1 ora fa:Longobucco presenta la sua estate: dalle “Vinedde” al Palio dell’Assunta, eventi fino a settembre
2 ore fa:Morano Calabro celebra L'Editto di Purezza: storia, musica e sapori nel cuore del borgo
3 ore fa:Villapiana, “Danze all’Imbrunire” apre la XVI edizione del Fini Dance Festival
4 ore fa:Elezioni, Madeo rilancia le preferenze: «Basta nomi calati dall'alto, i cittadini tornino a scegliere»
1 ora fa:Terranova da Sibari, il Campionato Calabrese di Regolarità fa tappa in Piazza Vittorio Emanuele III
14 minuti fa:Nasce la Carta di Calabria: da Corigliano-Rossano il patto per il futuro dell’olivicoltura italiana
5 ore fa:Vaccarizzo Albanese, lavori alle Poste senza fine: «Dopo l’inverno al gelo, ora l’estate sotto il sole»
45 minuti fa:Alma…re 2026, Faro Capo Trionto si accende di cultura, inclusione e solidarietà
2 ore fa:Trebisacce, apre “La Locanda del Samaritano”: una mensa per chi vive situazioni di fragilità
3 ore fa:Corigliano-Rossano apre il cartellone esitivo: Dardust, Voltarelli, Siani e Ruffini nel CoRo Summer Fest 2026

Giovani e politica, un connubio difficile ma non impossibile

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – I dati sulla partecipazione politica giovanile restituiscono un quadro impietoso che affonda le sue radici nel disimpegno politico e nella mancanza di fiducia verso le istituzioni pubbliche. Tra le ragioni che spingono i giovani a sottrarsi al dibattito c’è sicuramente l’assenza di proposte e di coinvolgimento diretto ma anche un sentimento di inadeguatezza e una certa ritrosia nel discutere di grandi temi. Una resistenza che l’apparato politico ha cavalcato con una supponenza (ingiustificata!) e che ha allontanato anche i più appassionati e tenaci.

A ribaltare questa narrazione da un lato e a confermare alcune dinamiche tra giovani e politica dall'altro ci hanno pensato due ragazzi di Corigliano-Rossano, Angelo Salimbeni e Marco Paludi, ospiti ieri all’Eco in Diretta, il talk della nostra testata condotto dal direttore Marco Lefosse. (rivedi qui la puntata)

Tra le questioni più importanti - confermano i due giovani - c’è sicuramente la mancanza di luoghi di aggregazione che aprano al confronto e che formino politicamente le nuove generazioni. Ne è convinto Angelo Salimbeni che, a margine dell'intervento, ha aggiunto: «Se siamo distanti dalla politica, e se aumenta la disaffezione, è perché non ne parliamo abbastanza».

Il problema riguarda dunque gli spazi e i momenti di formazione politica: «Parlare di politica è diventato un tabù anche nei luoghi che dovrebbero formarci dal punto di vista valoriale: scuola e famiglia. Credo sia opportuno superare questa visione».

Una visione adultocentrica che si ripropone anche quando i ragazzi sono chiamati ad esprimere per la prima volta il proprio voto: «I giovani purtroppo – afferma Marco Paludi – non si informano abbastanza ma è necessario che votino con consapevolezza. Nessuno può dirci chi votare, né i genitori né altri. I temi che ci interessano sarebbero tanti e ascoltare le proposte può fare la differenza».

Scegliere con consapevolezza, infatti, significa guardare al futuro di questo territorio anche, e soprattutto, in relazione alle sfide che è chiamato ad affrontare. Una su tutte il contenimento della diaspora giovanile: «La nostra sfida generazionale – ha dichiarato Salimbeni - è proprio questa: spendere le competenze che abbiamo acquisito altrove nel territorio. Dobbiamo porci l’obiettivo di invertire la tendenza e di sradicare alcune idee, battendoci affinché i programmi prevedano una visione a lungo termine».

E sull’adesione ai programmi Paludi ha le idee chiare: «Dobbiamo scegliere persone sicure con obiettivi concreti. Dobbiamo smettere di avere paura della politica».

Poi un messaggio di speranza, anche rispetto alla possibilità di un ritorno alla partecipazione: «C’è un vento di cambiamento – ha osservato Salimbeni - ma dobbiamo essere bravi ad intercettarlo. Vedo sempre più giovani avvicinarsi alla politica qui a Corigliano-Rossano. Mi unisco all’appello di Marco e lo rivolgo a tutti i nostri coetanei: ragazzi, lo spazio che lasceremo se lo prenderanno loro. Fino ad ora lo spazio che si sono presi non ce l'hanno restituito. Siamo tutti fuori, esodati, e quando torniamo non abbiamo luoghi di co-working né biblioteche mentre ci allontaniamo dai nostri affetti più cari. Queste negazioni sono negazioni di diritti importanti e intorno a questi valori dobbiamo unirci. È una promessa che ci dobbiamo fare!»

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.