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Giovani e politica, un connubio difficile ma non impossibile

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CORIGLIANO-ROSSANO – I dati sulla partecipazione politica giovanile restituiscono un quadro impietoso che affonda le sue radici nel disimpegno politico e nella mancanza di fiducia verso le istituzioni pubbliche. Tra le ragioni che spingono i giovani a sottrarsi al dibattito c’è sicuramente l’assenza di proposte e di coinvolgimento diretto ma anche un sentimento di inadeguatezza e una certa ritrosia nel discutere di grandi temi. Una resistenza che l’apparato politico ha cavalcato con una supponenza (ingiustificata!) e che ha allontanato anche i più appassionati e tenaci.

A ribaltare questa narrazione da un lato e a confermare alcune dinamiche tra giovani e politica dall'altro ci hanno pensato due ragazzi di Corigliano-Rossano, Angelo Salimbeni e Marco Paludi, ospiti ieri all’Eco in Diretta, il talk della nostra testata condotto dal direttore Marco Lefosse. (rivedi qui la puntata)

Tra le questioni più importanti - confermano i due giovani - c’è sicuramente la mancanza di luoghi di aggregazione che aprano al confronto e che formino politicamente le nuove generazioni. Ne è convinto Angelo Salimbeni che, a margine dell'intervento, ha aggiunto: «Se siamo distanti dalla politica, e se aumenta la disaffezione, è perché non ne parliamo abbastanza».

Il problema riguarda dunque gli spazi e i momenti di formazione politica: «Parlare di politica è diventato un tabù anche nei luoghi che dovrebbero formarci dal punto di vista valoriale: scuola e famiglia. Credo sia opportuno superare questa visione».

Una visione adultocentrica che si ripropone anche quando i ragazzi sono chiamati ad esprimere per la prima volta il proprio voto: «I giovani purtroppo – afferma Marco Paludi – non si informano abbastanza ma è necessario che votino con consapevolezza. Nessuno può dirci chi votare, né i genitori né altri. I temi che ci interessano sarebbero tanti e ascoltare le proposte può fare la differenza».

Scegliere con consapevolezza, infatti, significa guardare al futuro di questo territorio anche, e soprattutto, in relazione alle sfide che è chiamato ad affrontare. Una su tutte il contenimento della diaspora giovanile: «La nostra sfida generazionale – ha dichiarato Salimbeni - è proprio questa: spendere le competenze che abbiamo acquisito altrove nel territorio. Dobbiamo porci l’obiettivo di invertire la tendenza e di sradicare alcune idee, battendoci affinché i programmi prevedano una visione a lungo termine».

E sull’adesione ai programmi Paludi ha le idee chiare: «Dobbiamo scegliere persone sicure con obiettivi concreti. Dobbiamo smettere di avere paura della politica».

Poi un messaggio di speranza, anche rispetto alla possibilità di un ritorno alla partecipazione: «C’è un vento di cambiamento – ha osservato Salimbeni - ma dobbiamo essere bravi ad intercettarlo. Vedo sempre più giovani avvicinarsi alla politica qui a Corigliano-Rossano. Mi unisco all’appello di Marco e lo rivolgo a tutti i nostri coetanei: ragazzi, lo spazio che lasceremo se lo prenderanno loro. Fino ad ora lo spazio che si sono presi non ce l'hanno restituito. Siamo tutti fuori, esodati, e quando torniamo non abbiamo luoghi di co-working né biblioteche mentre ci allontaniamo dai nostri affetti più cari. Queste negazioni sono negazioni di diritti importanti e intorno a questi valori dobbiamo unirci. È una promessa che ci dobbiamo fare!»

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.