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Renzo: «La scuola che promuove tutti non educa nessuno»

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CORIGLIANO-ROSSANO - Quando una scuola rinuncia a valutare, a selezionare, a correggere, smette di essere un’istituzione educativa e diventa un semplice luogo di passaggio. Non è inclusione: è abdicazione. E quando abdica la scuola, a pagare non sono gli insegnanti né i dirigenti, ma i bambini e, domani, l’intera società.

È da questa frattura profonda che prende forma la riflessione della pedagogista Teresa Pia Renzo, che torna a interrogare il sistema scolastico italiano su uno dei suoi nervi più scoperti: la perdita del ruolo istituzionale della scuola come luogo di formazione reale, competente e responsabile.

Dislessia, disgrafia, discalculia, dislalia: sigle che negli ultimi anni hanno invaso il lessico scolastico e familiare. Fenomeni reali, complessi, che esistono e vanno riconosciuti, ma che troppo spesso diventano una scorciatoia interpretativa. Non tutte le difficoltà sono patologie. 

«Molte - precisa- sono il risultato di lacune non intercettate, di metodologie inefficaci, di una didattica che procede senza fermarsi davvero a comprendere chi resta indietro. La scuola, oggi, troppo spesso registra il problema senza affrontarlo. Segnala, archivia, rimanda. Un bambino in difficoltà – sottolinea la pedagogista – va accompagnato, allenato, sostenuto. Non etichettato al primo inciampo. Il ricorso precoce e automatico al sostegno, senza un reale tentativo di recupero educativo, finisce per trasformare un bisogno temporaneo in una dipendenza strutturale».

L’empatia è fondamentale, ma non basta. Insegnare significa assumersi responsabilità etiche, civili e professionali. «Gestire una classe - aggiunge - non è un atto spontaneo né una vocazione romantica: è competenza. Quando un docente non è in grado di governare i comportamenti, di leggere le difficoltà, di costruire percorsi educativi efficaci, il problema non è il bambino. È il sistema che ha abbassato l’asticella».

Il danno più grave, secondo Renzo, si produce quando la scuola smette di essere meritocratica. Promuovere chi non ha acquisito le competenze non elimina le disuguaglianze: le amplifica.  

«La vera discriminazione - dice -  nasce quando chi studia, si impegna e cresce viene equiparato a chi non ha raggiunto gli obiettivi, spesso per ragioni che nulla hanno a che fare con l’apprendimento, ma con il contesto sociale o relazionale. La progressiva invasione del campo educativo da parte delle famiglie ha eroso l’autonomia della scuola. Quando il consenso genitoriale diventa condizione per valutare, bocciare o intervenire, l’istituzione perde forza. Ognuno deve stare nel proprio ruolo – afferma senza mezzi termini la professionista che da oltre 20 anni è punto di riferimento per la crescita della prima infanzia – con la famiglia accompagna e la scuola che educa».

Il problema non è solo normativo, ma strutturale. La scuola ha bisogno di selezione, formazione rigorosa, competenze verificate, soprattutto nel sostegno. Affidare bambini fragili a figure non adeguatamente preparate significa condannarli a un fallimento silenzioso.

Allenare, esercitare, ripetere non sono pratiche punitive: sono strumenti educativi. «La pedagogia non è solo accoglienza, è anche metodo, disciplina, costanza. Molte difficoltà migliorano con il lavoro mirato. Solo dopo, se necessario, si interviene sul piano clinico. Oggi purtroppo - questa la conclusione di Teresa Pia Renzo - abbiamo una scuola che non valuta, non corregge, non responsabilizza non prepara cittadini liberi, ma individui fragili. Il recupero della funzione istituzionale della scuola, quindi, non è una battaglia ideologica, ma una necessità civile. Perché è lì che si costruisce – o si perde – la possibilità di una società più giusta, competente e consapevole».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.