Piano Spiaggia, Corigliano-Rossano ora deve trasformare la Bandiera Blu in servizi
Dopo Sant’Angelo e Schiavonea-Palmeto, il riconoscimento FEE apre la fase più concreta: usare il Piano Spiaggia per ordinare 34 km di costa tra accessi, spiagge libere, concessioni, ambiente e nuove funzioni turistiche
CORIGLIANO-ROSSANO - La Bandiera Blu è il riconoscimento. Il Piano Spiaggia è lo strumento per farla diventare politica pubblica. Dopo la conferma di Sant’Angelo e l’ingresso di Schiavonea-Palmeto nel circuito FEE, Corigliano-Rossano entra nella fase più delicata: trasformare il risultato ambientale e turistico in organizzazione stabile del proprio fronte mare.
Il nuovo Piano Spiaggia comunale (ne abbiamo parlato qui), infatti, non va letto soltanto come un asettico documento tecnico. Ma è lo strumento per dare - finalmente - una regia unitaria a un litorale lungo, complesso e molto diverso da tratto a tratto: da Schiavonea a Sant’Angelo, passando per aree urbanizzate, spiagge libere, concessioni, foci, accessi, retrospiaggia e zone più sensibili dal punto di vista ambientale.
In realtà, il PSC può restituirci molto di più. Soprattutto sul fronte della strategia organizzativa. Perché è dalla sua piena applicazione che - si spera - vedremo nei prossimi mesi e nei prossimi anni, uno sviluppo più omogeneo del lungo tratto di costa che caratterizza Corigliano-Rossano: 34 km in cui dentro c'è di tutto ma dove oggi mancano, per molti tratti, servizi, connessioni e mobilità.
Il primo elemento centrale è l’equilibrio tra attività economiche e fruizione pubblica. Una città Bandiera Blu non può limitarsi a qualificare gli stabilimenti balneari: deve garantire qualità anche nelle spiagge libere, con accessi ordinati, pulizia, servizi minimi, sicurezza, passerelle, docce, informazione e decoro. Il mare deve restare risorsa collettiva, non solo prodotto turistico. E in questo, il piano interviene introducendo nuovi elementi che vanno proprio a sostenere l'hospitality delle spiagge.
Schiavonea, in questo senso, è il banco di prova più significativo. Non è una spiaggia qualunque: è la marina storica, popolare e identitaria della città, con il porto, la pesca, la ristorazione, la movida, il turismo familiare e criticità urbane che richiedono governo, non improvvisazione. L’ingresso di Palmeto tra le località premiate rafforza il percorso, ma alza anche l’asticella della gestione quotidiana.
Sant’Angelo, invece, rappresenta un tratto già più riconoscibile della balneazione cittadina. Insieme, i due litorali raccontano una città che non ha un solo mare, ma più funzioni costiere da tenere dentro una stessa visione: turismo, servizi, qualità ambientale, accessibilità, economia balneare e tutela del paesaggio. Qui però bisognerà intervenire presto perché il tratto rossanese insignito dal vessillo blu, difetta ancora di tantissimi servizi non direttamente connessi alla sostenibilità ambientale ma che, sensa dubbio, servono a sostenere la fruizione di quell'area. A Sant'Angelo, ad esempio, manca un servizio ATM per il prelievo di contanti; manca un servizio di erogazione di prodotti da Monopolio; ma soprattutto mancano quasi del tutto i servizi commerciali di prima necessità (alimentari, farmacie/parafarmacie, etc.) anche solo stagionali. Ci sono solo bar, pizzerie e ristoranti. Troppo poco per una meta che vuole esplorare la destinazione turistica.
Ecco, il Piano Spiaggia serve proprio a questo: evitare che ogni pezzo di costa proceda per conto proprio. La pianificazione può definire dove collocare servizi, come ordinare le concessioni, quali spazi preservare, come rendere più accessibili le spiagge, come rafforzare la sicurezza e come accompagnare lo sviluppo economico senza consumare il valore pubblico del litorale.
C’è poi il tema ambientale. In un territorio - come ricordava il Sindaco Stasi - attraversato da canali, foci e aste idriche, la qualità del mare non dipende soltanto dall’arenile. Servono monitoraggio, manutenzione, prevenzione e attenzione costante ai punti più fragili.
Il valore del Piano, quindi, sta nella possibilità di trasformare la stagione balneare in una strategia urbana. Mare significa lavoro, turismo, accoglienza, ma anche diritti, accessibilità, servizi pubblici e qualità della vita. È qui che Corigliano-Rossano può consolidare il salto compiuto negli ultimi anni.