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Concessioni balneari, non è ancora tutto scritto: c'è il rischio che salti il banco

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CORIGLIANO-ROSSANO – Sulla vicenda delle concessioni balneari, di cui tanto si sta discutendo in questi mesi, sembra non sia stata ancora scritta la parola fine. Anzi, il braccio di ferro tra Europa ed i Paesi dell’unione, innescato con la famigerata legge Bolkestein, sembra avere tutt’altro che un termine d’arrivo. Infatti, la questione si gioca, anche in questo, in punta di diritto e spesso – come è noto – inciampare anche su un “codicillo”, nascosto o non ben compreso, rischia di far saltare il banco.

Coscienti di questo e consci anche del fatto che, spesso, serve per tutti quel processo di consapevolezza volto ad avere contezza di quanto accade intorno a noi abbiamo chiesto un supporto in chi nelle carte, nelle leggi, nei codici e nelle procedure della pubblica amministrazione ci gravita per mestiere.

E dal momento che le concessioni balneari, soprattutto alle nostre latitudini, rimangono un motore importante dell’economia turistica abbiamo voluto saperne di più per informarci ed informare e – se possibile – per essere utili all’intera comunità. A rispondere a tre domande semplici è stato l’avvocato amministrativo Luca Candiano che segue da sempre la vicenda legata agli stabilimenti balneari o, per dirla con termini esatti, alle concessioni demaniali marittime.

Luca Candiano

Qual è ad oggi lo stato dell’arte delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative? - Innanzitutto, è necessario chiarire che la recente pronuncia della Cassazione del 23/11/2023 che ha annullato la sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 18 del 9/11/2021 – di cui si è tanto parlato - non aiuta gli attuali concessionari.

Infatti, il vizio rilevato dalla Cassazione – di carattere meramente processuale - non incide in alcun modo sulle questioni di merito ed i principi di diritto della materia delle concessioni balneari, che verranno verosimilmente confermati dal Consiglio di Stato in sede di rinvio, anche alla luce delle recenti sopravvenienze legislative.

In particolare, la legge del 05/08/2022 n. 118 (legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021), col chiaro intento di riformare il sistema delle concessioni balneari, ha abrogato le precedenti norme che, in contrasto con il diritto comunitario, ne hanno prorogato la validità; ed ha stabilito che il rilascio deve avvenire sulla base di procedure selettive imparziali. In ragione di ciò, una specifica disposizione prevede che le concessioni in essere continuano ad avere efficacia fino al 31/12/2023, con significative eccezioni.

La stessa legge infatti prevede che le concessioni “che con atto dell'ente concedente sono individuate come affidate o rinnovate all’esito di procedure selettive continuano ad avere efficacia sino al termine previsto dal relativo titolo”.

Per tali ipotesi, dunque, occorre un atto ricognitivo del Comune da adottarsi ovviamente prima del 31/12/2023, per evitare il verificarsi di effetti giuridici irreversibili.

Per gli altri casi invece, molti Comuni hanno già annunciato l’indizione di bandi per l’affidamento delle concessioni balneari, nonostante l’assenza di una disciplina nazionale di dettaglio uniforme, evidentemente assumendosi l’onere di interpretare le linee guida contenute nella legge delega.

E per le concessioni del Comune di Corigliano Rossano? Per queste, l’Ufficio Demanio, a suo tempo, ha non applicato automaticamente la proroga ex art. 1, commi 682 e ss., l. n. 145/2018, invitando i concessionari a presentare formale istanza di rinnovo, corredata della necessaria documentazione e ne ha disposto la pubblicazione per 20 giorni – sia sull’albo pretorio del Comune che della Regione - con invito a chiunque ne avesse interesse alla presentazione di opposizione o di manifestazione d’interesse.

All’esito della pubblicazione, il Comune ha consentito la proroga fino al 31/12/2033 nei confronti dei concessionari istanti rispetto a cui non è stata proposta opposizione; mentre per una concessione, interessata da una manifestazione di interesse di terzi, ha avviato un’apposita procedura comparativa.

L’iter seguito dal Comune è quello previsto dal Codice della Navigazione, in particolare dall’art. 18 del relativo Regolamento di esecuzione. Un procedimento adottato anche da altri Comuni e che recentemente il Consiglio di Stato, ferma l’esigenza di valutare caso per caso, ha implicitamente valutato e giudicato come legittimo, confermando la sentenza di primo grado.

Quindi le Concessioni del Comune di Corigliano Rossano non scadranno alla fine di quest’anno? Occorre che il Comune adotti il citato provvedimento ricognitivo previsto dalla legge, assicurando in tal modo un orizzonte temporale certo, nel cui ambito i concessionari potranno programmare gli opportuni investimenti. Ad essi può essere riconosciuto un ruolo di interlocutori privilegiati del Comune, nella ormai ineludibile redazione dei Piani di utilizzo del Demanio di ultima generazione, quale strumento di attuazione del PSA recentemente adottato, per la programmazione dello sviluppo turistico e delle misure di tutela e valorizzazione delle nostre coste.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.