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Le ciminiere Enel saranno presto demolite: ora abbiamo anche la data. Ecco quando

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CORIGLIANO-ROSSANO – Ci sono almeno tre generazioni di giovani universitari e lavoratori emigrati della Calabria del nord-est per le quali le ciminiere dell’Enel hanno rappresentato e continuano a rappresentare il punto da dove "vedere casa" anche da grandissime distanze. Un pezzo di cuore, insomma, e di identità. Quelle due torri, alte poco più di 200 metri l’una, dal 1977 e fino ai primi anni del 2000 hanno sparato in cielo milioni, forse trilioni, di metricubi di monossido di carbonio prodotto dalle quattro turbine a olio combustibile della centrale termoelettrica di contrada Cutura, a Corigliano-Rossano. Per tutti, però, per oltre 50 anni, hanno rappresentato un pezzo del paesaggio visibili a partire dal valico di Campotenese (sull'autostrada del Mediterraneo), dalle alture della Sila e persino dalla piana del Metapontino, sulle spiagge di Policoro: imponenti di giorno con la loro silhouette slanciata sulle acque dello Jonio e romantiche di notte, con le decine di lucine rosse di segnalazione aerea ad adornarla tutta attorno. Tra poco, fra qualche mese, quei due colossi di cemento armato che sorgono a metà della costa di Corigliano-Rossano, non ci saranno più. E tutti quelli, cresciuti con la presenza, per alcuni paterna per altri dispotica, di quelle due torri, dovranno abituarsi a non vederle mai più.

Enel, infatti, nell’ambito della strategia volta alla sostenibilità ambientale in un’ottica di economia circolare e venendo incontro ad una specifica richiesta dell’Amministrazione Comunale di Corigliano-Rossano che ha chiesto la bonifica dell’area partendo proprio da un’azione simbolica come la demolizione delle ciminiere, ha pianificato il lavoro da fare.

In realtà, la bonifica e lo smantellamento del polo industriale Enel di contrada Cutura è già in fase inoltrata, essendo i lavori iniziati oltre un quinquennio fa con la dismissione delle turbine della centrale dell’olio pesante, e lo smantellamento delle caldaie e delle aree tecniche. Nei mesi scorsi, poi, è iniziata anche l’attività di “ridimensionamento” dell’attigua centrale turbogas (realizzata negli anni ’90) con la demolizione del blocco canne, alto circa 120 metri, avvenuta nel 2023, i cui la vori sono stati effettuati avvalendosi di una gru alta 130 metri che ha via via posato a terra porzioni di condotti che componevano la ciminiera.

E adesso toccherà alle due storiche ciminiere in cemento armato, la cui demolizione – come spiegato dalla stessa Enel - richiede tecniche e tecnologie particolari, per le quali è previsto l’utilizzo di una piattaforma esterna alle due torri che permetterà di demolire l’opera dall’alto verso il basso, depositando i pezzi di calcestruzzo direttamente all’interno della canna del camino e scendendo via via verso il basso.

Enel ha già aperto questo nuovo cantiere che è in fase di predisposizione delle opere provvisionali e preparatorie. Il montaggio della piattaforma esterna sulla prima delle due ciminiere avverrà entro agosto 2024. È probabile che la prima delle due a “cadere” (o forse sarebbe più corretto parlare di una implosione lenta e controllata) sarà quella lato est.

Il progetto definito da Enel prevede, ove possibile, il riutilizzo in sito del calcestruzzo di risulta, mentre il materiale ferroso sarà recuperato nella filiera dell’acciaio; entrambe queste azioni previste danno sostanza alla strategia Enel volta alla sostenibilità ambientale in un’ottica di economia circolare.

Per queste attività, come già fatto in precedenza, si prevede di avvalersi delle competenze via via maturate dalle maestranze del territorio, anche attraverso specifici attività formative organizzate da Enel. Per la demolizione delle ciminiere, insomma, si stima un ricorso a manodopera locale, da affiancare alle altre risorse del territorio coinvolte nelle attività di decommissioning tuttora in corso e previste nel prossimo futuro.

Il Piano di demolizione

Come dicevamo, è in corso di svolgimento un importante programma di demolizione dell’impianto per le parti non funzionali all’esercizio delle unità turbogas, che ha già visto completare la demolizione delle 4 caldaie dei gruppi ad olio combustibile, incluse le relative retrocaldaie e linee fumi, e le scoibentazioni degli impianti di Sala macchine. Sono concluse le demolizioni del parco combustibili, costituito da 6 serbatoi da 50.000 mc ciascuno, utilizzati in passato per la alimentazione dei gruppi termoelettrici oggi dismessi, oltre alle scoibentazioni e demolizioni di parte degli impianti Turbogas non più attivi, tra cui la ciminiera “quadricanne” della altezza di circa 120 metri. 

La demolizione delle due ciminiere dei gruppi Olio Combustibile, dell’altezza di circa 200 metri, Attività questa di grande impatto paesaggistico e a ridotto impiego di manodopera locale.

Nella pianificazione e svolgimento dei lavori di demolizione è tenuta in massima considerazione, oltre alla sicurezza, la massimizzazione dell’impiego di maestranze locali. A tale fine, oltre a prevedere clausole “premianti” in ambito di gara di appalto per il coinvolgimento di personale locale, sono programmati ed in corso specifici corsi di formazione per la professionalizzazione delle maestranze locali rispetto alla tipologia di lavorazioni che via via si vanno a prevedere in ambito di demolizione.

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.