33 minuti fa:Poste Italiane, con l’app “P” in provincia di Cosenza oltre 250 mila utenti attivi nel 2025
3 ore fa:Co-Ro, raccolta straordinaria di sangue il 22 marzo all’ospedale Giannettasio: appello ai donatori
3 ore fa:Nella Piana di Sibari nasce una nuova area umida: al via il progetto di ripristino ambientale
3 minuti fa:Triplice fischio: tutto sul calcio da Corigliano-Rossano a dalla Sibaritide
2 ore fa:Laghi di Sibari, dopo l'esondazione del Crati è l'ora dei riconoscimenti
4 ore fa:Pietrapaola supera il 75% di raccolta differenziata: oltre 407mila kg di rifiuti recuperati nel 2025
1 ora fa:Le guide ufficiali del Pollino tracciano la rotta per il 2026: assemblea dei soci e nuovi progetti per il Parco
1 ora fa:Ex caserma dei vigili del fuoco abbandonata: ancora atti vandalici. Si temono occupazioni abusive
4 ore fa:Festa di San Giuseppe a Corigliano-Rossano 2026: tradizione, fede e convivialità in un giorno speciale
2 ore fa:PNRR e Comune unico: Corigliano-Rossano guida il territorio o resta sola?

Abbattuto il primo diaframma della Galleria Trebisacce: la SS106 accelera verso il futuro

2 minuti di lettura

TREBISACCE - C’è un’energia nuova nel cantiere della SS106, un’energia che vibra sotto i martelli, tra le rocce e sull’asfalto appena steso. Il Terzo Megalotto, ormai lo diciamo e viviamo da mesi, non è più solo una promessa: è una realtà di progresso che sta rivoluzionando l'Alto Jonio calabrese. La sorpresa è dietro l’angolo: si parla seriamente di fine anno come possibile data per l’apertura dei primi diciotto chilometri, proprio dall’innesto con la SS534 verso nord, il tratto che domani sarà la spina dorsale di collegamento con la nuova Sibari-Corigliano-Rossano, ora prossima alla fase esecutiva (leggi qui aggiornamenti).

In questi giorni, infato, è caduto il primo dei quattro diaframmi che chiudevano le canne della Galleria Trebisacce. È stato aperto il diaframma della carreggiata nord lato sud, un pezzo di montagna che si spacca per far passare la strada del futuro. E a farlo non sono state maestranze qualunque, ma i minatori calabresi di Acri, della frazione Serricelle, uomini temprati dalla roccia e dall’orgoglio di costruire nella propria terra un’opera che resterà nella storia.

Nel progetto (guarda qui il recente reportage fatto sui cantieri), la Galleria Trebisacce è lunga circa 3,3 chilometri, a doppia canna per senso di marcia, e rappresenta uno dei punti più delicati e spettacolari dell’intera opera. I restanti diaframmi — due fra le canne di imbocco sud e centro, e altri verso nord — sono attesi per crollare entro il primo trimestre del 2026, completando così la continuità interna della galleria. Una volta aperto sui 4 lati il tunnel la strada si potrà dire essere completata al 90%.

Ma prima ancora di parlare di asfalto e viadotti, va sottolineato il grande lavoro che ogni giorno si consuma dentro e attorno ai cantieri. Le maestranze impegnate, le aziende appaltatrici e il contraente generale Webuild, con l’amministratore unico del ramo SS106, Salvatore Lieto, sono i protagonisti silenziosi di questa rivoluzione infrastrutturale. Tutto avviene sotto il coordinamento costante di Anas, oggi guidata da Luigi Mupo che ha preso il testimone di Francesco Caporaso,  attuale Commissario straordinario per l'ammodernamento della Statale 106 a Sud di Sibari, che stanno imprimendo ordine e velocità a un’opera complessa e strategica. Non va dimenticato, inoltre, l’impegno profuso nei mesi e negli anni da Silvio Canalella, già responsabile nuove opere che ha lasciato un segno importante prima di passare al comparto Sicilia. Sono loro i veri artefici di un progresso che oggi si traduce in chilometri di strada nuova.

Ma non è tutto. Mentre la montagna cede e il cemento prende forma, su terreni più facili scorrono già i primi diciotto chilometri di asfalto, dal chilometro zero fino al km diciotto: un nastro nero che taglia la Piana di Sibari, tracciando la via veloce verso il mare, verso i paesi, verso il mare aperto. E in parallelo, è partito anche il varo del viadotto Forno, altra opera gravosa, insieme all'imponente e straordiario Viadotto Avena, simbolo di questa nuova strada. 

Il Terzo Megalotto — che si svilupperà per 38 km totali, da Sibari a Roseto Capo Spulico — non è soltanto un’opera d’ingegneria, ma una storia che cambierà la vita quotidiana della Calabria del nord-est.

Sarà la via con cui il traffico eviterà i centri abitati, sarà la luce che illumina i tempi morti dei viaggi, la sicurezza per chi viaggia la sera, la speranza per chi ripone nella mobilità la possibilità di sviluppo.

Se davvero entro fine anno verranno messi in funzione quei diciotto chilometri, significherà che il Terzo Megalotto non è più solo costrutto futuro. Sarà la prima “galleria” aperta verso quel che sarà, il primo tratto concreto di una Calabria ‒ dell’Alto Jonio ‒ che non vuole più restare dietro, che vuole affacciarsi sul futuro con una strada che tenga il passo con il Pianeta, con il turismo, con la dignità.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.