendono ancora più importante la presenza di servizi sanitari di prossimità.
L’investimento previsto ammonta ad almeno 63,7 milioni di euro e rientra nella Missione 6 Salute del PNRR e nella riforma dell’assistenza territoriale prevista dal decreto ministeriale 77 del 2022.
Dallo Ionio alle aree interne: la nuova mappa della sanità
I nove Ospedali di comunità sono previsti a San Marco Argentano, Cosenza, Lungro, Cariati, Cassano allo Ionio, Trebisacce, San Giovanni in Fiore, Scalea e Mormanno. Le 26 Case della comunità sono invece distribuite, tra gli altri centri, a Cassano allo Ionio, Villapiana, Mormanno, Rocca Imperiale, Crosia, Longobucco, Lungro, San Giorgio Albanese, Cariati, Corigliano e Castrovillari.
Le Case della comunità dovranno diventare il principale punto territoriale di accesso ai servizi sanitari, sociosanitari e sociali. Al loro interno i cittadini potranno trovare assistenza infermieristica, medicina generale, visite specialistiche, diagnostica di base, prevenzione e percorsi dedicati alle patologie croniche.
Gli Ospedali di comunità avranno invece una funzione intermedia tra casa e ospedale, accogliendo soprattutto pazienti che non necessitano di un ricovero ad alta intensità ma che hanno ancora bisogno di assistenza clinica e infermieristica continuativa. L’obiettivo è anche quello di ridurre i ricoveri impropri e alleggerire la pressione sui pronto soccorso.
591 nuove assunzioni e 502 medici di famiglia
Uno degli elementi centrali del progetto riguarda il personale. La nuova rete potrà contare su 1.093 professionisti: 591 nuove unità assunte dall’Asp e 502 medici di medicina generale coinvolti attraverso uno specifico accordo. Tra le nuove assunzioni figurano infermieri, operatori sociosanitari, medici di continuità assistenziale, fisioterapisti, assistenti sociali e personale destinato alle Centrali operative territoriali e al Cup.
Il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar, ha sottolineato come il progetto sia il risultato di un lungo percorso organizzativo e del confronto con medici di famiglia e amministrazioni comunali. Un ruolo centrale sarà affidato anche agli infermieri di famiglia e di comunità, chiamati a seguire in particolare le persone fragili e i pazienti cronici.
Cariati verso l’avvio, rete a regime entro settembre
Sul fronte dell’attivazione, la direttrice sanitaria dell’Asp, Angela Riccetti, ha spiegato che le Case della comunità sono funzionanti, mentre per alcune sedi resta da completare l’iter relativo al personale entro il 30 settembre. Per gli Ospedali di comunità, Scalea e San Giovanni in Fiore risultano già operativi, mentre Cariati è indicato come prossimo alla partenza e gli altri presìdi saranno avviati progressivamente.
Proprio l’Ospedale di comunità di Cariati viene indicato dall’Asp come uno degli esempi del nuovo modello: la struttura di via Mingiani 6 sarà destinata ai ricoveri brevi e all’assistenza a bassa intensità clinica per pazienti stabilizzati o fragili, in collegamento con assistenza domiciliare, Centrale operativa territoriale e rete dell’emergenza-urgenza.
La sfida sarà ora trasformare le nuove strutture in una rete realmente integrata e accessibile. Per territori come Lungro, Cariati, Cassano allo Ionio, Trebisacce, Mormanno, Villapiana, Rocca Imperiale, Crosia, Longobucco, San Giorgio Albanese, Corigliano e Castrovillari, il piano punta a ridurre le distanze tra cittadini e servizi sanitari, rafforzando la presa in carico sul territorio e riservando gli ospedali alle situazioni che richiedono cure a maggiore intensità.