Cassano, si chiude la Summer School ma il lavoro sui giovani entra nel vivo
Dalla Sibaritide partono due progetti: un percorso partecipato per la nuova legge regionale sulle politiche giovanili e la candidatura a Città Italiana dei Giovani 2030
CASSANO JONIO - La Summer School finisce, ma da Cassano allo Ionio partono due nuovi percorsi destinati a proseguire nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
Si è conclusa la Summer School 2026 del Festival delle Opportunità, che dal 10 al 12 settembre ha trasformato Cassano allo Ionio e la Sibaritide in un laboratorio di ascolto, confronto e progettazione con giovani provenienti da diverse regioni italiane.
Tre giorni nati dopo una call che aveva raccolto 89 candidature per 40 posti disponibili e costruiti attorno a una scelta precisa: non parlare semplicemente di giovani, ma creare le condizioni perché siano loro a partecipare alla costruzione delle politiche, delle opportunità e dei territori nei quali vogliono vivere.
Il percorso ha attraversato i Laghi di Sibari, le Grotte di Sant’Angelo e le Terme Sibarite, partendo da una domanda: quali opportunità immaginiamo e cosa oggi ci impedisce di vederle, raggiungerle o crearle? Il lavoro è poi proseguito interrogandosi su cosa possa fare il singolo, cosa possa fare una comunità e cosa richieda invece l’intervento di reti e istituzioni, fino allo Youth Design Brief conclusivo dedicato alle idee da trasformare in realtà.
Il momento conclusivo, con “Meet the Community”, ha aperto il lavoro della Summer alle istituzioni e alla comunità, trasformando le riflessioni dei ragazzi in un confronto pubblico. Ed è proprio durante questo confronto che sono stati assunti due impegni concreti.
Il primo annuncio è arrivato dal confronto tra Antonio Candela, ideatore del Festival delle Opportunità, Elisabetta Santoianni, consigliera regionale della Calabria e presidente della VI Commissione del Consiglio regionale, ed Eulalia Micheli, assessora regionale a Istruzione, Sport e Politiche per i Giovani.
Da Cassano allo Ionio prende forma un percorso partecipato finalizzato a contribuire alla costruzione della prima legge quadro regionale sulle politiche giovanili della Calabria.
La scelta annunciata è quella di non partire soltanto dalle stanze istituzionali, ma di portare il processo di ascolto direttamente nei territori.
Nei prossimi mesi saranno promossi tavoli di co-design nelle cinque province calabresi – Cosenza, Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia – per mettere insieme giovani, associazioni, amministrazioni, scuole, università, organizzazioni e realtà che quotidianamente lavorano con le nuove generazioni.
Cinque territori, cinque momenti di ascolto e progettazione, un unico percorso regionale.
L’obiettivo sarà raccogliere bisogni, esperienze e proposte e trasformarli progressivamente in contenuti utili alla costruzione di una proposta organica sulle politiche giovanili. Al termine dei tavoli territoriali sarà organizzato un grande appuntamento regionale conclusivo, nel quale il lavoro prodotto verrà ricomposto in una proposta da consegnare al Presidente della Regione Calabria.
«La notizia importante non è soltanto che vogliamo lavorare a una legge sulle politiche giovanili, ma come abbiamo scelto di provare a costruirla», sottolinea Antonio Candela. «Se la legge deve riguardare il futuro dei giovani calabresi, allora dobbiamo creare le condizioni perché possano partecipare alla sua scrittura. Con Elisabetta Santoianni ed Eulalia Micheli abbiamo condiviso proprio questo impegno: attraversare le cinque province, ascoltare i territori e costruire un processo di co-design che possa poi incontrare la responsabilità legislativa e istituzionale».
Un metodo che raccoglie direttamente l’esperienza della Summer School: partire dalle domande, far emergere i bisogni, individuare responsabilità e trasformare le idee in proposte.
Il secondo annuncio guarda invece al futuro di Cassano allo Ionio e dell’intera Sibaritide. Nel corso dell’incontro conclusivo, il sindaco di Cassano allo Ionio Gianpaolo Iacobini e Antonio Candela hanno annunciato ufficialmente l’avvio del processo che punta alla candidatura di Cassano allo Ionio e della Sibaritide a Città Italiana dei Giovani 2030.
Una sfida che nasce proprio dall’esperienza vissuta in questi giorni e che vuole partire con largo anticipo, costruendo prima il percorso e solo successivamente il dossier di candidatura.
L’ambizione è fare della candidatura non un progetto del solo Comune di Cassano allo Ionio, ma un processo capace di coinvolgere progressivamente l’intera Sibaritide, mettendo insieme Comuni, giovani, associazioni, scuole, università, imprese, terzo settore e comunità.
«Con il sindaco Iacobini abbiamo scelto di annunciare non una candidatura già costruita, ma l’inizio di un cammino», spiega Candela. «Il 2030 può sembrare lontano ed è proprio questo il valore della scelta. Abbiamo il tempo per costruire prima i processi, le reti e le esperienze e arrivare poi alla candidatura come conseguenza naturale di ciò che il territorio sarà stato capace di realizzare. Prima il percorso, poi il dossier».
La Summer School diventa così il primo tassello di una traiettoria più lunga: Cassano allo Ionio e la Sibaritide come territorio nel quale i giovani non siano soltanto destinatari di iniziative, ma parte attiva della progettazione delle politiche e delle opportunità.
I due annunci danno concretezza al lavoro svolto nei tre giorni e rappresentano la continuità naturale di un’esperienza che non voleva esaurirsi in un evento.
La Summer School si è conclusa anche con la nomina degli Ambassador del Festival delle Opportunità 2027, chiamati ad accompagnare la costruzione della prossima edizione e a mantenere viva la rete nata in questi giorni.
«Eravamo arrivati a Cassano chiedendo ai ragazzi quali opportunità immaginassero. Ne usciamo assumendoci delle responsabilità», conclude Candela. «Con la consigliera Santoianni e l’assessora Micheli abbiamo aperto il percorso che vuole portare i giovani calabresi dentro la costruzione di una legge regionale che li riguarda. Con il sindaco Iacobini abbiamo lanciato una sfida che guarda al 2030 e che vuole coinvolgere tutta la Sibaritide. È esattamente ciò che volevamo dalla Summer School: non chiudere un evento, ma aprire processi».
Da Cassano allo Ionio, dunque, partono due traiettorie diverse ma unite dalla stessa idea: le politiche giovanili non possono essere costruite senza i giovani e i territori non possono immaginare il proprio futuro senza dare alle nuove generazioni la possibilità di partecipare alle scelte.
La Summer School 2026 si chiude. Il lavoro, invece, comincia adesso.