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Vivere il mare tutto l'anno: chi l'ha detto che non si può?

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CORIGLIANO-ROSSANO - L’estate sta finendo e un anno se ne va. Ma noi no, noi restiamo e ci piacerebbe vedere un’inversione di rotta rispetto al passato. Ci piacerebbe poter fare jogging sul lungomare, uscire con le carrozzine insieme ai bambini approfittando di quelle tiepide giornate d’autunno e di quel sole che sulla nostra costa sa sorprenderci anche d’inverno, senza doverci portare da casa la bottiglietta d’acqua oppure senza dover tornare allo Scalo per prendere un caffè con degli amici che abbiamo incontrato per caso su viale Sant’Angelo.

Insomma, quanto meno le domeniche, vorremmo che ci fosse qualche attività aperta per poter godere appieno di una grande risorsa che abbiamo ma che viene valorizzata soltanto per un paio di mesi l’anno. 

È uno dei due volti, quello triste, che restituisce la grande ed eterogenea città di Corigliano-Rossano. Già, perché se da un lato Sant'Angelo, arrivata la metà di settembre, muore, poco più in là, a Schiavonea, la "vita" per strada e per le piazze dura tutto l'anno. Ma è tutto a scrivibile al fatto che una delle due località è un borgo abitato tutto l'anno oppure c'è una mentalità diversa di vivere il mare? 

Sicuramente c'è un fattore in comune tra Schiavonea e Sant'Angelo, che è sotto gli occhi di tutti: le belle giornate spingano la gente, durante tutto l’anno, a scendere a mare per respirare un po’ di iodio e trascorrere qualche ora a contatto con la natura. E questo vale per entrambe le sponde al di là e al di qua del Cino. Perché, allora, in quelle aree dove fra qualche giorno rimarrà solo nostalgia d'estate e solitudine non lasciare un punto di riferimento, un chiosco, un bar dove poter consumare qualcosa in quelle domeniche assolate d’inverno? Sarebbe il caso di iniziare ad abbandonare una vecchia mentalità – tra l’altro smentita anche dai fatti – di pensare al lungomare come un posto che si vive solo a luglio ed agosto e creare delle sinergie con quegli imprenditori intenzionati a far vivere Viale Sant’Angelo non solo in estate.  

Altra cosa sono i servizi. In tutto il lungomare dell’area urbana di Rossano c’è un solo distributore automatico in cui poter acquistare le sigarette e non esiste uno sportello ATM. Insomma, se qualcuno avesse bisogno di prelevare dei contanti anche in questo caso, come per il caffè di cui sopra, dovrebbe prendere la macchina e tornare allo Scalo. Disservizio imperdonabile soprattutto l’estate quando il mare si ripopola di rossanesi, dei fuorisede, dei turisti delle radici e di chi viene da noi in vacanza per la prima volta.

E poi ci sarebbero tutte quelle caratteristiche che le nostre spiagge dovrebbero avere qualora Corigliano-Rossano ambisse davvero ad ottenere la Bandiera Blu. Nelle porzioni di litorale libero dovrebbe esserci un adeguato numero di servizi igienici, docce pubbliche, fonti di acqua potabile e accessi agevoli per disabili fisici.

Nulla di impossibile, soprattutto se si vuole investire sul nostro mare e si intenda fare del turismo una voce attiva del pil del nostro territorio. Ora, per la prossima stagione balneare c’è tutto il tempo di intervenire e di portare a casa un vessillo, quello della Blu Flag, simbolo di un turismo sostenibile e criterio di scelta da parte di molti villeggianti sempre più attenti all’ambiente e ai servizi.

Per poter vivere invece il nostro mare anche d’inverno, in nome di quella destagionalizzazione tanto decantata dalle Amministrazioni ma piuttosto lontana nei fatti, basterebbe garantire alcune prestazioni di base tutto l’anno e organizzare - quando possibile - qualche evento, sagra e manifestazione che scelga come location qualche punto di Viale Sant’Angelo.

Valentina Beli
Autore: Valentina Beli

“Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare” diceva con ironia Luigi Barzini. E in effetti aveva ragione. Per chi fa questo mestiere il giornalismo non è un lavoro: è un’esigenza, una passione. Giornalista professionista dal 2011, ho avuto l’opportunità di scrivere per diversi quotidiani e di misurarmi con uno strumento affascinante come la radio. Ora si è presentata l’occasione di raccontare le cronache e le storie di un territorio che da qualche anno mi ha accolta facendomi sentire come a casa. Ed io sono entusiasta di poterlo fare