Amendolara ricorda i braccianti uccisi: Chiesa e istituzioni insieme contro sfruttamento e caporalato
Il 4 luglio una giornata di memoria, riflessione e impegno promossa dalla Conferenza Episcopale Calabra. Al centro il diritto a un lavoro libero, dignitoso e sicuro dopo la tragedia costata la vita a quattro giovani lavoratori.
AMENDOLARA - Sarà Amendolara ad ospitare, il prossimo 4 luglio, la giornata dal titolo «Per un lavoro libero, dignitoso e sicuro», promossa dalla Chiesa calabrese per ricordare le vittime del brutale omicidio avvenuto lo scorso 1° giugno e rilanciare la battaglia contro lo sfruttamento lavorativo e il caporalato.
L'iniziativa è patrocinata dalla Conferenza Episcopale Calabra (CEC) e organizzata dalla Commissione regionale per i Problemi sociali e il Lavoro, dalla Commissione regionale per le Migrazioni e dalla Delegazione Caritas Calabria.
La giornata si aprirà alle ore 10 con un momento altamente simbolico lungo la Strada Statale 106, presso la stazione di servizio dove si consumò la tragedia che costò la vita a quattro giovani braccianti. Qui sarà deposta una corona di fiori in memoria delle vittime, in un gesto che vuole trasformare il dolore in memoria condivisa e impegno concreto.
Successivamente i lavori si sposteranno nei locali della parrocchia Madonna della Salute di Amendolara Marina, dove si svilupperà un confronto dedicato alle condizioni del lavoro agricolo e alle fragilità che ancora attraversano ampie aree del territorio calabrese.
A coordinare gli interventi sarà Monica Tripodi, incaricata regionale della Commissione per i Problemi sociali e il Lavoro della CEC.
Ad aprire il dibattito sarà Monsignor Giuseppe Alberti, vescovo di Oppido Mamertina-Palmi e delegato della Conferenza Episcopale Calabra per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, che richiamerà l'attenzione sulla necessità di ascoltare i territori e costruire percorsi concreti di dignità lavorativa.
Seguirà l'intervento di don Giacomo Panizza, fondatore di Comunità Progetto Sud, che offrirà una lettura delle dinamiche dello sfruttamento lavorativo in Calabria, analizzandone criticità, trasformazioni e prospettive.
Uno spazio importante sarà dedicato anche alle testimonianze dirette di lavoratori agricoli e persone coinvolte nelle dinamiche del lavoro stagionale, con l'obiettivo di riportare al centro dell'attenzione pubblica le storie di chi vive quotidianamente condizioni di precarietà e vulnerabilità.
Il momento centrale della giornata sarà rappresentato dalla tavola rotonda sul tema «La dignità della persona e la tutela dei diritti dei lavoratori», che vedrà seduti allo stesso tavolo rappresentanti della Chiesa e delle istituzioni.
Ad aprire il confronto sarà Monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all'Jonio e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, da tempo impegnato sui temi della giustizia sociale e della tutela dei lavoratori fragili.
Interverranno inoltre il prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano e il presidente della Camera di Commercio di Cosenza Klaus Algieri, chiamati a offrire il punto di vista delle istituzioni e del mondo produttivo su una questione che riguarda non soltanto la legalità, ma anche il futuro economico e sociale del territorio.
Le conclusioni saranno affidate a Monsignor Giovanni Checchinato, arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano e delegato regionale per le Migrazioni, che illustrerà le prospettive di un percorso permanente di ascolto, tutela e accompagnamento dei lavoratori più vulnerabili.
L'appuntamento di Amendolara nasce infatti con una consapevolezza precisa: la tragedia del 1° giugno non può restare confinata alla cronaca. Perché dietro ogni vittima dello sfruttamento ci sono diritti negati, dignità calpestate e comunità chiamate a scegliere da che parte stare.