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Influenza stagionale nella norma: «Sugli ospedali di Corigliano-Rossano non c'è particolare pressione»

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CORIGLIANO-ROSSANO - L’influenza stagionale fa registrare ogni anno nei mesi invernali – soprattutto tra dicembre e gennaio - picchi di casi di contagio che vengono costantemente monitorati e tenuti sotto osservazione. Le epidemie virali che si abbattono ogni anno in questo periodo, e di cui sono responsabili i virus A e B, vanno considerate in relazione al contesto temporale e alle dinamiche specifiche di ciascuna stagione e, al momento, risulta quindi prematuro pensare di trarre conclusioni rispetto alla sua intensità epidemiologica.

Ma se il resto del Paese e della Regione fa i conti con un aumento massiccio degli ingressi in ospedale, riportando l’eccezionalità dei numeri e l’aggressività dei sintomi con in quali i virus si manifestano, il nostro territorio, e nello specifico gli ospedali spoke di Corigliano e Rossano, sembrano non subire l’ondata di contagio che in queste settimane ha colpito molti italiani.

A confermarcelo è la Direttrice generale degli ospedali spoke cittadini, la dottoressa Maria Pompea Bernardi, che rassicura: «La situazione nelle nostre strutture ospedaliere è sotto controllo. L’incidenza dei casi registrati quest’anno è del tutto sovrapponibile a quella degli altri anni pertanto né i reparti né i PS risultano in sofferenza a causa dell’influenza».

La stessa situazione si registra nel Reparto di Pediatria dello spoke di Corigliano in cui pare ci siano - anche qui - accessi contenuti.

La preoccupazione, naturalmente, è rivolta alla fascia adulta della popolazione. Secondo quanto dichiarato questa mattina a Gazzetta del Sud dal Direttore Sanitario dell'Asp bruzia, Martino Rizzo «nel territorio dell’Asp, i numeri della vaccinazione sono incoraggianti: l’antinfluenzale è stato somministrato al 60% della quota target degli over 65». Ma la copertura può crescere ulteriormente: «C’è ancora tempo per vaccinarsi. È possibile farlo pure adesso, ad epidemia in corso, anche perché il picco vero e proprio non è stato ancora raggiunto».

Storia diversa, invece, per il resto dell'Azienda sanitaria di Cosenza: «Il virus che sta circolando - ha dichiarato ancora Rizzo - è particolarmente aggressivo e porta febbre alta che non si attenua neanche con i comuni antipiretici e una ipertermia persistente che preoccupa, soprattutto, nei bambini e negli anziani. I più piccoli hanno problemi, forse, perché non hanno grande resistenza. Tra i pazienti più adulti, invece, la complicanza che preoccupa è quella legata alle difficoltà respiratorie che s’incrocia con la presenza di comorbilità. Ma per fortuna, sono poche le segnalazioni di pazienti con problemi seri. Ma, nella maggior parte dei casi, i pazienti che ricorro ai PS vengono sottoposti a trattamento per la sintomatologia e rimandati a casa, evitando l’ospedalizzazione. Restano in corsia, ovviamente, solo quelli che presentano sintomatologie gravi che interessano i polmoni».

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.