4 ore fa:Appalto manutenzione luce a Co-Ro, "Schierarsi" denuncia l'occultamento degli atti pubblici
3 ore fa:Bandi ricettività, il Majorana propone di estendere la platea dei beneficiari alle imprese agricole
1 ora fa:Il fascino e il mistero delle Połëcënellë Bielle e Brutte
3 ore fa:Ammissione anticipata, l'Unical mette a bando oltre 4000 posti
4 ore fa:L'Autorità portuale dei mari Tirreno meridionale e Jonio punta su sviluppo tecnologico, tecnico-scientifico, ricerca e formazione
1 ora fa:Sostenibilità ambientale, nelle scuole di Villapiana arriva il Conto Termico
5 ore fa:Carnevale di Castrovillari, pronti per l'incoronazione del Re Burlone
2 ore fa:Abusivismo edilizio a Co-Ro, violati i sigilli in un cantiere sequestrato
6 minuti fa:Torna con la 29esima edizione il Gran Carnevale Cropalatese
36 minuti fa:Centosessantaquattro giorni senza un treno: da Sibari a Cariati lavori ancora fermi al palo

Centosessantaquattro giorni senza un treno: da Sibari a Cariati lavori ancora fermi al palo

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – La ferrovia jonica, da Sibari in giù, è chiusa ormai da 5 mesi, una settimana e tre giorni. Centosessantaquattro giorni nei quali nel tratto compreso tra la stazione della Piana e Cariati, ultimo avamposto del nord-est, non è stato mosso un chiodo. Nulla. Qui di lavori non se ne vedono e, ovviamente, non si vedono più nemmeno treni.

Lo stop al traffico ferroviario è partito il 16 settembre 2024 e da allora lungo la tratta jonica Sibari-Crotone-Catanzaro si sarebbero dovuti completare i lavori di upgrade tecnologico per installare la nuova tecnologia ERTMS, necessaria per la guida strumentale dei treni. Opere che si sarebbero dovute concludere, secondo il cronoprogramma di RFI, entro il 19 gennaio scorso. Poi una proroga, addirittura al 14 giugno prossimo per quanto riguarda la tratta Sibari-Crotone, subentrata con la scusa di dover completare i lavori dell'elettrificazione. Sta di fatto che alle latitudini sibarite, di operai e mezzi a lavoro non se ne sono visti da settembre a gennaio e, ancora oggi, nonostante siano già trascorsi un mese e sette giorni dalla comunicazione del nuovo cronoprogramma, sulla linea ferrata nord orientale non si è mosso nemmeno un chiodo.

E intanto i calabresi continuano a pagare i treni d'oro

Niente treni, niente pendolari. È ovvio. Però, nonostante tutto, Trenitalia continua ad incassare dalla Regione Calabria – anche in questo lunghissimo periodo di fermo delle corse – quei famosi 14 euro a km, come quota di servizio, anche se quei km realmente non vengono percorsi (ne abbiamo parlato qui). O meglio, vengono percorsi ma dagli autobus sostitutivi che ormai non prende più nessuno perché sono uno stillicidio e che, a loro volta, vengono retribuiti (da Trenitalia) al tariffario delle corse extraurbane (poco più di 2,5 euro a km).

Allora, abbiamo posto una questione a qualche addetto ai lavori, chiedendo se non fosse utile suddividere i lavori in lotti più circoscritti (ad esempio Sibari-Cariati, Cariati-Crotone e Crotone-Catanzaro) e consentire che gli interventi non creassero immensi disagi. Questo, ad esempio, avrebbe permesso ai cittadini del basso Jonio cosentino di poter continuare a prendere il treno in coincidenza con il Frecciarossa Sibari-Bolzano o quantomeno di muoversi lungo la direttrice ferrata negli spostamenti brevi (che sulla SS106 diventano un'enternità) su Corigliano-Rossano. A questa ipotesi ci è stato risposto – in via del tutto informale e non ufficiale – che movimentare i treni lungo tratte brevi, con capolinea a Sibari e Cariati, ad esempio, avrebbe comportato un ulteriore intervento, dal momento che nessuna di queste due stazioni è fornita del servizio di rifornimento gasolio per i treni. E quindi amen. Eppure quei 14 euro a km li continuiamo a pagare (a vuoto) noi cittadini. E con questi soldi, chissà quante autocisterne di carburante si sarebbero potute inviare a Sibari (o Cariati) per rifornire i treni! Ma questo – ovviamente – appartiene alla retorica dei misteri calabresi.

La vera preoccupazione è che, considerati i tempi che stanno occorrendo per “ammodernare” (ma come sempre ricordiamo sarebbe opportuno utilizzare la terminologia “adeguare agli standard europei”) la tratta tra Crotone e Sibari, probabilmente non si riuscirà ad aprire la ferrovia nemmeno a giugno. O, comunque, se verrà aperta certamente avrà bisogno di ulteriori interventi, forse nel prossimo inverno.

Ad oggi, a più di 5 mesi dall’inizio delle attività, infatti, pare che la tabella lavori in progress sia arrivata fino a Cirò Marina (30 km da Crotone). Di mesi, all’alba, ne mancano “soltanto” quattro e di km da coprire, da Cirò a Sibari, ce ne sono altri 50! È vero che alcuni interventi che si stanno compiendo nella provincia di Crotone sono radicali e prevedono l’ammodernamento di alcune stazioni che, invece, in provincia di Cosenza sono già state ammodernate, ma la lentezza e soprattutto la non omogeneità dei lavori, sicuramente non lasciano ben sperare.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.