11 ore fa:Les jeux sont faits, chiuse le urne e c'è già una notizia: più gente al voto
10 ore fa: Period Poverty e dignità mestruale: dall’Alto Ionio una mobilitazione per i diritti e l’inclusione
12 ore fa:“Oltre”, moda e inclusione nel carcere di Castrovillari nel nome di Jole Santelli
9 ore fa:Taekwondo Draghi Rossano, otto medaglie al torneo regionale dei più piccoli
8 ore fa:Comunali, Rimoli regna e Chiarello cade. Castrovillari verso il ballottaggio
9 ore fa:“Chiara e Francesco”, amore e libertà sul palco: il musical torna il 12 giugno a Corigliano
13 ore fa:Il Parco Nazionale della Sila ospita il secondo meeting del progetto Natures
10 ore fa:Morano Calabro pronta ad ospitare la 21^ Festa della Bandiera il 29 e 30 maggio
13 ore fa:Successo per i Campionati Junior di Matematica all’I.C. 2 Rossano
8 ore fa:Turismo sportivo, Tavernise apre il confronto: «I tornei facciano vivere la città, non solo gli impianti»

27 Gennaio, Ricordare non basta

1 minuti di lettura

Il 27 gennaio il mondo intero ricorda e commemora tutte le vittime della Shoah e delle leggi razziali. Una giornata per non dimenticare e per non ripetere mai più quanto accaduto all’umanità.

La “pulizia etnica” perpetrata e messa in atto dal regime nazista, nella persona di Adolf Hitler, e dai suoi alleati, durante la Seconda Guerra Mondiale, che coinvolse: ebrei, circa 6milioni, persone con disabilità, omosessuali, zingari, civili polacchi, civili sovietici e prigionieri di guerra sovietici, civili serbi, testimoni di genoa e nemici al regime nazista, tra i deportati ci furono anche italiani. Tutto questo per portare avanti la “folle” teoria, “partorita” da una mente ignorante, della supremazia della razza ariana

La Giornata della Memoria fu istituita durante la 42° sezione plenaria dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1° novembre 2005 con la Risoluzione 60/7, e la data del 27 gennaio non è stata scelta a caso. Fu proprio il 27 gennaio del 1945 che le truppe sovietiche dell’Armata Rossa varcarono, spalancandolo al mondo, il cancello con la scritta “Arbeit macht frei”, ovvero “il lavoro rende liberi”, del più grande campo di morte e di concentramento, quello di Auschwitz in Polonia.

Ma da questa pagina buia della storia, tanto celebrata con parole, eventi e fatti, la coscienza Umana non ha imparato nulla. «Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l’infezione serpeggia» (Primo Levi), dal momento che ancora oggi assistiamo ad atti di genocidio come quello del popolo palestinese o a crimini di guerra come quelli in Ucraina.

Luigia Marra
Autore: Luigia Marra

Mi sono diplomata al Liceo Classico San Nilo di Rossano, conseguo la laurea in Lettere e Beni Culturali e successivamente la magistrale in Filologia Moderna presso Università della Calabria. Amo ascoltare ed osservare attentamente la realtà di tutti i giorni. Molto caotica e confusionaria, ma ricca di storie, avvenimenti e notizie che meritano di essere raccontate.