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Piazze belle e ruggenti, i grandi eventi e quel must che fa moda e tendenza. A che prezzo?

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CORIGLIANO-ROSSANO – I grandi eventi pubblici e gratuiti sono diventati un must dell’azione amministrativa dei comuni della Calabria del nord-est. Una nuova stagione di grandi concerti e manifestazioni di successo che hanno portato sul territorio, soprattutto in questi ultimi due anni, artisti importanti di clamore internazionale. Non si era mai visto prima. E, diciamolo francamente, non eravamo nemmeno abituati. Anzi, molti cittadini di questo territorio, spesso e sovente, si sobbarcano centinaia di chilometri per andare ad assistere ad un concerto, negli stadi e nei palazzetti di mezza Italia, a pagamento.

Flavio Stasi, seguendo Cosenza e le grandi città del sud, ha aperto la strada sul territorio. Non che i concerti di piazza alle nostre latitudini non siano mai stati organizzati. Anzi. È solo che si è iniziato a "ragionare in grande". Il capoluogo bruzio e gli altri capoluoghi della regione, in realtà, lo fanno da tempo, ma la “moda” di Corigliano-Rossano ha contagiato anche altri centri del territorio (demograficamente più piccoli della terza città della Calabria) che, soprattutto in questo ultimo anno, si sono dati da fare per portare nelle loro piazze, sempre “a gratis”, nomi altisonanti della musica e dello spettacolo. Un esempio su tutti è Cassano Jonio che proprio in occasione dell’ultimo Capodanno, ha creato la giusta concorrenza a Co-Ro e al “suo” concerto di Max Pezzali proponendo i Boomdabash, per una Calabria del nord-est che, alla fine, ha ballato tutta e per tutta la notte. Ma di esempi di piazza “gratuite” se ne potrebbero fare a iosa e non solo in occasione del capodanno.

Ma se le luci, le note e le strofe di questi artisti che suonano in loop da sempre nei nostri stereo e nelle nostre radio e che per molti sono la colonna sonora di un’intera vita, aprono il cassetto delle emozioni e le sfogliano tutte e per intero; al contrario, rimane il problema della sostenibilità. È giusto che di questa esigenza di emozionarsi debba farsi carico un Comune con le proprie disponibilità? Inevitabilmente sono scelte divisive ed è bene avere tutti gli elementi di conoscenza per valutare.

Avv. Luca Candiano

Per le possibili implicazioni sul piano amministrativo e contabile abbiamo posto queste domande all’avvocato Luca Candiano, esperto di procedure degli Enti locali.

Perché i Comuni oggi spendono cifre importanti per eventi? «In verità non tutti.  Paradossalmente le realtà meglio amministrate secondo parametri obiettivi, e quindi le più ricche, si mostrano morigerate ed oculate, rifiutando di spendere (come Milano) o contenendosi al minimo rispetto alla potenziale capacità finanziaria (come Trento, con solo 40.000 €).  Invece spendono a dismisura soprattutto le realtà del Mezzogiorno, che di norma hanno gravi problemi di vivibilità delle città. Uno schema che sembra riecheggiare il racconto di Esopo sulla cicala e la formica. Se questo è, chi spende di più probabilmente lo fa per la ricerca di un facile consenso nell’immediato, sulla spinta emotiva che deriva dall’evento popolare, che si traduce in populismo. Sono temi border line, che si collocano tra Politica ed Amministrazione, per come emerge dalle considerazioni della Corte dei Conti, organo tecnico e neutro,  nel suo orientamento espresso rispetto a spese dei Comuni come quelle di promozione dell’immagine e di rappresentanza che “…… potrebbero teoricamente rispondere al mero interesse personale dei lori amministratori pro tempore…..e in linea ipotetica essere tentati di indulgere nelle dette spese, speranzosi di accrescere il proprio personale prestigio e carpire un rinnovato favore dei liberi elettori”. Tradotto nella prassi significa che ci vuole competenza ed equilibrio».

In che senso? «La competenza riguarda la capacità di organizzare un evento in grado di produrre effetti benefici per settori vitali, come per esempio il Turismo: deve esserci un rapporto tra la spesa che si sostiene ed il ritorno economico per la Comunità locale, che sia evidente e misurabile. Occorre programmare con netto anticipo e scegliere periodi favorevoli in relazione all’offerta turistica variegata e tipica del posto. Il Concerto di Capodanno deve essere un’occasione in più in un contesto di turismo invernale bianco, o di quello nelle Città d’arte. Altrimenti produce al massimo qualche consumazione in più nei punti di ristoro e l’occupazione di qualche posto letto per una notte nelle strutture ricettive, come verificabile dall’incasso della tassa di soggiorno».

