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Corigliano-Rossano, dal 1° luglio rischio chiusura delle sale operatorie: lo Spoke senza anestesisti

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CORIGLIANO-ROSSANO – Dal 1° luglio gli interventi programmati negli ospedali spoke di Corigliano-Rossano rischiano di finire di nuovo sotto scacco. Non per una nuova emergenza improvvisa, non per una calamità, non per un evento imprevedibile. Ma per il problema che mai nessuno ha avuto il coraggio o la capacità di risolvere: mancano medici. In questo caso anestesisti.

E quando mancano anestesisti, per forza di cose le sale operatorie si fermano. Risultato? I pazienti che hanno programmato interventi rischiano di rimanere senza risposte e gli ospedali continuano a vivere nella logica dell’emergenza permanente. Lo spoke di Corigliano-Rossano, poi, è una "eccellenza" in termini di disservizi improvvisi!

Il copione è noto. Arriva l’estate, arrivano le ferie, il personale già ridotto all’osso deve garantire turni, urgenze, rianimazione, pronto soccorso, sala operatoria, reperibilità e copertura su più presidi. E il sistema, che durante l’anno si regge spesso sulla buona volontà dei medici rimasti, sugli straordinari e sui richiami in servizio, comincia a scricchiolare.

Il punto è che ancora una volta il problema non siamo davanti a una sorpresa. Perché questo problema si ripete ciclicamente. Possiamo dire che sia un problema strutturato. Nel periodo immediatamente successivo al Covid, l’emergenza personale era stata tamponata arruolando liberi professionisti e soprattutto medici in pensione, ancora oggi una vera boccata d’ossigeno per reparti che altrimenti non riuscirebbero nemmeno a garantire l’ordinario.

Ma il tampone, per definizione, non cura la ferita. E oggi quella ferita si è riaperta tornando a grondare sangue.

Facciamo due conti. L’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione dello Spoke di Corigliano-Rossano è allocata nel presidio Nicola Giannettasio di Rossano. Al reparto risultano assegnati un medico dirigente, otto medici anestesisti-rianimatori e due medici cubani. A questi si aggiungono cinque medici richiamati in servizio, pensionati che operano come liberi professionisti.

In totale, dunque, si arriva a 16 unità. Ma i medici strutturati realmente in forza, senza contare pensionati richiamati e supporti esterni, sono appena 11.

E il problema proprio è nei numeri. Perché questo personale deve coprire tre turni giornalieri sulle 24 ore, garantendo contemporaneamente la presenza su più fronti: tre medici nel presidio di Rossano, tra pronto soccorso, rianimazione e sala operatoria/ostetricia; un medico nel presidio di Corigliano, per il pronto soccorso; un medico nel presidio di Acri, sempre per il pronto soccorso.

Significa che ogni giorno servono presenze continue su tre ospedali e su funzioni delicate, tutte essenziali, tutte non rinviabili.

I conti, semplicemente, non tornano. E non tornano ancora di più se si considerano le reperibilità, che dovrebbero essere sempre garantite e che invece vengono coperte con iperstraordinari da parte dei medici che continuano a reggere il sistema.

Per garantire il minimo, lo Spoke di Corigliano-Rossano, con i presidi di Rossano, Corigliano e Acri, avrebbe bisogno di un fabbisogno organico di almeno 26 anestesisti-rianimatori. Oggi, dicevamo, si arriva a 16 (11 se vogliamo fermarci all'ordinario).

È una forbice enorme. Una voragine organizzativa. E quando una macchina ospedaliera così delicata non continuare a rimanere e cronicamente vittima della "disorganizzazione violenta" dei management che di volta in volta si avvicendano alla guida dell'Azienda sanitaria e della direzione ospedaliera senza, in realtà, risolvere nulla.

Il rischio concreto, dunque, è che dal 1° luglio - da quando inizierà il turno programmato delle ferie - gli interventi programmati vengano ridotti, rinviati o sospesi per garantire prima le urgenze, la rianimazione e le funzioni non differibili. Perché senza anestesisti non si opera.

Ora gli occhi sono puntati anche sul nuovo bando regionale per il reclutamento di medici UE ed extra UE da destinare alle strutture sanitarie calabresi. La procedura ha prodotto 168 profili idonei su 257 domande presentate, con ulteriori professionisti già presenti negli elenchi regionali, posizioni ancora da verificare e medici in formazione specialistica. Tra le discipline previste dalla manifestazione d’interesse figura anche anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore.

La speranza, a questo punto, è doppia: che tra quei profili idonei vi siano anestesisti disponibili e che, soprattutto, vengano destinati a Corigliano-Rossano dove - dicevamo - c'è un problema non è teorico ma quotidiano. E non vogliamo immagine cosa potrebbe succedere quando verrà aperto il nuovo ospedale!

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.