1 ora fa:Giafer il Calabrese, lo schiavo di Amendolara diventato ammiraglio dell’Impero Ottomano
3 ore fa:Contrada Fossa, le associazioni chiedono un incontro al Comune: sul tavolo decoro, sicurezza e servizi
1 ora fa:Disordini allo Stefano Rizzo di Co-Ro: emanati due Daspo per un tifoso e un calciatore
4 ore fa:A Cariati grande successo per i Laboratori di Primavera
2 ore fa:Liceo San Nilo, l'affondo di Stasi: «Il trasferimento dell'Artistico è stata una follia» | VIDEO
16 ore fa:Corigliano-Rossano, riuso beni confiscati: sbloccati i progetti di Iacina e Cannata
20 minuti fa:Spezzano Albanese, grande partecipazione alla Giostra all’Agnello 2026: vince il Rione Carmine
1 ora fa:Elettrificazione Sibari-Crotone, Sapia (Cisl): «Annunci rassicuranti ma servizi al palo»
2 ore fa:Calabria, strage silenziosa nei cantieri: «26 morti sul lavoro in un anno, non è fatalità»
17 ore fa:Beni confiscati alla mafia, oltre 4 milioni nel cosentino per progetti anche a Corigliano-Rossano, Cariati e Cassano

Patenti sospese, l'ira di chi è stato sanzionato: «Le pene dovrebbero essere commisurate ai diritti»

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – La valanga di multe, contravvenzioni e sospensioni di patenti di guida che in questi giorni si stanno registrando lungo la Statale 106, per effetto del nuovo codice della strada, non ha lasciato indifferente i trasgressori. Che oggi vengono allo scoperto e, nonostante facciano mea culpa e atto di pentimento per le infrazioni fatte e per le quali sono piombate puntuali le relative ammende, pongono oggi una questione del tutto sociale e, forse, anche costituzionale.

Se è vero che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge» - recita l’Art.3 della Costituzione Italiana – è necessario capire dove arrivano i diritti e dove i doveri. A sollevare il dubbio è il collega giornalista freelance Francesco Pacienza; anche lui tra quelli che negli ultimi giorni sono finiti nella giusta mannaia delle sanzioni lungo la Statale 106 e, quindi, con la patente sospesa. Per quanto tempo? «Ancora non lo so. Perché noi «ignavi» e “peccatori” «attendiamo di ricevere la comunicazione da parte della Prefettura a cui fa capo l'obbligo discrezionale di quantificare i giorni di sospensione in un termine che va dai 15 giorni ai due mesi».

E qui, allora, emerge il principio di equità della pena. «Perché, se in una città o in un grande centro urbano il disagio di avere la patente sospesa è abbastanza contenuto per la presenza e diffusione di servizi di mezzi pubblici che possano supplire alle esigenza di mobilità, tutt'altro è il risultato per chi vive in un piccolo centro dell'entroterra e che svolge un lavoro in cui esistono turni: un infermiere, per esempio».

Come fa un lavoratore fuori sede a recarsi al lavoro in orari non coincidenti con i servizi di pubblico trasporto a cui può accedere o, ancora peggio, se vive in aree non servite dalla mobilità pubblica?

«Che esista un problema – sottolinea Pacienza - nessuno lo nega, è sotto gli occhi di tutti: lo smartphone per molti è diventato un'appendice fisica oltre che mentale. Ma siamo sicuri che la soluzione sia solo ed esclusivamente nella cruenta repressione di cui hanno ricevuto ordini gli agenti della Stradale? D'altronde anche fumare una sigaretta o mangiare un panino è vietato dal Codice della Strada, così come guidare con il braccio fuori o penzoloni dal finestrino ma sono stati poco perseguiti diventando, così, una pessima abitudine. Eppure anche questi comportamenti sono da considerare pericolosi per la circolazione stradale e l'incolumità degli altri automobilisti al pari del parlare con lo smartphone: tutti sono comportamenti che conducono alla possibile distrazione così alla impossibilità di agire velocemente in caso di emergenza o di azionare i segnalatori di direzione».

Nel nuovo Codice della Strada la discrezionalità della pena è dei Prefetti circa la durata della sospensione della patente, ma non è chiaro come il Prefetto comunichi tale decisione e attraverso quali mezzi: «Raccomandata, comunicazione tramite le stazioni dei Carabinieri o altro modo?» Nessuno lo sa. Una spada di Damocle che pende sulla testa del malcapitato trasgressore che non può in alcun modo programmare e gestire tale situazione.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.