E l’equilibrio in cosa consiste? «Nel calibrare la spesa in relazione alla capacità di bilancio ed alle esigenze della Comunità. Chi Governa ha la responsabilità della scelta delle priorità, il cittadino ha il diritto di essere informato delle dinamiche sottese a quella scelta per poter giudicare: deve sapere che  500mila Euro possono essere spesi in una notte  per un concerto, oppure destinati  all’assunzione stabile di 15 impiegati di medio livello; o per prestare assistenza continuata ad almeno cento  famiglie in stato di estremo  bisogno o garantire le spese di funzionamento di un Consultorio per un anno intero; o a migliorare il decoro della città,  ed altro ancora».

Ma si è detto che le ingenti somme che i Comuni spendono per eventi, come il  concerto di fine anno,  sono vincolate allo scopo e che,  se non utilizzate,  si “perderebbero”? «Detta così è una bufala.  Di volta in volta occorre leggere i provvedimenti di impegno e pagamento delle spese, per verificare se si tratta di fondi propri del Bilancio dell’Ente, destinati allo scopo per scelte e responsabilità dell’Amministrazione. Poi se c’è qualche contributo esterno, ovviamente è tracciabile».

Nel territorio della Sibaritide-Pollino come stanno le cose? «Da quel che è stato possibile verificare con gli ordinari strumenti della trasparenza, nel 2023 per spese di tale tipo ed assimilabili, variamente denominate, sono stati pagati diversi milioni di euro; il poco, il giusto o il troppo va valutato in relazione alle risorse complessive disponibili per ogni Comune ed a come funzionano i veri servizi pubblici essenziali che gli stessi Comune sono tenuti ad erogare e che dovrebbero avere priorità: asili nido, scuole, servizi sociali, igiene urbana, servizio idrico, ecc.».

Il fatto è che il cittadino che assiste gratis ad un concerto importante, torna a casa soddisfatto e non si pone questi interrogativi. «Questo è un problema e nello stesso tempo è un inganno, perché il concerto pagato dal Comune non è mai gratis, e la modalità rischia di generare delle distorsioni. Innanzi tutto non è gratis perché esso è a carico di tutti cittadini contribuenti, esclusi solo gli evasori. È illusoria anche la finalità egualitaria perché del concerto fruiscono gli indigenti al pari dei benestanti, che sono in condizioni di pagarselo di tasca propria. Ed ancora, il cittadino che non va al concerto, perché non può o non vuole, paga anche per quello che invece vi partecipa. Insomma, il risultato è che nell’euforia del momento si riunisce la folla, ma si frammenta la Comunità. Ricordando sempre che quando il prodotto è gratis, vuol dire che il prodotto sei tu, cioè che vieni comprato».

Un’ultima cosa. Queste attività che procedimento amministrativo seguono? «La spesa di somme consistenti con tali finalità pone seri problemi di “trasparenza”. Il fatto, per esempio, è che si richiede la prestazione di quel cantante e non di altri; cioè è unica ed ha natura di opera artistica. Con la conseguenza di eludere la gara e ricorrere alla trattativa diretta anche oltre i limiti di spesa imposti per legge. C’è allora la questione di come si fa a stabilire il giusto prezzo della prestazione, in assenza di riferimenti certi, al di là di improbabili borsini. L’impresario artistico privato non ha problemi, perché concorda il cachet con l’artista in relazione al prezzo che fisserà per il biglietto con la previsione di ottenere un incasso, che gli possa garantire il giusto profitto. Perciò è un’anomalia che il Comune, l’Ente pubblico, entri in tale mercato. Esso per ottenere il miglior prezzo “possibile” può solo tentare di operare secondo “buone pratiche”. Ad esempio “prenotare” l’artista prescelto con notevole anticipo (qualche mese prima) e bloccare il prezzo, limitando il potere contrattuale del suo Agente. E poi, usare l’accortezza di acquisire notizie sul compenso percepito dal cantante in altre ravvicinate e/o omogenee circostanze, fare insomma un minimo di indagine di mercato».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.